Mdma, la droga dei giovanissimi sempre più consumata anche a Pesaro. Perché? Le riflessioni del sociologo

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17 agosto 2015

Mauro Murgia*

L’ultimo, in ordine di tempo, tragico episodio dovuto al consumo di sostanze psicotrope, in particolare l’ecstasi, che hanno causato la morte di un ragazzo, riporta drammaticamente al fenomeno del mercato clandestino e alle conseguenti domande sul perché dello stesso uso da parte dei giovani e non solo. Senza falsi pudori e moralismi di comodo voglio ricordare a tutti coloro che hanno a cuore questo problema – non solo le famiglie coinvolte ma la gente che vuole interrompere questo micidiale circuito del consumo – che non si tratta, l’ultima morte, di un incidente di percorso legato ad una casualità minimale nel consumo. Ci riguarda questa storia che, ad alcuni può sembrare lontana o legata a spazi che non si frequentano? Penso proprio di sì. Oggi, secondo quanto affermano Carabinieri e Polizia, nella stessa città di Pesaro si è arrivato al massimo picco di consumo mai registrato negli ultimi anni, paragonabili forse solo con i tragici anni 70-80 pesaresi, dove consumo di eroina e morti per overdose erano la quotidianità.

Certo, oggi non è più il problema dell’eroina in vena, se non per pochi casi. Oggi, il dramma arriva dall’uso folle in tutti gli strati sociali della coca e dell’eroina fumata e dell’uso di micidiali anfetamine. Con pochi soldi, come avevamo già scritto su pu24, anche a Pesaro si comprano coca ed eroina e, per chi non avesse quei soldi, ad un prezzo ancora più basso si può acquistare ecstasi e la micidiale mdma. Perché dramma? Perché il consumo, nelle fasce d’età, si è abbassato notevolmente. La domanda, e quindi il mercato, riguardano giovani e giovanissimi nella maggior parte dei casi. Il mercato clandestino, il mercato mafioso nelle esplicitazioni del comportamento, hanno individuato il target migliore: giovanissimi. Con sempre qualche euro in tasca, non ancora intimiditi da possibili conseguenze fisiche, un poco spavaldi nel porsi innanzi queste sostanze, con l’eterna stupida certezza del “a me non succederà mai”, costoro rappresentano il bacino ideale della diffusione e del gudagno. Carabinieri e forze dell’ordine intervengono straordinariamente per troncare il mercato ma, come loro stessi affermano, tutto ciò non basta , non può bastare. La frantumazione, la parcellizzazione del consumo, l’acquistare e il rivendere nel proprio gruppo, determinano uno stare nascosti, un non vedere difficile da combattere. Inoltre si può sgominare un gruppo mafioso ma sapendo che un mercato così ricco andrà a rideterminare, subito, un altro gruppo, stante il guadagno ricco e facile. Allora, come intervenire per eliminare il mercato, se non ponendosi il problema del perché dei consumi ? Ho sempre sostenuto che non esisteva il problema droga, ma esistevano i problemi delle persone che usavano queste sostanze. Oggi, è venuto meno questo spirito, voglia di fare. Non esiste una seria campagna di informazione sulle sostanze . Le istituzioni latitano e solo gli articoli dei giornali in occasione delle morti, informazione legata alla spettacolarità del fatto riprendono le notizie preparandoci alla dimenticanza dei giorni seguenti. Ritornare al perché, alle motivazioni individuali che portano al consumo, cercare di capire per poter fare. Non possiamo, come indolemente abituati, affidarci alle forze dell’ordine. Loro possono estirpare l’organizzazione mafiosa ma non possono intervenire sulle motivazioni. A quelle dobbiamo pensarci noi.

*Sociologo

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