Politica dell’accoglienza: medaglia del presidente della Repubblica al convegno di Gabicce organizzato da Ai.Bi

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21 agosto 2015

MILANO – E’ stata conferita la Medaglia del Presidente della Repubblica al Convegno “Adozione internazionale in cerca di futuro. La scelta politica dell’accoglienza” organizzato da Ai.Bi, Amici dei Bambini e che si svolgerà il 26 e 27 agosto a Gabicce Mare in provincia di Pesaro e Urbino. A renderlo noto il Capo del Servizio della Segreteria Generale in una lettera inviata a Marco Griffini, Presidente di Ai.Bi., Amici dei Bambini.

“Gentile Presidente,

ho il piacere di trasmetterLe l’unita medaglia che il Capo dello Stato ha voluto destinare, quale suo premio di rappresentanza, al Convegno “Adozione internazionale in cerca di futuro. La scelta politica dell’accoglienza” in programma a Gabicce Mare dal 26 al 27 prossimi. L’occasione mi è gradita per farLe giungere, insieme con l’augurio per il successo dell’iniziativa, i saluti più cordiali”.

Nasce, così, sotto i migliori auspici il convegno “Adozione internazionale in cerca di futuro. La scelta politica dell’accoglienza”: un prezioso e illustre riconoscimento che da’ pubblicamente atto dell’importanza e del significato che riveste il Convegno in un momento storico delicato come questo per le adozioni internazionali.

Il convegno, a cui parteciperanno rappresentanti dei Paesi esteri, accoglienti e d’origine dei minori abbandonati (dalla Spagna alla Francia, dal Brasile alla Repubblica Democratica del Congo) e rappresentanti di enti, associazioni, organizzazioni e di istituzioni italiani, sarà l’occasione per indagare sulle ragioni di tale caduta libera attraverso il confronto con altre realtà di oltre confine nell’intento di riflettere su quali strade sia necessario incamminarci per far si che uno degli strumenti di protezione più importanti per i minori in stato di abbandono non venga a scomparire.

Ed è proprio da uno di questi Paesi che arriva forte e grave il grido di allarme per i bambini abbandonati e in cerca di una famiglia: la Repubblica Democratica del Congo.

Martin Kasereka Musavuli Okende, avvocato e uno dei maggiori esperti di adozioni internazionali in Africa illustrerà lo status quo del Continente nel corso della tavola rotonda del 26 agosto ma già lancia un allarme. “È soprattutto un pregiudizio culturale – dice – a creare diffidenza verso l’adozione internazionale in Africa. Un pregiudizio che si rivela letale per milioni di bambini che restano per anni negli istituti o per strada, dove ad attenderli c’è solo la violenza e la morte”.

“Per migliaia di bambini del mio Paese – continua – il futuro si chiude prima ancora di avere il tempo e l’intelligenza di diventare grandi. E i dati sui minori abbandonati non sono mai reali, perché ancora la maggior parte dei neonati non viene registrata alla nascita”. In questo quadro, la situazione dell’infanzia resta drammatica.

“Migliaia di bambini abbandonati, orfani e senza famiglia vivono negli orfanotrofi. Ma sono i più fortunati – avverte Musavuli -. La maggior parte dei minori si ritrova in strada ad affrontare i pericoli e la morte. Non possiamo accettare che la soluzione per migliaia di bambini abbandonati sia la morte o l’oblio nei centri di accoglienza fino alla maggiore età”.

Una situazione che rivela tutto il suo dramma se si considera anche un altro dato: nel mondo sono 15 milioni e 600 mila le adozioni necessarie per garantire una famiglia solo agli orfani adottabili di Aids. A renderlo noto il Rapporto dell’ECOSOC (Comitato economico e sociale) dell’ONU, pubblicato nel 2009 (ma fino ad ora rimasto inosservato). Lo studio rileva come nel mondo, ogni anno, fra adozioni nazionali e internazionali vengono adottati solo 260 mila minori. Quindi poco meno di 12 bambini ogni 100 mila persone e per l’Onu questo dato dimostra come l’adozione rimane un evento raro. Ma il dato clamoroso rilevato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite riguarda i minori orfani di entrambi i genitori a causa dell’Aids e che potrebbero essere adottati a livello nazionale e internazionale. Ebbene per dare una famiglia solo a questi minori, l’Onu calcola che l’attuale numero delle adozioni a livello globale dovrebbe essere aumentato di 60 volte: quindi 260 mila per 60 fa la strabiliante cifra di 15 milioni e 600 mila adozioni.

Un dato che va ad aggiungersi ai 168 milioni di bambini abbandonati nel mondo: va da se allora che davanti a cifre astronomiche non si possono voltare le spalle ma trovare immediatamente una risposta. Proprio quello che proveranno a fare Spagna, Francia, Brasile, Congo e Italia nel corso del convegno internazionale.

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