Gioielli dimenticati: quella Torre Cotogna di Ca’ Mazzasette da decenni alla mercé di incurie e intemperie

di 

25 settembre 2015

Lavori in corso ai Torricini di Palazzo Ducale

Lavori in corso ai Torricini di Palazzo Ducale

URBINO- Palazzo Ducale è pronto a tornare al suo antico splendore dopo il restauro della facciata dei Torricini, iniziata a marzo di due anni fa. Entro la prossima settimana anche il secondo Torricino sarà finalmente “libero”.

La città ideale con il suo fascino e la sua storia rappresenta il fiore all’occhiello dal punto di vista storico-artistico dell’intera regione, ma non è solo centro storico. In tutta Italia troviamo numerose edificazioni, scia delle varie epoche che hanno contraddistinto la storia del belpaese. Molte di esse divenute emergenze storico-artistiche e spesso dimenticate, non solo per mancanza di fondi, ma anche perché ritenute di basso “valore materiale”.

617c71b91e

La Torre Cotogna di Ca’ Mazzasette

Vogliamo parlarvi della Torre Cotogna, a Ca’ Mazzasette, frazione di Urbino, che rischia di non poter essere più un punto di riferimento per l’intera vallata. Si tratta di una fortificazione a pianta quadrata, con basamento di origine longobarda, ma la struttura, come la conosciamo oggi, risale al Medioevo. Veniva utilizzata come torre di vedetta vista la sua posizione privilegiata. Protagonista dello scontro tra le famiglie Montefeltro e Malatesta (Francesco Sforza si accampò lì come alleato dei Montefeltro), è stata anche prima testimone dello sfondamento della Linea Gotica. Un punto di riferimento per tutta la Valle del Foglia ben visibile dai comuni di Auditore, Tavoleto e Montecalvo in Foglia che, se dovesse crollare, produrrebbe una profonda crisi d’identità di un territorio.

6d9af5cb9d

Torre Cotogna

La torre si trova su una collina, circondata da campi di proprietà privata con vincolo provinciale per quanto riguarda la struttura. Trovandosi in territorio privato è impossibile visitarla senza l’autorizzazione da parte dei proprietari. Permesso che qualche anno or sono è stato concesso per poterla visitare con un unico accorgimento:”Non stia troppo vicino, potrebbe cadere qualche sasso”. E’ questo che preoccupa molti abitanti e i componenti del comitato pro Torre Cotogna, costituito dai cittadini di Ca’Mazzasette. Maria Antonietta Cecchini, già presidentessa, racconta come negli anni si sia provato a raggiungere un’accordo per renderla pubblica: “Nei primi anni ’90 un comitato senza rilevanza giuridica era stato formato dai paesani – racconta – dieci anni dopo il comitato è diventato tale a tutti gli effetti con lo scopo di organizzare e promuovere iniziative culturali, ludiche, e sportive, naturalmente senza dimenticare la Torre Cotogna.”

Il comitato nel 1999 ha anche pubblicato un’opuscolo sulla storia dell’edificazione, con ricostruzioni storiche e la presentazione di un’ambizioso progetto mussale firmato dall’architetto Matteo Celli Volta. Nella pubblicazione, oltre la mission del comitato, si può leggere anche il referto di quello che era lo stato attuale. “Parlare di un possibile crollo mi sembra eccessivo, almeno nell’immediato – spiega la Cecchini – sicuramente il corso della storia e gli agenti atmosferici a cui è sottoposta, anche perché sono presenti fenditure da anni e anni, possono indebolirla. C’è da dire che lo spigolo sud-est è la porzione più sofferente”. In 20 anni non sono stati pochi i fenomeni che possono aver provato la struttura, dal terremoto del 1996, il “nevone” del 2012 e gli alluvioni di questi ultimi anni. Proprio in questo inizio autunno piovoso riemergono le preoccupazioni. Un tempo erano rimasti anche parte dei solai, coperti da volte a botte, che formavano i 3 piani, crollati da tempo. E non sono mancati negli anni i rapporti con le pubbliche amministrazioni per una possibile acquisizione: “a cominciare – ricorda la Cecchini – da quando era sindaco di Urbino Ferriero Corrucci che aveva cercato un’accordo con i proprietari del terreno, poi, negli anni ’90, con il presidente della Provincia Palmiro Ucchielli, sono stati offerti anche dei soldi. Si era partiti con 60 milioni fino ad arrivare a 75, sembrava ci fossero buone speranze, poi non si è venuti ad un accordo. Il Comune negli anni ha provato anche con l’esproprio, ma le lunghe procedure hanno fermato tutto. Ora sarebbe bello sapere se la nuova Amministrazione pensa di riprendere in mano la questione.”

Un monumento oggi divenuto casa per molti uccelli. Poco più alta di 17 metri, la torre presenta una struttura massiccia costruita con diversi materiali: da ciottoli di fiume, pietra arenaria e tracce di laterizio; probabilmente frutto di tre diversi momenti costruttivi e possibili consolidamenti avvenuti nei secoli passati. Chissà se il progetto del comitato, di creare un museo dentro quell’antica vedetta, sarà mai realizzabile. Intanto la Torre Cotogna dopo secoli è ancora li, che svetta come punto di riferimento e testimone impassibile della storia passata, presente e futura di una vallata e delle sue genti.

 

 

2 Commenti to “Gioielli dimenticati: quella Torre Cotogna di Ca’ Mazzasette da decenni alla mercé di incurie e intemperie”

  1. Gilberto Bernardini scrive:

    E un altro pezzo di storia se ne va pianp piano

  2. costiluch scrive:

    e adesso perchè non andiamo in regione?

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>