“Materia preferita: libri”. Successo al convegno di Adotta l’Autore con grandi firme della letteratura per l’infanzia

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9 settembre 2015

PESARO – Cosa fare per una promozione della lettura di qualità? Come diffondere tra bambini e ragazzi il piacere di leggere? E soprattutto, come rimettere al centro la scuola e la famiglia per crescere lettori autonomi e consapevoli? Il convegno di apertura del progetto “Adotta l’autore”, dal titolo “Materia preferita: libri”, ha fornito ai numerosi insegnanti e genitori intervenuti al Teatro Sperimentale di Pesaro interessanti punti di vista e spunti di riflessione. A partire dagli interventi dei rappresentanti delle istituzioni, che hanno evidenziato il valore della lettura e del percorso intrapreso 11 anni fa da “Adotta l’Autore”, arrivato a coinvolgere circa 10mila allievi nel territorio provinciale.

“In una società dove tutto è più veloce attraverso i social network – ha detto il presidente della Provincia Daniele Tagliolini – l’approfondimento e la lettura sono fondamentali per stimolare la voglia di conoscenza. Comprare un libro, all’interno di una famiglia, di una scuola, è una scelta strategica per investire sulle nuove generazioni. I luoghi della lettura devono essere sempre più trasversali, dobbiamo far diventare i libri un pezzo fondamentale della nostra società, per innescare un percorso virtuoso”. Dello stesso avviso l’assessore alla crescita del Comune di Pesaro Giuliana Ceccarelli, che nell’evidenziare come il libro sia “uno spazio di libertà”, ha puntato l’attenzione sull’importanza della lettura ad alta voce e sulla scelta fatta da alcune classi di scuola primaria di Pesaro di non adottare libri di testo ma libri di lettura. La dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Marcella Tinazzi ha ricordato come la lettura vada stimolata. “Questo convegno – ha detto – è uno dei modi, così come altre iniziative: basti pensare alla Biblioteca San Giovanni, dove la lettura è il contesto in cui i giovani si incontrano”. Ha poi raccontato la scelta fatta quando era dirigente del liceo Mamiani di lasciare i libri alla portata dei ragazzi, “creando ad ogni piano dell’istituto dei tavoli con cataste di volumi. Un atto di fiducia, visto che prestito e riconsegna erano liberi. Il booksharing sta diventando l’esperienza principe delle scuole che informalmente promuovono la lettura”.

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Una riflessione semi-seria per riscoprire il tempo dell’ascolto e della meraviglia (geniale sintesi dell’esperienza teatrale e dei suoi linguaggi) è stata proposta dall’attore Antonio Catalano in apertura del convegno, coordinato da Stefania Lanari della libreria “Le foglie d’oro” di Pesaro. Da parte sua, la professoressa Silvia Blezza Picherle dell’Università di Verona, nell’evidenziare come nel 2014, per la prima volta nelle rilevazioni Istat, sia diminuito a livello nazionale il numero di lettori tra bambini e ragazzi, ha individuato le criticità nell’attuale promozione della lettura in Italia, spesso più basata sulla spettacolarità che sui contenuti. “Bisogna stare attenti a non essere troppo animatori perché si rischia di non far cogliere la parola letteraria. Ogni scrittore ha un’anima, uno stile, il suo mondo, è quello che bisogna cercare”. Critica verso i tornei letterari (“che rischiano di trasformarsi in competizione e far perdere il valore dell’incontro tra lettore e libro”) e verso quegli insegnanti “che nell’incontro della classe con gli autori decidono tempi, domande e attività” lasciando a bambini e ragazzi il ruolo di esecutori, la Picherle ha individuato i pilastri per una promozione della lettura di qualità: mettersi nei panni del bambino, rendendolo protagonista e libero di scegliere alcune letture al posto di altre; esplorare il testo (“il libro è di per sé un oggetto, è il contenuto che fa la differenza”); diventare “comunità interpretativa”, cercando insieme agli alunni i significati dei libri; ritrovare il tempo per la lettura ad alta voce. Senza dimenticare lo stile della scrittura, “da cui dipende la capacità di incontrare il lettore”.

Lo scrittore Luigi Dal Cin, che ha pubblicato oltre 100 libri di narrativa per ragazzi tradotti in 10 lingue e vinto numerosi premi (come il prestigioso Premio Andersen), ha parlato degli incontri con le classi e delle domande rivolte spesso dagli allievi, soffermandosi sull’importanza della narrazione come strumento per far venire a galla le paure dei bambini. “Da un incontro con gli studenti nelle tendopoli dopo il terremoto in Emilia Romagna ho capito che quell’evento andava raccontato e soprattutto fatto raccontare dai piccoli. Ogni classe ha creato un capitolo, ne sono nate fiabe sul terremoto utilizzando però come protagonisti principi, principesse e regine. I bambini raccontano la verità attraverso la finzione”. Antonio Ferrara, altro scrittore “adottato” dalle scuole, anche lui vincitore del Premio Andersen, si è soffermato sull’importanza che l’insegnante assuma un ruolo attivo nell’incontro con l’autore, “leggendo precedentemente il libro in classe e preparando emotivamente gli allievi all’appuntamento”. Sabrina Hilpisch, tra i promotori del festival di letteratura per ragazzi “Storie controvento”, ha raccontato la sua esperienza nelle biblioteche e scuole medie del Canton Ticino. “Quello che noi animatori cerchiamo di fare è creare fermento intorno ad una storia, interessare i ragazzi, suscitare empatia. Non bisogna nascondere loro che leggere è faticoso, bisogna metterci del tempo, come si dedica allo sport. Se ci si allena, poi le cose arrivano”. Interessante anche la testimonianza di Enzo Covelli, che a Trani ha fondato la libreria indipendente “Miranfu” e realizzato una “Biblioapecar”, trasformando un vecchio Apecar in una biblioteca itinerante. La libreria ha anche creato una “Biblioteca di quartiere” e aderito ai progetti “Libraio in classe” e “Little free library”, diventando un importante punto di riferimento per bambini e ragazzi. Interessanti anche i vari workshop del pomeriggio, con proposte operative e momenti di coinvolgimento dei partecipanti.

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