Scontri prima di Fano-Ancona, il sindaco Seri: “Aggressione premeditata, solidarietà ai tifosi fanesi. Gli autori risponderanno in sede penale e civile””

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14 agosto 2015

FANO – Il sindaco di Fano, Massimo Seri, interviene sul grave episodio di violenza accaduto ieri sera prima del derby “amichevole” tra Fano e Ancona (per saperne di più clicca su http://www.pu24.it/2015/08/13/fano-ancona-scontri-tra-tifosi-fuori-dallo-stadio-mancini/169276/)

Il sindaco Massimo Seri nel ritiro dell'Alma Juventus Fano ad Apecchio

Il sindaco Massimo Seri nel ritiro dell’Alma Juventus Fano ad Apecchio

“Quanto è accaduto ieri sera fuori dallo stadio prima dell’amichevole Fano-Ancona è da condannare fermamente perché rappresenta quanto di più lontano possa esserci dall’idea di sport in cui questa Amministrazione comunale e l’intera città di Fano crede, sostiene e promuove. Non ci sono parole per condannare un incredibile episodio di cieca violenza commesso da una cinquantina di tifosi dell’Ancona che hanno aggredito dei tifosi fanesi, in attesa di entrare allo stadio, spadroneggiando per le strade cittadine e creando danni.

Desidero esprimere la mia solidarietà e vicinanza ai tifosi fanesi che sono stati oggetto di questa vile e premeditata aggressione e a tutti gli sportivi fanesi in generale che ovunque hanno sempre tenuto un comportamento corretto ed equilibrato, a dimostrazione di come può esserci un tifo sano e positivo.

Dobbiamo tutti condannare fermamente ogni episodio di violenza commesso sotto ogni bandiera, che potrebbe mettere in discussione l’essenza vera dello sport ma anche la vita sociale delle nostre comunità

Nell’auspicare quindi che situazioni di questo genere, che nulla hanno a che vedere con il calcio giocato, non si debbano più ripetere ritengo che sia giunto anche il momento in cui gli autori di questi episodi vengano chiamati a rispondere in sede penale e civile per i danni arrecati alla nostra città e agli operatori commerciali di via Metauro, poiché si conosce benissimo, nel caso degli ultras dell’Ancona, la matrice e la responsabilità collettiva di chi li ha prodotti”

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