Quell’ungherese di San Terenzio, un immigrato patrono

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24 settembre 2015

PESARO – San Terenzio, il patrono di Pesaro, era originario della Pannonia, attuale Ungheria. Per sfuggire la persecuzione comandata dagli Imperatori contro i seguaci di Gesù, partì dalla sua patria e approdò nella nostra città. Si sa che venne ucciso, in odio alla sua Fede. Sembra che l’assassinio avvenne fra il 247 e il 255, nella zona oggi denominata Apsella di Montelabbate, nei pressi dell’Abazia di San Tommaso in Foglia.

Quello che a noi qui importa, non è l’esattezza del quando e dove avvenne il fatto. A noi interessa il perché del crimine. La sua colpa era la provenienza e l’etnia di appartenenza. Era uno straniero che parlava un’altra lingua e professava una religione ancora non divenuta del tutto dominante. Anche allora c’erano dei confini. Un confine della mente chiaro e definito fra noi (quelli buoni) e loro (quelli cattivi). Per fortuna, da allora, tanti pesaresi hanno capito che “…tutte le persone sono uguali davanti alla legge o al padreterno”.

Per fortuna, recentemente, abbiamo conosciuto uomini come Don Gaudiano e realtà come il Centro di accoglienza di Novilara della coop “il Labirinto”.

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