Lo stato del basket tricolore: viaggio nella palla a spicchi italica (parte prima)

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17 agosto 2015

basketPESARO – Stanno finendo le ferie per tutte le 16 formazioni della prossima serie A, che in questa settimana inizieranno a lavorare e sudare in palestra in vista della prima giornata di campionato in programma domenica 4 ottobre. Non tutte le squadre hanno ancora completato il proprio roster, con qualche tassello ancora da aggiungere qua e là, soprattutto per le franchigie che hanno scelto il 3+4+5 (tre extra, 4 comunitari, 5 italiani), mentre per coloro – come Pesaro – che si affideranno al 5+5 (cinque stranieri di qualsiasi nazionalità e cinque italiani) il compito è relativamente più semplice.

Tanti i nuovi arrivi, con l’Italia che si sta trasformando sempre di più in una D-League europea, con tanti americani che scelgono il bel Paese per le loro prime esperienze da professionisti, attirati dalla competitività di un campionato che resta uno dei primi cinque-sei del panorama europeo e dalla possibilità di mettersi subito in mostra per poi monetizzare negli anni successivi, pronti a fare il salto in Nba o a strappare contratti maggiormente remunerativi alle big del vecchio Continente, non tutti sono baciati in fronte dagli dei del basket e qualche “sola” è da mettere in preventivo, ma quando i soldi che girano in cassa non sono molti, ci si affida a delle scommesse con tutti i rischi del caso.

Si preannuncia una stagione nel segno dell’equilibrio, con Milano e Sassari in prima fila e almeno altre tre-quattro squadre pronte a fargli lo sgambetto, ma come sta la pallacanestro italiana alla vigilia del suo 92° campionato? Per analizzare lo stato di salute del nostro basket, abbiamo preso in considerazione cinque fattori determinanti, come l’impatto mediatico, gli sponsor, le Coppe Europee, la crescita del pubblico e i risultati della Nazionale.

IL BASKET ITALIANO E I MEDIA

La pallacanestro italiana rimane il secondo sport di squadra, sia pur distante anni luce da sua maestà il calcio, anche se per leggere la paginetta a lei dedicata all’interno dei tre quotidiani sportivi nazionali bisogna – quando va bene – sfogliare il giornale fino a pagina 20. Va sottolineato che nei quotidiani locali lo spazio a disposizione è più ampio, ma ormai è sempre di più la rete a farla da padrone e sul web i siti specializzati sono un centinaio e sono diventati un punto di rifermento importante per tutti gli appassionati, che non sempre riescono a soddisfare la loro sete di novità attraverso le varie emittenti televisive.

Ed è qui che il basket italiano deve trovare il modo di crescere, per allargare il suo bacino di utenza ad un pubblico più eterogeneo di quello composto solamente dallo zoccolo duro degli appassionati, ma senza l’ausilio dei principali network non sarà per niente semplice, considerando che Mediaset non è mai stata interessata al prodotto e in Rai il basket trova spazio solamente sui canali tematici – al di là di gara sette scudetto trasmessa su Raitre – senza comunque quel supporto pubblicitario sulle reti nazionali indispensabile per attirare nuovi spettatori. Da rimarcare comunque l’attenzione riservata al basket da emittenti di nicchia come Sportitalia, che all’interno del suo palinsesto ha sempre riservato diverse ore al nostro campionato e come Gazzetta Tv che comunque, da quando ha perso i diritti Silver, è ricaduta nel vecchio vizio di tutti i canali italiani: quello di focalizzarsi su sport dei quali detengono l’esclusiva, trascurando quasi completamente gli altri, venendo meno al compito di informare a 360 gradi i loro spettatori, ruolo che emittenti che tramettono h24, specializzate nello sport, dovrebbero svolgere per garantire una copertura il più ampia possibile.

