Chi fa scendere Sassari dal trono? Domenica il via al 93esimo campionato italiano di basket. Focus su Vuelle e avversarie (parte 3)

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1 ottobre 2015

PESARO – Terza ed ultima parte (leggi qui la PRIMA PARTE e qui la SECONDA PARTE) del nostro speciale sul campionato italiano di serie A, che si annuncia più equilibrato rispetto al passato, all’appello mancano: – rispettando l’ordine di classifica della scorsa stagione – Cremona, Avellino, Capo D’Orlando, Pesaro, Caserta e la neopromossa Torino.

VANOLI CREMONA:

Luca-Vitali-2-anni-vanoli-basket-cremonaDopo aver effettuato l’intera preparazione senza l’asse play-pivot, Cremona riabbraccia i reduci dalla Nazionale con Marco Cusin centro titolare di una Vanoli che dovrà aspettare ancora qualche settimana per riavere al 100% Luca Vitali dopo l’infortunio che lo ha escluso dagli Europei, con il britannico Adegboye ingaggiato per due mesi a gettone per tamponare la falla. I lombardi – insieme a Reggio Emilia – sono l’unica formazione ad avere due italiani nello starting five e in un campionato dove saranno proprio i giocatori nostrani a fare la differenza a medio livello, è un fattore da tenere in considerazione, anche perché gli americani della Vanoli sono di notevole spessore tecnico con l’ex Vuelle Elston Turner in cerca di riscatto dopo la sonnacchiosa stagione brindisina, l’ala James Southerland che potrebbe essere una delle sorprese del campionato, con Tyrus Mc Ghee e Deron Washington pronti ad uscire da una panchina che vede nelle sue file anche i lunghi Paul Biligha e Raphael Gaspardo e le guardie Fabio Mian e Nicolò Cazzolato.

Cremona punta a ritornare in zona playoff con una formazione dove gli italiani saranno sicuri protagonisti e gli americani potrebbero riservare liete sorprese al pubblico che come ogni stagione riempirà lo storico PalaRadi.

LA STELLA:

DERON WASHINGTON: Nella stagione pistoiese aveva messo in mostra un bel repertorio da ala piccola, grazie alla sua capacità di andare a rimbalzo – anche offensivo – unita ad un tiro da tre efficace anche se discontinuo, a Cremona dovrebbe trovare l’ambiente ideale per continuare un percorso di crescita che ancora non l’ha portato al top del rendimento.

LA SORPRESA:

PAUL BILIGHA: I centri italiani maturano tardi e il 25enne Biligha è atteso da un’annata fondamentale per la sua carriera, con la Vanoli che gli ha dato la chance di confermare tutti i progressi compiuti nella stagione a Ferentino, dove è stato uno dei migliori centri dell’intera Legadue.

IL COACH:

CESARE PANCOTTO: Al suo terzo anno alla guida di Cremona, Pancotto proverà a traghettare la Vanoli verso una tranquilla metà classifica, grazie ad un roster finalmente competitivo che saprà dirigere con il consueto acume tattico.

L’OBIETTIVO DELLA SQUADRA: Accesso ai playoff.

 

SIDIGAS AVELLINO:

avellinoAvellino punta dritta ai playoff, sperando di non ricadere in quei cali nel girone di ritorno che hanno caratterizzato le ultime stagioni, dopo inizi scintillanti che hanno sempre portato la Scandone alle Final Eight di Coppa Italia, gli arrivi di due lunghi italiani di buon valore come Riccardo Cervi e Giovanni Pini e dell’ex canturino Maarten Leunen, confermano la volontà della società irpina di non lasciare nulla al caso, in uno starting five dove Taurean Green, play con passaporto georgiano e la guardia lituana Veikalas garantiranno punti dal perimetro e l’ex milanese Alex Acker quella leadership che forse è mancata nelle ultime stagioni, dalla panchina usciranno anche il lungo croato Ivan Buva e l’ala americana James Nunnally in un roster profondo ed esperto completato dal 21enne Giovanni Severini.

LA STELLA:

ALEX ACKER: Dopo aver giocato nelle più forti formazioni europee – Barcellona, Milano, Istanbul – a 32 anni Acker approda ad Avellino intenzionato a portare il suo basket produttivo – con una ventina di punti nelle mani ogni domenica – anche in Irpinia, grazie ad un’eccellente arresto e tiro dalla media e alla capacità di procurarsi falli e andare in lunetta con continuità.

LA SORPRESA:

IVAN BUVA: Nella stagione scorsa a Cantù è andato a corrente alternata, mettendo in mostra comunque ottimi fondamentali per un lungo di 208 cm, ad Avellino uscirà dalla panchina per dimostrare che a 24 anni è pronto per diventare un centro importante anche in chiave nazionale croata.

IL COACH:

PINO SACRIPANTI: Ormai un veterano del nostro campionato, nonostante i 45 anni di età, Sacripanti scende ad Avellino per dare continuità ad una Sidigas alla ricerca di un coach capace di mantenere alta la tensione per tutto il campionato, l’allenatore della Nazionale Under 21 sembra la persona adatta per portare Avellino nella parte sinistra della classifica anche a maggio.

