Fano, l’assessore Bargnesi sulla casa di riposo Don Tonucci

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20 agosto 2015

Marina Bargnesi

Marina Bargnesi

Marina Bargnesi*

FANO – Come assessore alle Politiche Sociali del Comune di Fano, sono felice di notare il forte fermento ideativo, propositivo ed anche critico nei confronti dell’operato della Pubblica Amministrazione e del mio settore. Trovo estremamente utile ed interessante infatti che vi sia un dibattito permanente, bilaterale e ricco di costanti elementi che vede uno proficuo scambio tra cittadini, associazioni ed Enti Istituzionali.

Il Forum del Terzo Settore in particolare è un interlocutore primario con il quale il confronto è sempre attivo su più piani. Per questo sono rimasta sorpresa dalla lettura dell’articolo apparso sulla stampa locale riguardo la Residenza Protetta “Don Paolo Tonucci” sita in quartiere San Lazzaro di Fano. Presso tale Residenza, finanziata dalla Fondazione Carifano sul terreno di proprietà comunale, sono presenti al piano terra 10 appartamenti indipendenti per 20 ospiti in forma di Casa Albergo rivolti quindi ad anziani ultra sessantacinquenni autonomi. Il regolamento, che nel 2010 ha stabilito i criteri d’accesso ed inserimento negli appartamenti, è rimasto ingessato per 5 anni senza che fosse mai verificata l’inapropriatezza di tale regolamento considerando che nessun anziano richiedente rispondeva ai criteri d’ingresso. I mini appartamenti sono quindi rimasti vuoti per tutti questi anni.

Ora 4 appartamenti sono occupati da 6 persone perché già dallo scorso anno abbiamo iniziato ad applicare il regolamento con più flessibilità e a ragionare insieme a Fabio Tombari, presidente della Fondazione Carifano, su più ipotesi di utilizzo alternative all’attuale. Dall’incontro tenutosi i primi di luglio in sede comunale con il sindaco, assessore Politiche Sociali, Fondazione Carifano, dirigente e direttore Servizi Sociali del Comune di Fano, Associazione Famigliari ed attuale gestore Coos Marche è emersa:

1) la necessità di portare a termine la bozza modificata del regolamento d’accesso agli appartamenti della Casa Albergo. Il regolamento redatto dalle funzionarie andrà in Giunta a Settembre e finalmente sarà a misura della nostra popolazione anziana

2) la possibilità, che andrà verificata, di un cambio di destinazione d’uso in base alla legge 20 sull’accreditamento delle strutture, da “casa albergo” di 5 mini appartamenti a “Casa di Riposo”. Il cambio di destinazione d’uso permetterebbe infatti di avere in un unico centro residenziale tre tipologie differenti di residenzialità: per anziani non autosufficienti, anziani parzialmente autonomi ed anziani autonomi.

Per metà settembre è previsto il secondo appuntamento per definire i percorsi di trasformazione, i costi e l’avvio della nuova fase di offerta residenziale dopo anni di non utilizzo avvenuto non certo per responsabilità di questa amministrazione. Nelle linee di mandato di più amministrazioni, invece, ricorre la richiesta di una RSA per anziani di cui la nostra città è carente.

Ritorniamo quindi a sottoporre all’attenzione del nuovo direttore d’Area Vasta 1 Di Bernardo e alla direzione Servizio Salute della Regione Marche l’urgenza di riconoscimento del fabbisogno territoriale di posti letto accreditati sia in regime residenziale che semi residenziale (Centro Diurno Alzheimer) in un’ottica di area vasta sociale non solo sanitaria dove la gestione associata dei servizi non è un’opzione ma una necessità ed un dovere (Comuni d’Ambito e Inter Ambito per Comuni all’interno degli stessi Distretti Sanitari).

Il Terzo Settore, con cui collaboro costantemente, sa che può interpellare sia me che le funzionarie che sono tenute ad informare gli interlocutori coinvolti su tutti i processi di rinnovamento in corso.

*Assessore alle Politiche Sociali

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