Dal 4 ottobre saranno Rai e Sky a dividersi le dirette di tre partite settimanali, con la tv di Stato che si è garantita i diritti Gold – che comprendono anche la Coppa Italia e i quarti dei playoff – con la possibilità di scegliere il match più interessante della giornata, che dovrebbe andare in onda nel consueto orario della domenica sera alla 20 con la piacevole novità dell’Hd – in partenza proprio dall’autunno – mentre Sky si è garantita i diritti Silver e Bronze, che comprendono – oltre alla SuperCoppa, l’All Star Game e i playoff scudetto – la possibilità di trasmettere due partite alla settimana: la prima sarà il posticipo del lunedì sera, quello che vedrà quasi sempre impegnate Milano e Sassari, almeno finché andranno avanti in Eurolega, la seconda andrà in onda o al sabato sera alle 20 o alla domenica mattina alle 12. Sky era interessata a comprare tutti i diritti in esclusiva, ma in questo modo sarebbe svanita la possibilità per le emittenti locali di trasmettere in diretta le trasferte domenicali delle 18.15 e in LegaBasket hanno deciso – giustamente – di dare la possibilità agli appassionati di continuare a seguire la loro squadra del cuore ogni domenica, anche attraverso il sito di Legabasket Tv che proporrà una sorta di “Diretta Basket” con immagini live delle cinque partite in programma e commenti da studio.

Ma quanti soldi entreranno nelle casse delle società dai diritti televisivi? Come sempre in Italia non è educazione parlare di soldi e quando si cerca di conoscere le cifre reali le notizie si fanno lacunose, con comunicati ufficiali che parlano di tutto tranne che di vil moneta. Ci si dovrebbe avvicinare comunque ai tre milioni annui, che entreranno nelle casse della Legabasket, da dividere per le 16 squadre del campionato (poco meno di 200.000 euro a testa), ma con l’incognita dei costi di produzione che Rai e Sky vorrebbero fossero pagati in parte anche dalle società. Siamo comunque lontanissimi dai 10 milioni annui ottenuti dalla A Pro francese nel nuovo contratto appena rinegoziato o dai ricchissimi contratti in vigore in Grecia e Spagna e fino a quando la pallacanestro italiana non riuscirà a strappare cifre più consistenti difficilmente riuscirà a tornare competitiva ad altissimo livello, come accadeva fino ad una decina di anni fa.

SPONSOR

Tutte e 16 le società del campionato di serie A hanno già trovato lo sponsor per la prossima stagione e di questi tempi non è un risultato da buttare via: la sola ad aver cambiato è la Virtus Bologna che si chiamerà Obiettivo Lavoro, società specializzata nel lavoro interinale, settore in espansione e che, con qualche variazione, è il medesimo di Umana, Manital e OpenJob Metis che sponsorizzano rispettivamente Venezia, Torino e Varese. Confermatissimo naturalmente il binomio tra il Banco di Sardegna e Sassari, con l’istituto sardo che rimarrà con i neocampioni d’Italia per i prossimi quattro anni, così come quello tra Grissin Bon e Reggio Emilia, con la società specializzata in prodotti da forno che punta forte al mercato europeo per espandere il proprio marchio. Freschi di rinnovo i binomi tra Enel e Brindisi, Pasta Reggia e Caserta, Acqua Vitasnella e Cantù, con la società brianzola che ha trovato anche lo sponsor per l’Europa (FoxTown). Upea Capo D’Orlando, Sidigas Avellino e Dolomiti Energia Trento continuano nel loro rapporto, così come la Consultinvest che a Pesaro ha deciso di restare per cinque stagioni, dando la possibilità alla dirigenza biancorossa di poter programmare il futuro con meno apprensione. All’appello mancano le tre realtà dove lo sponsor è anche comproprietario della squadra, partendo naturalmente dall’Armani Jeans Milano, dove patron Giorgio vorrebbe ritornare in vetta sia in Italia che in Europa e continuando con Pistoia – Giorgio Tesi Group – e Cremona, dove continua l’abbinamento decennale con la Vanoli che va avanti dai tempi della serie B di Soresina.

Poter contare su una sponsorizzazione forte è uno dei punti cardine nella programmazione delle società, ma naturalmente per chiedere più soldi allo sponsor, gli si deve garantire una maggiore esposizione mediatica, insomma si ritorna al punto precedente: senza un serio programma di marketing sportivo sarà difficile risalire la china per la pallacanestro italiana.

Appuntamento a domani con la seconda parte di questa piccola analisi del momento della nostra pallacanestro e le ultime novità in casa Vuelle.

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