Fano Jazz by the Sea, una 23esima edizione da grandi numeri

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12 agosto 2015

FANO – La XXIII edizione di Fano Jazz By The Sea fa il “bilancio” a pochi giorni dalla chiusura. Qualche numero: 9 giorni di Festival; 18 concerti di cui quattro in esclusiva nazionale; 30 ore di musica; 91 musicisti provenienti da ogni parte del mondo; 50 volontari, perlopiù giovani e studenti universitari, coinvolti nell’organizzazione.

Troker con pubblico Golena (foto Maurizio Tagliatesta)

© photo Maurizio Tagliatesta

Il Festival – organizzato da Fano Jazz Network e dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Fano, con il sostegno del MIBACT – Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, della Regione Marche e di altri Enti pubblici e privati, di associazioni del territorio e di sponsor privati – ha dunque visto in campo una macchina organizzativa complessa che ha agito nel miglior modo possibile per rendere funzionali le tre location, Anfiteatro Rastatt, Corte Sant’Arcangelo e Golena del Furlo, cui si sono aggiunti, per il concerto sul mare, il Caicco “Regina Isabella” e 18 locali del Centro Storico e del Lungomare dove si sono svolti i concerti-aperitivo.

Quasi 9.000 le presenze complessive di pubblico stimate, fra appuntamenti a pagamento e gratuiti. 2.211 i biglietti “staccati”, con una media di 352 spettatori a concerto (la media nazionale è di 200). L’incasso complessivo lordo è stato di 36.383 Euro. Il 70% del pubblico è risultato quest’anno provenire da fuori le mura della Città, con un tangibile impatto turistico.

Paolo Fresu - Uri Caine (foto Maurizio Taglatesta) (1)

© photo Maurizio Tagliatesta

Artisticamente, questa XXIII edizione è stata un viaggio appassionante fra tradizione e innovazione, sperimentazione e contaminazione, e sicuramente andrà archiviata fra le migliori dell’intera storia di Fano Jazz By The Sea, anche a parere dei più importanti giornalisti di settore intervenuti durante le giornate del Festival. I Bad Plus e Joshua Redman, ospiti del concerto inaugurale all’Anfiteatro Rastatt, si sono confermati indiscutibile realtà di primissimo piano del jazz odierno; così come hanno mantenuto le promesse i raffinatissimi, ricchi di sfumature poetiche, “faccia a faccia” fra Paolo Fresu e Uri Caine e fra i francesi Michel Portal e Vincent Peirani. Buone nuove sono venute dalla Scandinavia, con il sorprendente quintetto del sassofonista Marius Neset e lo straordinario quartetto del chitarrista Eivind Aarset, autentico visionario della sei corde. E il “grande vecchio” del jazz italiano, Enrico Rava, non ha mancato di offrire un concerto di elevatissimo livello espressivo, degno di una carriera tanto lunga quanto luminosa. Di grande coinvolgimento sono state poi le esibizioni dell’americano Raul Midon e, soprattutto, della vocalist ivoriana Dobet Gnahore, che a fine concerto ha invitato sul palcoscenico alcuni giovani di origine africana, richiedenti asilo politico e residenti nella Comunità Labirinto di Cagli, dando vita a una danza collettiva che ha inevitabilmente contagiato tutto il pubblico. Spettacolare, come da tradizione, è stata la conclusione alla Golena del Furlo: in 2.000 si sono lasciati letteralmente travolgere dal poderoso mix sonoro dei messicani Troker, tra le rivelazioni del Festival insieme al norvegese Marius Neset.

Anche il jazz marchigiano, in particolare i giovani musicisti, è stato degnamente rappresentato dalla rassegna Young Jazz alla Corte Sant’Arcangelo di cui sono stati protagonisti, fra gli altri, punte di diamante del jazz regionale quali il trombonista Massimo Morganti, il trombettista Giacomo Uncini e i batteristi Massimo Manzi e Lorenzo Ghetti Alessandri.

Numerose, e tutte svoltesi con significativo concorso di pubblico, le iniziative collaterali: mostre fotografiche e di disegni, iniziative didattiche, proiezioni di film, performance artistiche, degustazioni di vini. A tutto ciò hanno contribuito associazioni e Istituzioni con le quali Fano Jazz By The Sea ha instaurato un proficuo rapporto di collaborazione: Dipartimento di Scienze della Comunicazione e Discipline Umanistiche dell’Università di Urbino Carlo Bo; Associazione Re-Pubbic; Liceo Artistico Apolloni di Fano; Liceo Musicale Marconi di Pesaro; Associazione Libera Musica; Centro Itaca-Cooperativa Crescere; Labirinto Cooperativa Sociale; Associazione MIDJ,  progetto We Insist; MEMO – Mediateca Montanari; Staffetta del Bianchello per Wine & Jazz Marche; Music In, per il service audio; Cooperativa Comedia; Back Stage, per gli allestimenti, operatori Asur.

Sotto il profilo comunicativo, oltre a importanti presenze sui media nazionali, il Festival ha conosciuto quest’anno un notevole incremento sui social network, Facebook (con un raddoppio dei “mi piace”, passati da 2.154 a 4.880), Twitter, Instagram. Per la prima volta è stata aperta una apposita pagina su You Tube, dove è possibile rivivere momenti salienti dei concerti attraverso video realizzati appositamente. Il rinnovamento grafico del sito Internet ha portato, anche in questo caso, a un incremento dei visitatori, con 650 accessi giornalieri durante il periodo del Festival.

Non va infine dimenticata l’escursione a bordo del Caicco “Regina Isabella”, frutto della collaborazione con Esatour Opera & Music Travels, con cui è stata avviata una partnership per la promozione turistica del Festival.

La XXIII edizione di Fano Jazz By The Sea è stata dunque ricca di eventi e di emozioni. Un’edizione che rappresenta un importante punto di partenza per il Festival degli anni a venire, grazie all’attivo e partecipe supporto dell’Amministrazione Comunale di Fano che quest’anno ha destinato risorse pari a 100.000 Euro. Un’edizione che ha disegnato un format ideale che prevede attenzione alla qualità artistica sia dei concerti principali che delle attività collaterali, diffusione del Festival attraverso iniziative dislocate nel Centro Storico e sul Lungomare, innovazione nella comunicazione.

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