Vuelle, via agli abbonamenti. Una questione di cuore

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24 agosto 2015

PESARO – C’era un tempo nel quale fare l’abbonamento alla Vuelle era un gesto automatico, come pagare le bollette della luce e del gas. Magari brontolavi un po’ della cifra, ma senza elettricità, riscaldamento e basket non si poteva andare avanti e sul finire dell’estate mettevi da parte i soldi necessari per acquistare quel piccolo pezzo di cartoncino, che col passare delle giornate era destinato a rovinarsi e piegarsi, tutto bucherellato da quei tondi, stelline, triangoli che ne caratterizzavano l’aspetto nella primavera successiva, dopo essere passato per 15 volte sotto la pinzatrice degli addetti all’ingresso, gli stessi che se si accorgevano che avevi saltato una partita, ti davano un’occhiata interrogativa come per chiederti: Cosa avevi di meglio da fare la volta scorsa, invece di venire a vedere la Scavo?

vl_caserta_138 vuelleC’era un tempo che conoscevi i tuoi vicini di posto uno per uno, anche quelli di tre file sopra o sotto e coi quali ti mettevi a chiacchierare fin da un’ora prima della partita, tra un fischio agli avversari appena usciti dal tunnel degli spogliatoi e un applauso al tuo americano che aveva appena fatto una spettacolare schiacciata nel riscaldamento.

C’era un tempo in cui non servivano campagne marketing virali o grandi battage pubblicitari per convincere 4000 pesaresi a fare l’abbonamento, bastava dare un’occhiata ad un roster farcito di nazionali azzurri o americani di caratura internazionale, per presentarsi in sede, al palazzetto o nella banca designata ed uscirne con il prezioso tagliando in tasca, con già in mente le date delle sfide più sentite, quelle con Milano e le bolognesi.

C’era un tempo in cui quasi tutti i giocatori biancorossi erano facce conosciute, presenti pure nell’anno precedente, creando un senso di appartenenza alla città che si trasmetteva anche alle gesta sul parquet e dei nuovi acquisti conoscevi già tutto, per averli visto dal vivo con i tuoi occhi con le canotte avversarie o, al massimo, per averli osservati diverse volte in televisione.

C’era un tempo nel quale studiavi le date dei playoff scudetto fin dalla compilazione del calendario, certo che la post season non sarebbe mai sfuggita alla Vuelle e sperando che nel giugno successivo il caldo tardasse ad arrivare, per non esser costretto a fare la sauna all’interno del palazzo.

Vuelle contro Roma foto Danilo BilliMa i tempi cambiano, così come cambiano le forze in campo e le abitudini personali, in un percorso di crescita che ci costringe a fare i conti con delle nuove realtà, in cui impegni personali e crisi economica mettono a dura prova la possibilità di continuare a coltivare i tuoi hobby, pur se radicati nel tuo stile di vita, così anche investire tempo e denaro per passare quindici domeniche all’Adriatic Arena a tifare per la squadra della tua città, diventa un atto da ponderare con attenzione, ma Pesaro è …….

Pesaro è la città dove il basket continua ad essere il principale sport di squadra – non ce ne vogliano i tifosi della Vis – ed è una delle poche province dove non è il calcio ad aprire le cronache sportive del lunedì, in una tradizione radicata nel tessuto stesso della città, che nella pallacanestro ha sempre visto un modo per uscire dall’anonimato della piccola cittadina di provincia.

Pesaro è una delle poche società ad aver la fortuna di poter giocare in un palazzetto da 10.000 posti, confortevole e facilmente accessibile come l’Adriatic Arena – nonostante il ritardo nei lavori di manutenzione del tetto – e di potersi allenare durante la settimana in un impianto storico come il vecchio hangar di Viale dei Partigiani, in un mix di modernità e tradizione che fa della città di Rossini, un posto ideale per vivere il basket tutti i giorni a 360°.

Pesaro è stata brava a convincere la Consultinvest ad abbinarsi per cinque anni con la Vuelle, fattore che permette alla società biancorossa di programmare il futuro con meno apprensione, anche se i soldi versati in cassa non sono i milioni di euro che girano in altre piazze, ma essere passati dal quasi fallimento del 2013 alla quasi certezza di essere presenti fino al 2019, ti consente di guardare al futuro con molta più tranquillità di altre realtà, che magari adesso guardano Pesaro dall’alto in basso.

Tifosi Vuelle

Tifosi Vuelle

Pesaro è reduce da tre penultimi posti consecutivi, fatto di per sé negativo, ma che ha fatto scendere di molto le aspettative sull’andamento della stagione successiva e se non ti aspetti molto dalla tua squadra, tutto quello che di positivo riesci ad ottenere durante il campionato, verrà accolto con maggior entusiasmo e soddisfazione.

Pesaro è una delle poche società a continuare con la politica dei prezzi popolari o quasi, perché 220 euro per poter assistere a 15 partite comodamente seduti in una qualsiasi poltroncina delle tribune dell’Adriatic Arena, non sono una cifra esagerata, soprattutto se confrontati con i prezzi delle altre squadre della serie A.

Insomma, Pesaro è ancora un posto dove fare l’abbonamento alla Vuelle è più una questione di cuore che di testa, un gesto tradizionale che chi ha vissuto le gesta eroiche della “Scavo” continua a compiere ogni anno, anche se magari non si riconosce più in una squadra che ogni stagione cambia sette-otto giocatori, non dando mai il tempo di affezionarti a nessuno, Pesaro è un posto dove ai bambini viene dato in mano un pallone da basket fin dalla tenera età – anche se purtroppo dal nostro vivaio non riusciamo mai a tirar fuori un campioncino – e riuscire ad attirare e trattenere negli anni questi ragazzi e ragazze under 20, per trasformarli in tifosi storici come i loro genitori e parenti, è uno dei principali obiettivi da inseguire per la dirigenza biancorossa, che proprio per venire incontro ai giovani, ha deciso di estendere fino ai 21enni la riduzione del prezzo dell’abbonamento.

Scavolini Tifosi

Pesaro è il posto dove da stamattina, migliaia di tifosi si presenteranno nei posti designati – Sede Vuelle in Largo Ascoli Piceno 23, Tabaccheria Tomassoli in Viale Cialdini, Negozi Prodi Sport di Pesaro e Fano – per compiere il loro dovere, quanti saranno? Forse tremila, forse quattromila, forse di più, dipenderà anche dalla campagna di marketing che la Vuelle sta lanciando proprio in queste ore, che dovrà essere la più aggressiva ed innovativa possibile per attirare e convincere i più indecisi, anche per giustificare l’assunzione di Marco Aloi, nuovo responsabile del settore marketing e comunicazione della Vuelle.

Pesaro è pronta a fare il proprio dovere come sempre, nella speranza che tutti remino nella stessa direzione, dai giocatori all’allenatore, dalla dirigenza alle aziende che formano il Consorzio, per garantire alla Victoria Libertas una stagione ricca di successi e soddisfazioni come non gli capita da troppo tempo, da oggi si comincia a fare sul serio, con la squadra in ritiro a Borgo Pace fino a domenica e i tifosi chiamati ad essere il secondo sponsor della Vuelle, magari superando i 514.542 euro entrati nelle casse societarie dal botteghino la stagione scorsa, Pesaro c’è – Guido Meda docet – e c’è sempre stata e di questi tempi non è una cosa da poco.

 

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