Liliana Segre rinnova il suo legame con Pesaro. La superstite di Auschwitz ospite in sinagoga

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8 settembre 2015

PESARO – Domenica 6 settembre, per la Giornata Europea della Cultura Ebraica, giunta alla 16esima edizione con il tema “Ponti e attraversamenti”, Pesaro ha aperto la Sinagoga e il Cimitero Ebraico.

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Anna Maria Pieretti, Mirella Moretti e Liliana Segre

Dopo i saluti dell’Assessore Daniele Vimini e di Fiammetta Malpassi, capo delegazione del FAI di Pesaro, sono seguiti gli attesi interventi di Anna Maria Pieretti e Liliana Segre. Con la sua abituale capacità espositiva, la storica dell’arte Pieretti ha tracciato la storia e il recupero della sinagoga sefardita di Pesaro e della presenza ebraica in città che vive sotto il ducato di Della Rovere una stagione particolarmente felice.” E’ stata una vera e propria lezione magistrale” ha così esordito Liliana Segre prima di parlare di sè. Con il consueto tono pacato e senza tracce d’odio, Liliana Segre che, nonostante il passato subito è una donna di pace che ama la vita, ha descritto la ragazza diciottenne che controvoglia arrivò con i nonni materni a Pesaro nel lontano 1948 per passare le vacanze in quella estate che segnerà la sua vita per sempre. Il legame che da allora la unirà alla nostra città sarà profondo e duraturo, non solo per gli affetti, l’incontro con l’amato marito, le tante amicizie, ma anche per le dimostrazioni di stima che sono seguite da quando nel 1990 è diventata una testimone importante della Shoah italiana, sancite dal conferimento della cittadinanza onoraria nel 2009 . Ma questo legame era già “scritto” nel suo DNA: Liliana ha scoperto che il bisnonno materno Mosè Foligno era nato a Pesaro e vissuto nella zona del ghetto ebraico in via delle Scole.

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