“Piano spiagge senza democrazia: Consiglio Comunale non coinvolto”

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7 settembre 2015

Circolo Rossoverde, Comitato Salviamo il Campus, Italia Nostra – Pesaro, La Sinistra Pesaro, Legambiente, Lupus in Fabula onlus; MoVimento Cinque Stelle, Sinistra Ecologia Libertà, WWF Pesaro

Grave mancanza di democrazia il passaggio del contestato Piano Spiagge nella sola maggioranza e giunta, senza coinvolgere il Consiglio Comunale. Così più cemento e meno spiagge libere

Dopo la mobilitazione contro il cosiddetto PRG Light – che ha portato alla formazione del nostro ampio fronte trasversale, composto da associazioni ambientaliste, forze politiche, movimenti, comitati e gruppi di cittadini – l’amministrazione non cambia la sua modalità anti-democratica, anzi la rilancia. Se è vero infatti che per quella grande deregulation che è la revisione appena votata del PRG vigente – che non cesseremo di contrastare nelle sedi opportune – era mancato qualsiasi confronto con le principali realtà cittadine, questa volta con il Piano Spiagge si evita addirittura il voto in Consiglio Comunale, oltre ad impedire a chiunque di vedere il testo del provvedimento.

Troviamo molto grave questo comportamento del sindaco e della sua giunta, e ci appelliamo alla coscienza di tutti i consiglieri della maggioranza – unici che potranno, forse, leggere il testo del piano in questione – affinché si oppongano a questa scelta e chiedano il voto in Consiglio, o meglio di fermare e condividere i contenuti di questo provvedimento nella maniera più ampia possibile.

Sappiamo infatti, da quanto già dichiarato in una conferenza stampa dall’assessore De Regis, che questo Piano Spiagge contiene almeno due punti assolutamente impattanti: la concessione a tutti gli oltre sessanta bagnini della possibilità di effettuare ristorazione, e di conseguenza di poter allargare i propri metri quadri a cucina, e la concomitante previsione di nuove concessioni, dalla spiaggia per cani ad altre ristorative o ricreative, che andranno ad occupare la spiaggia libera, a Baia Flaminia, Sottomonte ed in fondo a viale Trieste, tra cui due bar-ristoranti con pergolati e piste da ballo e chissà cos’altro ancora, per un totale complessivo stimato in oltre 2mila metri quadri.
L ‘effetto è quindi quello di aumentare i metri quadri di cemento su tutto il nostro litorale, e di sottrarre spazio libero a chi non si può permettere la fruizione di stabilimenti privati. Senza contare l’impatto sulla viabilità e sulla sicurezza, derivante dall’apertura di nuove attività sulla statale tra Pesaro e Fano, ad esempio, già in sofferenza e mal servita, con sottopassaggi antidiluviani…

A quale scopo si vorrà realmente fare tutto ciò? Per saldare cambiali elettorali con la lobby dei bagnini? Per rastrellare oltre 300mila euro – se ne chiederanno 5mila per ogni nuova concessione – magari da impiegare nel disastroso progetto che vorrebbe asfaltare tutto il piazzale della Libertà, il cui costo preventivato è proprio questo?

Certo è che questo governo continua a proporre risposte vecchie ed inadeguate – dal PRG Light al Piano Spiagge al nuovo fantasma del Campus – ovvero sempre nuovo cemento e nuove concessioni in un sistema già saturo di entrambe.

Anziché seguire, come promesso in campagna elettorale, il motto del “costruire sul costruito” e della valorizzazione vera di un turismo legato al paesaggio ed alla cultura.

Sarebbe forse troppo pretendere anche che un’amministrazione fosse lungimirante, e piuttosto che invitare a costruire ancor più a ridosso del mare, proponesse scelte diverse ai bagnini, tenendo conto dei danni sempre maggiori che derivano da fenomeni climatici sempre più devastanti e sempre più frequenti. Una volta i bagnini si adattavano al mare ed ai suoi movimenti, con strutture rimovibili, oggi si cementifica e poi si chiede alla collettività, con fondi per l’emergenza, di riparare ai danni subiti…

 

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