Pesaro piange Enzo Mancini, imprenditore, già presidente della Banca popolare pesarese. Un uomo che ha cambiato la città

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11 settembre 2015

PESARO – Se n’è andato Enzo Mancini, noto e stimato imprenditore pesarese. Titolare dell’omonima ditta operante nel settore del ferro Arturo Mancini, aveva 88 anni.

Tantissimi i messaggi di cordoglio arrivati da tutta la città per un uomo che nella sua esistenza ha lasciato il segno.

IL CORDOGLIO DEL SINDACO

“Con Enzo Mancini se ne va una parte di storia della città di Pesaro. Se ne va un vero signore, un pesarese che con il suo impegno ha contribuito al cambiamento e allo sviluppo della nostra città, un grande uomo, un grande imprenditore”. Così il sindaco di Pesaro Matteo Ricci commenta la scomparsa dell’imprenditore, molto conosciuto e stimato, che è anche stato per molti anni presidente della Banca popolare pesarese. “La città lo ricorda anche per il suo impegno civile e in ambito culturale. Alla moglie Franca e a tutta la famiglia vanno, da parte mia, della Giunta e dell’Amministrazione comunale, le più sentite condoglianze”.

LE CONDOGLIANZE DEL CIRCOLO DELLA STAMPA

Il Circolo della Stampa/Pesaro si unisce al cordoglio per la scomparsa del dottor Enzo Mancini e rivolge a Franca, presidente onorario del Circolo, le più sentite condoglianze.

IL RICORDO DEL SOCIOLOGO MAURO MURGIA

“La notizia della scomparsa di Enzo Mancini ti coglie di sorpresa. Una sorpresa legata alla immediata sensazione della mancanza e di quello che ciò rappresenta e rappresenterà per la città di Pesaro”. Così il sociologo Mauro Murgia, che continua nel suo ricordo: “Negli ultimi 40 anni Pesaro è stata un coacervo di istinti culturali e tentativi di avanguardie che, regolarmente, si ritrovavano presso i Mancini. Enzo e Franca, la loro galleria e la loro casa. Veramente strano il come e perché la casa dei Mancini fosse diventata il luogo, la piazza, la palestre per allenare e far crescere idee. Una Disponibiltà infinita, sempre aperta a tutto ciò che fosse nuovo. Enzo Mancini non è stato solo l’industriale affermato, bravo Presidente della Banca Popolare, quanto la persona che da quei ruoli coniugava la voglia di fare nell’arte e nel sociale. Persona veramente generosa e disponibile, accettava di ascoltare perché, sapeva che tutto il nuovo porterà qualcosa. Veramente una grande perdita per la città, improvvisamente ed ulteriormente impoverita. Sono stato tra i tanti che lo pensavano sindaco ma, lui, si è rifiutato sempre. A ciascuno il suo, e forse non si sbagliava. Ora voglio vedere come la città gli dirà grazie, lo onorerà e ricorderà”.

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