Arrigoni: “Abusivi autorizzati, a chi chiedere risposte serie?”

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17 agosto 2015

Fabio Arrigoni*
Nelle scorse settimane, come ormai accade da diverse estati, una miriade di ambulanti invadono le nostre spiagge per piazzare la loro mercanzia assalendo continuamente i bagnanti in cerca di refrigerio e di relax. Quello che più colpisce però è che in una delle zone paesaggisticamente più belle di Pesaro, diversi ambulanti piazzano sfrontatamente i loro banchi improvvisati dove espongono le loro merci a proprio piacimento infischiandosene delle regole legate al commercio come fosse un vero e proprio mercato rionale.

Ora, può anche essere vero che molte volte la merce non è di qualità eccelsa e quindi di basso costo, ma è anche vero che in un periodo come questo, per contenere i costi molti turisti e molti fruitori delle spiagge sono disposti a sacrificare l’igiene usufruendo di camerini improvvisati, e la sicurezza acquistando prodotti di materiali di dubbia provenienza e che potrebbe mettere a rischio anche la sicurezza dell’acquirente. Nonostante questo, molti pesaresi, e molti turisti, affollano questi mercati improvvisati sul bagnasciuga, acquistando prodotti anche contraffatti sfidando il rischio di pesanti sanzioni legate allo sfruttamento della contraffazione e creando danni più o meno gravi alle aziende che invece rispettano le regole per mettere in commercio i loro prodotti.

E’ evidente che dietro al mercato degli abusivi vi sia un racket organizzato che fornisce i prodotti da commerciare, questo ormai lo sappiamo tutti; tuttavia qualcuno pur di possedere una griffe, o pur di risparmiare qualche €, si rende complice dell’illegalità apparentemente di poco conto, ma che in realtà di poco conto non è. Proviamo a pensare: io sono un produttore, produrre una borsa, un portafoglio, qualsiasi cosa, mi costa una data somma, dato che ho bisogno dell’energia per i macchinari, ho delle spese legate ai costi di gestione dei locali in cui lavoro, per pubblicizzare i miei prodotti e per rispettare le regole fiscali. Chiaramente queste componenti, inevitabilmente mi impongono un costo minimo del prodotto per poter guadagnare, sostenere le spese e pagare i miei dipendenti. Gli ambulanti invece, di tutto questo non pagano un centesimo, la produzione di detti prodotti spesso usa manodopera sfruttata e molte volte impiegando minori. Pertanto potrete cercare tutti gli alibi che vi pare, ma chi acquista commette un reato ed è complice di un illegalità.

E’ importante sottolineare questo, perché la scorsa settimana un’amica ha fatto notare questa cosa agli ambulanti “accampati” su una spiaggia pesarese durante il loro consueto mercato in riva al mare ricavandone insulti e rischiando l’aggressione. Peccato che parte degli irreprensibili bagnanti pesaresi e non, si siano schierati apertamente con gli ambulanti e contro questa ragazza che invitava al rispetto delle regole e della legalità. In questi giorni giorni, anch’io mi sono concesso qualche giornata di mare recandomi nella stessa spiaggia, e giocoforza assistendo alla stessa attività commerciale senza alcun ritegno e regola. Anch’io come la ragazza che ha riferito l’episodio mi sono avvicinato facendo presente lo stato di illegalità che permane in quel tipo di commercio, facendo ben presente che ci sono negozi, commercianti ed esercizi vari che vengono multati per molto meno pur rispettando le regole imposte dalla legge.

Dopo una prima risposta a muso duro con l’evidente scopo di intimorirmi, e ricevendo in cambio una ferma replica da parte mia tutt’altro che intimidito, un paio di questi signori dopo esser diventati stranamente cortesi, mi chiedono a che titolo voglio sapere i fatti loro, aggiungendo successivamente la rassicurazione per una loro autorizzazione. Alla mia richiesta di poter vedere l’autorizzazione, reagiscono con improperi borbottati nella loro lingua intimandomi di andarmene, ma vedendo che anche in questo tentativo falliscono cominciano le provocazioni. Quando afferro il cellulare per chiamare i carabinieri, perdono tutta la loro baldanza, e non mi ripetono più: “Chiama i vigili, che me ne frega ? “ ma in fretta qualcuno sbaracca e se ne va.

Ora, io non so se qualcuno di quegli ambulanti fosse effettivamente autorizzato dal comune o meno a presiedere su quel tratto di spiaggia commerciando la loro mercanzia, ma se così fosse la trovo una cosa gravissima: I nostri amministratori tanto solerti con i cittadini, non si risparmiano gabelle, aumenti di imposte comunali e non, ai commercianti e agli esercenti creandogli ogni sorta di ostacolo nelle loro attività e poi si autorizzano questi traffici sulle spiagge senza controlli e senza regole per chi non versa un centesimo nelle casse comunali? E il comitato tanto solerte nella raccolta di firme contro la spiaggia per i cani, come mai non si preoccupa del danno che questi abusivi recano ai commercianti cittadini? Hanno previsto una raccolta di firme anche per questo? E se invece non fossero effettivamente autorizzati è ancora più grave il fatto che vi sia un commercio del tutto illegale su una delle spiagge più frequentate e caratteristiche di Pesaro alla luce del sole senza che le autorità prendano provvedimenti e facciano rispettare le leggi. Tra i doveri di un Sindaco e della giunta, rientrano anche il controllo del territorio e l’applicazione delle leggi facendo rispettare le regole. E’ evidente che al nostro Sindaco sta a cuore il “Marketing”, ma questo non è certo il “Marketing” di cui ha bisogno Pesaro.

*esponente locale di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale

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