Consiglio, passate le modifiche al regolamento per l’assegnazione degli alloggi di edilizia pubblica

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15 settembre 2015

PESARO – Passano all’unanimità le modifiche al regolamento sull’assegnazione degli alloggi di edilizia pubblica. «Integrazioni – spiega l’assessore Sara Mengucci – che, tra l’altro, aggiornano il requisito dell’Isee per il nucleo familiare estratto, creano procedimenti snelli e favoriscono le condizioni per un’assegnazione ottimale. Primo consiglio comunaleAdeguando la domanda all’offerta». In particolare, specifica, «guardiamo ai nuclei familiari numerosi o che, al loro interno, presentano disabilità con bisogni specifici». Rideterminata la durata della commissione (portata a sei anni, ndr) «per assicurare continuità nella gestione dei bandi». Ridefinito anche il nucleo monoparentale, «per favorire genitori con minore a carico». Sul tema dei controlli dei requisiti, sollevato in aula da Roberta Crescentini (Siamo Pesaro), l’assessore precisa: «Condivido l’esigenza di report semestrali dall’Erap e di commissioni ad hoc, fermo restando le competenze dei singoli enti coinvolti». Nel dibattito, Roberta Crescentini (Siamo Pesaro) insiste sui controlli: «Bene le modifiche, ma non ci sono le modalità per il decadimento dell’assegnazione delle case popolari. L’Erap si limita a verificare le autocertificazioni, ma bisogna incrociare i dati con Agenzia delle Entrate. Basta con i diritti acquisiti per sempre: alcune case sono state assegnate 20 anni fa, hanno ancora i requisiti?». Edda Bassi (M5S): «Necessario un osservatorio per segnalare all’Erap i casi impropri». Replica Mengucci, affiancata dal dirigente al ramo: «Condivido l’esigenza di report semestrali dall’Erap e di commissioni ad hoc sul tema dei controlli, fermo restando il rispetto delle competenze. Ci sono già tre procedimenti in questo senso, abbiamo coinvolto i vigili. Ma sull’attivazione dei controlli possiamo collaborare senza sostituirci al gestore, rispettando le normative. L’Erap è obbligato al controllo annuale in sede di riconteggio dei canoni di locazione». La minoranza, con Crescentini, annuncia la presentazione di successiva mozione per un protocollo d’intesa tra enti coinvolti.

Unione. Bocciata dalla maggioranza la delibera di annullamento in autotutela dell’Unione dei Comuni San Bartolo e Foglia (voto a favore dell’opposizione, ndr). Per i consiglieri M5S Edda Bassi e Silvia D’Emidio (M5S), sono necessari «concreti piani di fattibilità sulle funzioni da unificare, da discutere in commissione e consiglio, prima della stesura dello statuto. Quelli che girano ora sono molto ‘leggeri’. E serve un referendum, per coinvolgere la cittadinanza nella scelta. Per noi è illegittimo l’atto: si va avanti alla rovescia. Abbiamo cercato dall’inizio la strada del dialogo, ma i nostri emendamenti non sono mai stati considerati. Il presupposto dell’illegittimità?Risiede nell’articolo 32 del Tuel, c’è un parere del ministero che sostiene la tesi, gli atti successivi aggravano la posizione». Ma Carlo Rossi (Pd): «Gli studi di fattibilità sono seri e chiar:, prendono in esame risparmi e contenuti, non c’è motivo per non andare avanti. A maggior ragione ora, senza le Province. Sulla scelta politica dell’Unione siamo già in ritardo, sul lato giuridico c’è il parere del segretario. Nessun atto illegittimo». Per Francesca Fraternali (Pd), «il M5S, con la delibera, riporta indietro il dibattito, senza fare passi avanti, solo perché adesso non vuole più l’Unione. Non c’è errore giuridico e sono state fatte apertura politiche alle minoranze».

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