Fano, Ambito Sociale: licenziata per giusta causa la coordinatrice Sonia Battistini. Il M5S: “Che ora non diventi un capro espiatorio”

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9 settembre 2015

FANO – L’amministrazione comunale di Fano ha definito su mandato del Comitato dei Sindaci il procedimento disciplinare a carico della Coordinatrice d’Ambito Sociale IV Sonia Battistini.
Il dirigente dell’Ufficio Procedimenti Disciplinari dopo accurata e complessa istruttoria e previo esercizio del diritto di difesa dell’interessata, ha ritenuto doveroso disporre il licenziamento per giusta causa.
Le motivazioni che supportano la lesione irreparabile del vincolo fiduciario attengono alla violazione reiterata delle norme in materia di appalti e di corretta assunzione degli impegni di spesa con l’emersione di rilevanti ipotesi di debiti fuori bilancio cui accede una gestione di mero fatto degli affidamenti dei servizi in pregiudizio dei principi di imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione. Fatti che risalgono a partire dal 2013.
L’amministrazione comunale, pur nel più vivo rammarico per la spiacevole vicenda, vuole sottolineare la capacità dell’ente di adottare meccanismi di controllo e sanzionatori al fine di garantire la trasparenza e la legalità dell’azione amministrativa.
Il lavoro svolto in questi mesi sia dalla politica che dai dirigenti – scrive in una nota Marina Bargnesi, presidente del Comitato dei sindaci Ats 6  – risponde appieno, pur nelle difficoltà specifiche, al principio di buon andamento dell’amministrazione “vero cardine della vita amministrativa e quindi condizione dello svolgimento ordinato della vita sociale”.
Lo stesso Comitato dei Sindaci del Comune dell’Ambito, a differenza di alcune forze politiche di opposizione che hanno volutamente cercato il colpevole ancor prima che i fatti venissero accertati, ha lavorato in modo discreto e consapevole demandando al responsabile dell’ufficio procedimenti disciplinari per il Comune di Fano, le verifiche e gli accertamenti per l’adozione della soluzione più oggettiva per l’interesse pubblico e la buona amministrazione. Le soluzioni adottate sono quindi conseguenza del bisogno di fare chiarezza con obiettività e imparzialità da parte del Comitato dei Sindaci dell’ATS 6 dopo i risultati dei primi rilievi effettuati dagli organismi di controllo del Comune di Fano. Il nostro operato – conclude Marina Bargnesi – ci ha distinti da quei rappresentanti politici che preferiscono non sapere o preferiscono rilasciare interviste o comunicati per accaparrarsi le prime pagine dei giornali.

LA COORDINATRICE D’AMBITO NON DIVENTI UN CAPRO ESPIATORIO

Sul caso intervengono i 5 stelle con un comunicato a firma Marta Ruggeri, Hadar Omiccioli e Roberta Ansuini:

 Lo scandalo che ha travolto l’Ambito Sociale 6 per le gravi irregolarità accertate nella gestione non può e non deve concludersi con il licenziamento della Coordinatrice Sonia Battistini.

Se infatti è vero che il procedimento disciplinare a suo carico ha accertato, a partire dal 2013, la “violazione reiterata delle norme in materia di appalti e di corretta assunzione degli impegni di spesa con l’emersione di rilevanti ipotesi di debiti fuori bilancio, cui accede una gestione di mero fatto degli affidamenti dei servizi, in pregiudizio dei principi di imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione”, l’Amministrazione non può pensare di utilizzare la Coordinatrice come capro espiatorio, perché le responsabilità politiche nella vicenda rimangono evidenti. Anzi, si aggravano!

La dott.ssa Battistini, infatti, era stata nominata all’unanimità dal Comitato dei Sindaci, nel luglio 2014, con incarico addirittura triennale e senza le valutazioni previste dalla legge, nonostante fossero già emerse alcune anomalie nella rendicontazione delle spese.

La questione è rimasta sottaciuta per mesi dal Sindaco e dalla Giunta, finché il nostro gruppo consiliare non l’ha sottoposta all’attenzione del Consiglio Comunale e della cittadinanza, evidenziando anche che l’Ufficio Ragioneria del Comune aveva bloccato il pagamento di una serie di fatture intestate a varie cooperative sociali e che anche la Regione si rifiutava di effettuare i trasferimenti di sua competenza.

Per fare luce sulle eventuali responsabilità penali e contabili, si è dovuto aspettare che i dirigenti del Comune, non il Sindaco né l’Assessore Bargnesi, presentassero due esposti alla Procura e alla Corte dei Conti (di cui ancora si attendono gli esiti), mentre il procedimento disciplinare è stato avviato in seguito alla nostra denuncia pubblica in Consiglio e sulla stampa.

Nel frattempo, trattandosi di servizi di carattere assistenziale e sociale erogati a favore delle fasce più deboli e delle categorie più delicate della popolazione, sentiamo il dovere di porre alcune domande che sono rimaste ancora senza risposta: i fondi destinati all’Ambito sono ancora bloccati? I servizi saranno garantiti? Le cooperative verranno pagate regolarmente?

Ma soprattutto: ora a chi tocca dimettersi? Al Sindaco Seri o all’Assessore Bargnesi?

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