I maestri carristi fanesi parlano di agonia del Carnevale: “Il Comune sia garante di un tavolo di programmazione”

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14 agosto 2015

Laboratorio dei maestri carristi del Carnevale di Fano

Laboratorio dei maestri carristi del Carnevale di Fano

FANO – “L’agonia del Carnevale”. Questo il titolo di un comunicato dei maestri carristi fanesi che chiedono un tavolo di programmazione con garante il Comune di Fano.

“Da un mese i Maestri Carristi hanno proposto un tavolo di programmazione con Ente Carnevalesca e Amministrazione Comunale per il rilancio del Carnevale di Fano che da anni vive una lenta ed inesorabile agonia – scrivono i membri di Associazione Carristi Fanesi, Fantagruel, Furlani e Pacassoni – Un tavolo in cui il Comune svolga la funzione di garante e supervisore, considerato che proprio dal Comune vengono gli investimenti di denaro pubblico primari per l’organizzazione della manifestazione. Una proposta portata in tutti e 4 gli incontri ad oggi tenutisi con le parti”.

“Dall’Ente Carnevalesca sono venute solo chiusure – continuano i maestri carristi – Unica risposta l’invio di un bando per bozzetti che svilisce il Carnevale in sé e il lavoro dei Maestri Carristi. Il segno di una totale mancanza di progettualità, l’idea di un Carnevale privo di prospettive e qualità, fondato su un fare raffazzonato e asfittico. Abbiamo chiesto di soprassedere al bando e alla sua scadenza, perché prima di un bando viene il progetto condiviso sul Carnevale. Ma la richiesta è stata rigettata. Per questi motivi i Maestri Carristi non hanno presentato alcun bozzetto. E senza carri allegorici, che oggi ne sono il fondamento, il simbolo creativo della tradizione fanese, il Carnevale di Fano non esiste, a meno di tornare a corse di pali o di uomini nudi come nel 1347. Questa centralità è certificata dal sondaggio commissionato proprio dall’Ente Carnevalesca. È bene ricordarlo ogni volta. Dall’Amministrazione sono invece venute aperture con il riconoscimento che le nostre proposte e progettualità sono una ricchezza per il Carnevale e la città”.

Conclusione: “Ripartiamo da qui. La palla passa dunque all’Amministrazione che in virtù del suo ruolo di “Fano Città del Carnevale”, così come sancito nel vigente statuto Comunale, è l’interlocutore credibile per i Maestri Carristi. All’Amministrazione (nell’ultimo incontro del 10 agosto) è stato chiesto nuovamente di farsi carico di organizzare con urgenza il tavolo di programmazione con tutti i soggetti, comprese le Associazioni di categoria e Fondazioni, che partecipino a pari titolo alla stesura del “progetto di sviluppo del Carnevale” quale prospettiva di sviluppo, in chiave culturale turistica economica, dell’intera città. È finito il tempo del “divide et impera” che è stato ed è il modus operandi dell’Ente Carnevalesca. Per i Maestri Carristi la misura è colma. E l’organizzazione messa a nudo. Tanto da costringerla a pensare ad un’edizione 2016 con carri vecchi. Se fosse così, allora è bene staccare da subito la spina al Carnevale. Il Carnevale è patrimonio della città, non il gioco o la vetrina per qualcuno”.

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