Piano spiaggia, il giorno del no: concorrenza dei bagnini, i ristoratori chiedono confronto e regole

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19 agosto 2015

PESARO – Piano spiaggia, il giorno del confronto. Con un tema al centro: bagnini che diventano ristoratori, opzione che con il nuovo Piano spiaggia che il Comune sta per approvare diventerebbe una realtà che non piace né a Confcommercio né a Confesercenti. I numeri: con questa svolta spunterebbero sul lungo mare pesarese, all’interno degli stabilimenti balneari, qualcosa come 50 nuovi ristoranti. Urge un confronto con l’amministrazione per capire nel dettaglio cosa comporterebbe questo.

Gli operatori presenti nella riunione di questa mattina

Gli operatori presenti nella riunione di questa mattina

“Noi siamo contrari. Questa assemblea serviva per discutere  e chiedere alla Giunta un ripensamento – ha spiegato il direttore di Confcommercio Amerigo Varotti -. Noi da sempre lottiamo contro l’abusivismo ma raramente siamo stati ascoltati”.  Le spine nel nuovo Piano spiaggia sono molteplici: mancanza di dialogo in primis, paura per un eccessiva cementificazione per la creazione di nuovi spazi adibiti alla ristorazione e, al primo punto, una nuova concorrenza per il settore ristorazione esistente e già un difficoltà. “Se ampliamo a dismisura – continua Varotti – senza tenere conto delle esigenze del mercato facciamo solo un grosso errore. Serve una serena valutazione, serve il rispetto delle regole, non si può dare a tutti la licenza di ristorazione. Perché, ad esempio, non inserire l’obbligo di non affittare poi i ristoranti?”. Altra richiesta specifica: la ristorazione nello stabilimento balneare deve stare aperta fino a quando rimane aperto lo stabilimento stesso: non devono essere due entità separate. Sul tema è intervenuto anche il conte Marcucci Pinoli, titolare di diverse strutture ricettive in città. “Non c’è nessuna volontà di fare polemica ma questa vicenda mi tocca personalmente, riguarda le mie strutture. Io spendo più di 100 mila euro in pubblicità durante l’anno,  contatto i clienti durante l’anno, c’è un grande lavoro dietro. I bagnini molte volte si trovano questi clienti in spiaggia, senza fare nulla. Ora si vogliono ampliare: mi sembra non giusto e non serio, noi in cucina abbiamo decine di persone al lavoro, cuochi, aria condizionata, camerieri, prodotti a km zero. Le loro cucine non sono nella maggior parte dei casi paragonabili a questo: questa sarebbe concorrenza sleale e punitiva, perché di bassa qualità, per chi poi andrà a mangiare in quei posti. Si devono rispettare regole precise e serie”.

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