Musicae Amoeni Loci, ultimo appuntamento il 16 agosto a Monteciccardo

di 

14 agosto 2015

MONTECICCARDO – Ultimo appuntamento con il Festival di musica antica Musicae Amoeni Loci, giunto alla XII edizione. Quest’anno il Festival, diretto dal maestro Willem Peerik, ha visto una notevole presenza di pubblico e vi è stato un consenso generale da parte della critica e del pubblico, sulla qualità delle esecuzioni. Quest’anno si sono poi ricordati importanti compositori, Bach e il pesarese Zacconi, rispettivamente per i 330 anni dalla nascita e i 500 anni dalla nascita, e il sommo poeta, Dante Alighieri, di cui ricorrono i 750 anni dalla nascita. L’ultimo concerto si terrà domenica 16 agosto alle ore 21,30 nel Conventino di Monteciccardo, ed avrà come titolo “…E non è mai né sera né mattina…’’. Si tratta di musica nelle corti dell’Umanesimo italiano di Marchetto Cara, Antoine Busnoys, Guglielmo Ebreo da Pesaro, Domenico da Piacenza, che verranno eseguite dall’ensemble Anonima Frottolisti, con Luca Piciconi, liuto e voce; Emiliano Finucci, viola da braccio e voce; Simone Marcelli, organo positivo e voce; fabrizio Lepri, viola ad arco, Massimiliano Dragoni, salterio e percussioni. Seguirà un buffet con prodotti tipici locali. Ingresso libero. Venendo al concerto svoltosi nella splendida cornice di Villa Cattani Stuart, sono stati eseguiti, i Canoni di Ludovico Zacconi, presentato magistralmente da Maria Chiara Mazzi. Ludovico Zacconi, nacque a Pesaro l’11 giugno 1555 e morì a Fiorenzuola di Pesaro il 22 marzo 1627. Studiò a Mantova con Ippolito Baccusi, a Venezia con Andrea Gabrieli, a Pavia con il maestro di cappella del Santo, mantenne dei continui contatti con un altro compositore pesarese, Pellegrini, che fu il direttore della cappella del Duomo di Milano. Ebbe delle collaborazioni in Austria, precisamente a Graz nel 1585 e dei contatti con illustri compositori, musicologi alla corte di Monaco dal ’91 al ’95. Intorno al 1583 fu accolto nell’ordine agostiniano. E l’appartenenza ad un ordine religioso, fu per lui, studioso che visse in un periodo di transizione musicale dal ritmo al contrappunto, la cosiddetta musica orizzontale, veniva sostituita dalla musica verticale di gruppo. Dopo varie sfortune, Zacconi,abbandonò l’attività musicale, ma mantenne la passione per lo scrivere documenti, che in parte ci sono rimasti. I canoni sono l’ossatura centrale della sua attività di ricercatore, a cui si aggiunsero l’arte dell’interpretazione fiorita delle muische polifoniche e l’organologia.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>