L’OBIETTIVO DELLA SQUADRA: Primo turno playoff.

 

BETALAND CAPO D’ORLANDO

29ae868062eb01267e9a404ce59edf8b-14477-d41d8cd98f00b204e9800998ecf8427eIn Sicilia hanno scelto di percorrere la strada dell’est Europa, per allestire un roster che – compresi i naturalizzati – vede ben sette atleti provenire dai paesi balcanici e slavi. Sono rimasti i veterani Gianluca Basile – classe ’75 – e Sandro Nicevic – classe ’76 – per garantire esperienza ad un gruppo altrimenti giovanissimo, dove troveranno ampio spazio i due ventenni Tommaso Laquintana e Zoltan Perl (ungherese), il 19enne croato Mladen Vujicevic e il 18enne slovacco Mario Ihring, anche se in quintetto partiranno il 33enne lituano Jasaitis e il 35enne macedone Vlado iIieski, affiancati dai lunghi americani Laurence Bowers e Alex Oriahki, la Betaland dovrà cercare di trovare subito la giusta alchimia, in una squadra divisa tra la grande esperienza dei veterani e l’atletismo dei ventenni, altrimenti non sarà facile rimanere fuori dalla lotta per non retrocedere.

LA STELLA:

SIMAS JASAITIS: In carriera ha vinto quattro titoli nazionali e due coppe europee, senza contare le medaglie conquistate con la nazionale lituana, palmares di tutto rispetto per quest’ala di 202 cm che ha fatto le fortune di squadre come il Maccabi Tel Aviv, Joventut Badalona e Galatasaray e che, arrivato all’età di 33 anni, ha scelto di ripartire da una realtà più piccola come quella che troverà in Sicilia, ma a Capo D’Orlando si augurano che Jasaitis continui nel suo basket tecnicamente ineccepibile, con fondamentali da insegnare in tutte le scuole di pallacanestro.

LA SORPRESA:

ALEX ORIAKHI: Scelto al secondo giro nel 2013 dai Phoenix Suns, è il classico centro al quale manca qualche centimetro – 2.06 – per sfondare nell’Nba, ma in Europa ha già dimostrato di cavarsela egregiamente, con una buonissima capacità di andare a rimbalzo e di convertire in due punti gli assist dei compagni, potrebbe essere il vostro centro titolare nel Fantabasket.

IL COACH:

GIULIO GRICCIOLI: Riproverà a compiere il piccolo miracolo sportivo riuscitogli lo scorso anno, quando riuscì a far rimanere Capo D’Orlando fuori dalle zone bassissime della classifica, non sarà un compito semplice e dovrà tirare fuori il massimo dai suoi veterani.

L’OBIETTIVO DELLA SQUADRA: Salvezza.

 

CONSULTINVEST PESARO:

Consultinvest contro Stanford a Montecchio (FOTO Filippo Baioni)

Consultinvest contro Stanford a Montecchio (FOTO Filippo Baioni)

Tutte facce nuove in riva al Foglia, con l’eccezione di Nicolò Basile che a soli venti anni è diventato il capitano di una Vuelle che ancora una volta si affida ai rookie americani per cercare di rimanere in serie A, in un quintetto dove il play Christon ha carta bianca per scorrazzare a suo piacimento in lungo e in largo per il parquet, trascinandosi dietro i compagni, partendo dalla guardia Trevor Lacey, atleta in crescita dalla buone potenzialità, dall’ala piccola Mc Kissic, grande contropiedista con qualche problemino nell’attaccare la difesa schierata, l’ala grande Shelton, lungo versatile più a suo agio in vicinanza del canestro e il massiccio centro Mo Walker, 140 kg di muscoli dai buoni fondamentali, ma ancora acerbo per questi livelli.

Il nucleo italiano è migliorato rispetto alla stagione precedente, con una panchina da dove – oltre a Basile – usciranno l’ex veneziano Marco Ceron, tiratore in grado di accendersi improvvisamente con triple in sequenza e i lunghi Giulio Gazzotti e Francesco Candussi, giovani promettenti dalle buone potenzialità tecniche, in un roster dove il decimo sarà il 16enne Michele Serpilli, che potrebbe ritagliarsi qualche minuto sul parquet.

LA STELLA:

SEMAJ CHRISTON: Già opzionato da Oklahoma per il 2016, a Pesaro ha l’occasione di far vedere ai Thunders di meritarsi un posto nell’Nba, a patto che oltre alle indubbie qualità tecniche, metta in mostra quella leadership che gli permetterebbe di far strada anche in America, il ragazzo non ha nessun problema a crearsi un tiro in ogni occasione, sfruttando un fisico potente che lo porterà ai vertici della classifica dei falli subiti e se i compagni sapranno venirgli dietro, non mancheranno gli assist anche spettacolari.

