Possibile, il comitato pesarese del movimento civatiano si prepara alla partecipazione collettiva

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6 settembre 2015

Andrea Colarizi*

PESARO – Oggi, all’interno del mondo social ed in particolare Facebook, abbiamo tutti avuto modo di apprezzare o semplicemente conoscere uno strumento diretto e identificativo, per comunicare con i nostri concittadini: il famoso “Sei di Pesaro se…”.

Si tratta di un gruppo utilizzato per condividere segnalazioni, quesiti, immagini, ecc. ma il fattor comune che emerge da questo scambio di “post” è sicuramente il legame affettivo con la città, l’orgoglio pesarese, l’esaltazione delle sue bellezze, la condanna dei difetti e il tentativo di eliminarli.

Indipendentemente dal valore che si possa attribuire a tale strumento o ai singoli messaggi pubblicati, risulta evidente quanto la nostra città sia ben voluta dai propri abitanti.

Le foto storiche, i tramonti sul mare, i paesaggi, il verde, le tipicità, gli eventi e le iniziative, vengono costantemente descritti e commentati, esaltandone la bellezza ma soprattutto l’unicità.

Pesaro è giustamente amata dai pesaresi (e non solo) ma tutti sappiamo che le sue qualità devono essere difese e valorizzate e l’esaltazione delle potenzialità, così come in ogni altra città, oggi dovrebbe chiamarsi sviluppo sostenibile.

La sostenibilità rappresenta un processo continuo che coniuga le tre dimensioni fondamentali dello sviluppo: Ambientale – Economica – Sociale.

Senza, però, perderci in concetti economico-scientifici, cosa significa tutto questo?

Fondamentalmente significa che chi ama la propria città possa partecipare e contribuire a svilupparne le risorse per migliorarla, facendolo però in modo innovativo ed ecologico. Contribuire quindi alla riconversione ecologica dell’economia.

Pesaro è la città della musica e della bicicletta ma anche dei parchi, del mare e del verde, ma queste risorse le stiamo valorizzando? Le stiamo “vivendo”? E in che modo nei diversi quartieri?

Partecipare allo sviluppo sostenibile della propria città significa condividere proposte di difesa e miglioramento del proprio patrimonio e territorio, nel rispetto dell’equità tra quartieri, zone e realtà che la compongono.

Partecipazione è conoscenza e possibilità di intervenire.

Sta arrivando un autunno “caldo” da questo punto di vista, una stagione che darà inizio a tante occasioni di partecipazione, dove ci faremo tante domande su come stiamo vivendo la nostra Città e il nostro Paese e su come possiamo migliorare.

Intanto una prima occasione di partecipazione l’abbiamo già e ci riguarda molto da vicino: lo “Sblocca Italia” ha introdotto il carattere strategico delle trivellazioni in mare (finalizzate alla ricerca ed estrazione di idrocarburi) con conseguente minaccia di trovarci a fare il bagno con “vista piattaforme”, da qui si sono organizzate tante iniziative come manifestazioni, incontri e soprattutto raccolta firme per un referendum abrogativo.

La foto di un tramonto sul mare manterrà lo stesso fascino di oggi se all’orizzonte (non così lontano come si pensi…) compariranno delle trivelle? Che effetto faranno sul turismo, sull’ecosistema marino, sulla pesca? Non vorremo riparlarne “a cose fatte” alle prossime puntate di “Sei di Pesaro se…”.

*POSSIBILE – Comitato di Pesaro-Urbino

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