La Finanza ha scoperchiato la Confart. Un iter fraudolento da 18 milioni di buco, 10 indagati e 4 milioni di beni sequestrati

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17 settembre 2015

PESARO – La Guardia di Finanza di Pesaro ha eseguito sequestri preventivi di beni per circa 4 milioni di euro nei confronti di tre soggetti ritenuti gli artefici del dissesto societario della CONFART PESARO S.r.l., società di servizi partecipata dall’associazione di categoria CONFARTIGIANATO di Pesaro.

Guardia di Finanza

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Le indagini, sviluppate sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Pesaro ed eseguite dal Nucleo di Polizia Tributaria di Pesaro, hanno consentito di individuare un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati fiscali, falso in bilancio e bancarotta fraudolenta. I componenti dell’associazione sono il presidente, il consigliere d’amministrazione con delega alla direzione generale ed il responsabile amministrativo della menzionata società. Altri cinque soggetti sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per aver agito in concorso con i componenti dell’associazione ed altri due soggetti per reati contro la pubblica amministrazione.

Le investigazioni, durate oltre un anno, sono state avviate in seguito alla preliminare conoscenza dello stato di difficoltà economica in cui stava versando Confartigianato Imprese Pesaro e Urbino, a causa del rilevante debito maturato nei confronti dell’Erario dalla stessa associazione e dalle società dalla medesima partecipate. Le complesse indagini delle Fiamme Gialle pesaresi hanno interessato l’associazione e, in particolare, la società partecipata Confart Pesaro srl. La Confart conta oltre 80 dipendenti e forniva servizi di consulenza contabile e fiscale ad oltre 1500 artigiani associati alla Confartigianato di Pesaro e Urbino.

E’ stato così appurato che i soggetti indagati, almeno dal 2004 sino al 2013, hanno omesso in modo sistematico il pagamento dell’Iva e delle ritenute previdenziali per importi considerevoli, sia per conto dell’associazione che della società di servizi. Da qui il nome dell’operazione denominata “F24” dal modello utilizzato per il pagamento delle imposte che la Confart Pesaro Srl sistematicamente da un decennio non presentava e, quindi, non versava. La medesima società, peraltro, a causa dell’ingente debito maturato nel corso del tempo, è stata dichiarata fallita con sentenza del 24 marzo 2015 del Tribunale di Pesaro; in tale sede veniva evidenziato un passivo fallimentare superiore a 18 milioni di euro, di cui 16 milioni circa costituiti da debiti verso l’Erario.  Secondo le indagini delle Fiamme Gialle in questi anni Confart Pesaro Srl ha peraltro agito con questa condotta fraudolenta mediante la sistematica falsificazione dei bilanci della società stessa sin dall’anno 2004 e, in particolare, attraverso l’esposizione di crediti fittizi per oltre 9 milioni di euro nei confronti della controllante, l’associazione Confartigianato Pesaro-Urbino. In tal modo erano stati resi pubblici risultati economici positivi, grazie ai quali Confart Pesaro Srl era riuscita ad ottenere da Equitalia il beneficio della rateizzazione del debito o della proroga delle rateizzazioni già vigenti. E, soprattutto, evitando così azioni esecutive di pignoramento attuabili dall’Erario per il soddisfacimento del proprio credito.

Negli anni Confartigianato Pesaro-Urbino e Confart Pesaro Srl hanno versato a rate ad Equitalia somme per circa 5 milioni di euro. Complessivamente sono stati sottoposti a sequestro beni per circa 4 milioni di euro: ovvero tre unità immobiliari a Pesaro, tre autoveicoli, oltre a conti correnti e disponibilità bancarie. Importi pari agli omessi versamenti di ritenute fiscali relative alle retribuzioni dei dipendenti e dell’Iva dovuta dalla società Confart Pesaro Srl per gli anni 2011, 2012 e 2013 e – sempre per le stesse annualità – dall’associazione Confartigianato Pesaro e Urbino.

Per quanto attiene alle violazioni penali-tributarie commesse in epoca antecedente, ulteriori sequestri di beni erano stati già effettuati nel tempo a carico del presidente di Confartigianato Pesaro e Urbino nonché presidente del consiglio di amministrazione di Confart Pesaro Srl. Già confiscato a quest’ultimo un immobile. Inoltre sono stati deferiti alla competente Autorità Giudiziaria altri cinque membri del Consiglio d’Amministrazione della Confart che, nel corso degli anni, si sono succeduti in tale incarico avendo concorso nelle condotte illecite degli amministratori di fatto, anche sotto il profilo dell’omissione dei controlli che avrebbero impedito il protrarsi delle condotte fraudolente.

Durante le indagini è inoltre emersa anche la possibile responsabilità di due funzionari pubblici in relazione al reato di abuso d’ufficio per aver concesso la rateizzazione del debito tributario in assenza delle condizioni previste. La riservatezza dell’intera azione investigativa ha anche tutelato il buon andamento dei servizi di consulenza contabile e fiscale resi agli oltre 1500 associati di Confartigianato Pesaro-Urbino. Attività, quest’ultima, recentemente trasferita dalla Confart alla nuova società Sit srl., società partecipata dalla Confartigianato di Ancona e Cesena, entrambe estranee alle condotte delittuose, che continuano a fornire i servizi ai vari associati attraverso l’opera degli ex dipendenti della società pesarese fallita. In conclusione l’indagine ha consentito di accertare che la Confart ha finanziato la sua lunga crisi evitando di pagare ogni debito di natura fiscale o contributiva, ricorrendo a continui piani rateali e al rinnovo degli stessi.

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