Riforme, attualità e futuro del Pd: Debora Serracchiani e Comi alla Festa dell’Unità d’Urbino

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23 agosto 2015

URBINO – “Una democrazia che sia efficiente è un problema vero. E noi lo abbiamo tanto tempestivamente percepito che siamo gli autori della proposta più radicale di riforma istituzionale: passaggio al monocameralismo, drastica riduzione del numero di parlamentari, quella che viene chiamata ‘delegificazione’ e cioè il riservare al parlamento nazionale le grandi scelte legislative lasciando agli altri poteri democratici dello Stato, in particolare alle autonomie locali e alle Regioni, gli interventi. Perché questa nostra proposta è stata respinta da tutti? Noto una singolare contraddizione tra questo rifiuto e tutto ciò che si va dicendo sulla necessità di decidere rapidamente”.

E’ leggendo dal suo smartphone questa citazione di Enrico Berlinguer del 1984 che la vicesegretaria nazionale PD e presidente del Friuli-Venezia Giulia Debora Serracchiani ha risposto ieri, dal palco della Festa de l’Unità di Urbino, dicendosi stupita dell’attualità di questa riflessione, alla domanda sullo scoglio che sembra aver incontrato in Parlamento la riforma del Senato, tra chi lo vorrebbe elettivo e chi no, posta dal giornalista di Sky Tg 24, Gianluca Semprini.

Partendo dal passato, dunque, per arrivare a parlare del presente, nonché de “Il futuro del Pd è il futuro del Governo”, titolo dello spazio politico che ha ospitato la numero due di Matteo Renzi, reduce da cinque giorni di ferie trascorsi a Sarajevo – come lei stessa ha ricordato – ed il segretario regionale del PD Marche Francesco Comi.

“Voglio ringraziare il segretario PD di Urbino, Federico Scaramucci e tutti i volontari che hanno contribuito alla realizzazione di questa festa – ha esordito Comi – Per Urbino, questo è un momento di riscatto, di ripartenza, grazie anche ad un gruppo dirigente che non vuole arrendersi”.

L’intervista Serracchiani-Comi, preceduta dalla visita ad un’esposizione artistica allestita alla DATA di Urbino e dal saluto ai volontari della Festa, ha spaziato a tutto campo, su molteplici temi di attualità. A partire proprio dalla riforma del Senato. “A livello locale non c’è un’opinione diversa da quella del governo nazionale – ha detto Comi, facendo seguito all’intervento della vicesegretaria nazionale – Anche dai territori c’è la spinta alla semplificazione e alla riduzione dei costi della politica. Ad oggi la spending review ha riguardato soprattutto gli enti territoriali, la riforma del Senato è anche un segnale chiaro dell’intenzione del governo nazionale di abbattere i costi centrali”.

Sulla sanità è stato evidenziato come, anche per il processo di “longevità di massa”, si renda sempre più necessario un uso efficiente delle risorse, ricordando, però, come sottolineato da Serracchiani, che “in sanità non si fanno utili, ma si ottimizzano i servizi per i cittadini”, e come sia doveroso, per Comi, “modificare culturalmente approccio”.

“Non c’è una bacchetta magica, ma di certo bisogna rivedere tutto il sistema, sociale, culturale, finanziario, economico”. Così è intervenuta la vice di Renzi, interrogata sulla crisi dei livelli occupazionali, ricordando anche la decisione del governo di consolidare il manifatturiero italiano, a partire dalle grandi imprese. Comi, dal canto suo, ha rilevato come, “sebbene lo sforzo del governo, con il contributo del Jobs Act, stia già producendo effetti con l’aumento degli occupati, la ripresa non è legata solo ad atti amministrativi, ma dipende dal contesto generale”, ricordando l’influenza che possono avere, ad esempio, la crisi greca o la svalutazione dello yuan cinese.

Sul tema immigrazione, netto è stato l’intervento di Serracchiani. “Noi rinunciamo al consenso elettorale se serve a salvare vite umane – ha detto la presidente friulana in merito alla politica del PD e del governo, contro l’approccio propagandistico della Lega Nord – Occorre un modello di accoglienza diffusa. Servono più Europa, più diplomazia e un po’ più di umanità. Non dimentichiamoci – ha aggiunto la numero due di Renzi – che quattordici milioni di italiani hanno lasciato il nostro Paese per cercare fortuna nel mondo. Oggi tocca a loro – ha detto Serracchiani riferendosi alle migliaia di migranti provenienti dall’Africa – ma se domani toccasse ai vostri figli vorreste trovare Salvini dall’altra parte”? Silenzio. Giornalista e platea spiazzati per un attimo dalla fermezza del suo intervento.

Parlando poi di rapporti interni al PD, la vicesegretaria nazionale ha ricordato, ironizzando, che “a noi riesce bene la scissione dell’atomo senza mai produrre energia” e Comi, in riferimento anche al PD marchigiano, ha spiegato come “il nostro non può essere un partito che vive di prove muscolari, ma deve dimostrarsi capace di fare sintesi”.

Poi Movimento 5 Stelle, infiltrazioni mafiose, con un passaggio sul funerale del capo dei Casamonica a Roma e il ricordo del loro primo incontro con Matteo Renzi, avvenuto alla chiusura della campagna elettorale a Firenze per Serracchiani e telefonicamente, dopo vari tentativi andati a vuoto da parte dell’allora sindaco di Firenze, per Comi.

A fare da sfondo alla conversazione dei due esponenti democratici, durata circa un’ora e un quarto, l’attenzione e gli applausi della nutrita platea che ha voluto partecipare all’appuntamento centrale della Festa urbinate.

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