LA SORPRESA:

GIULIO GAZZOTTI: Pesaro lo ha firmato con un biennale, segnale che crede nelle potenzialità di questo 24enne bolognese dai buoni fondamentali, che si fa notare nel non essere notato, essendo un atleta magari poco appariscente, ma che spreca poco e si rende utile sia nel tiro da fuori che a rimbalzo.

IL COACH:

RICCARDO PAOLINI: Dopo aver conquistato la salvezza all’ultima giornata subentrando in corsa a Sandro Dell’Agnello, il 56enne tecnico pesarese prova a ripetere l’impresa con una Vuelle che appare leggermente migliorata rispetto al passato, consapevole di dover soffrire anche quest’anno, magari non fino all’ultima giornata.

L’OBIETTIVO DELLA SQUADRA: Salvezza.

 

PASTA REGGIA CASERTA

urlRipescata dopo l’autoretrocessione di Roma in Serie A2, Caserta non si è fatta trovare impreparata ed ha allestito una formazione che non dovrebbe aver problemi a salvarsi e potrebbe fare un pensierino anche alla zona playoff, con italiani di buon livello come Daniele Cinciarini e Valerio Amoroso che partiranno dalla panchina insieme al veterano Andrea Ghiacci e al 23enne centro Tommaso Ingrosso, ma è il quintetto il vero punto di forza della Pasta Reggia che ha preso da Capo D’Orlando un centro dominante come Dario Hunt, si è affidata all’esperienza di Bobby Jones nello spot di ala piccola e – andando controcorrente rispetto al passato – ha rinunciato ai rookie prendendo un giocatore esperto in ogni ruolo, con Peyton Siva da playmaker, il talento di El-Amin nello spot di guardia, con l’esplosivo Micah Downs a fare da collante tra i due reparti.

Se la panchina produrrà punti e rimbalzi, Caserta potrebbe essere la mina vagante del campionato, perché il quintetto è sicuramente da playoff.

LA STELLA:

PEYTON SIVA: Scelto al 2° giro da Detroit nel draft del 2013, dopo un’ottima carriera universitaria con i Cardinals di Louisville, ha giocato uno scampolo di stagione in maglia Pistons, prima di finire in Germania e in D-League, dove è stato uno dei miglior realizzatori, grazie ad un talento offensivo superiore alla media che gli permette di prendersi un tiro contro qualsiasi difesa, senza perderne in efficacia, come playmaker deve migliorare nell’approccio alla partita, intuendo quando è il caso di spingere sull’acceleratore o quando ci sarà bisogno di rallentare il ritmo.

LA SORPRESA:

MICAH DOWNS: Giocatore più di sostanza che di tecnica, questo 29enne di 203 cm che può spaziare da guardia ad ala grande, specialmente in fase difensiva, mentre in attacco non ha tantissimi punti nelle mani, ma sa rendersi utile anche a rimbalzo, grazie ad un’applicazione tattica superiore alla media.

IL COACH:

SANDRO DELL’AGNELLO: Torna a Caserta, dove ha vissuto i fasti dello scudetto, per portare la Pasta Reggia fuori dalle sabbie mobili dell’ultima stagione e lo staff societario gli ha allestito una squadra di discreto livello, che dovrà gestire con attenzione per non incorrere in spiacevoli sorprese.

L’OBIETTIVO DELLA SQUADRA: Salvezza tranquilla con vista playoff.

 

MANITAL TORINO

url-1A Torino hanno confermato in blocco il nucleo italiano che ha contribuito in maniera determinante alla promozione, d’altro canto gente come Stefano Mancinelli, Jacopo Giachetti, Tommaso Fantoni e Guido Rosselli, la serie A l’ha già giocata e da protagonista, Dalla Legadue coach Bechi si è portato dietro anche l’americano Ian Miller, buon tiratore in grado di giocare anche qualche minuto da play, anche se il regista della Manital sarà l’ex varesino Dawan Robinson, in un quintetto dove Andre Dawkins sarà l’ala piccola e i lunghi Ndubi Ebi e Dejan Ivanov – in attesa del rientro di Dewayne White – dovranno garantire fisicità e rimbalzi, per una Torino che parte con l’obiettivo di salvarsi, ma che potrebbe anche puntare più in alto nella gerarchie del campionato.

LA STELLA:

ANDRE DAWKINS: Come tutti i collegiali usciti da Duke, Dawkins può contare su solide basi tecniche e una buona conoscenza della pallacanestro, nella stagione scorsa ha giocato in D-League con qualche breve apparizione in Nba, ma in estate ha preferito sbarcare in Europa per acquistare fiducia nei propri mezzi e magari riprovare l’anno prossimo a strappare un contratto in Nba, dopo aver disputato una stagione da protagonista a Torino, dove potrebbe diventare uno dei primi cinque migliori realizzatori del campionato.

LA SORPRESA:

IAN MILLER: Le sue doti balistiche si erano già intraviste a Jesi, dove aveva iniziato la stagione scorsa, prima di essere ingaggiato a gennaio da Torino e diventare uno dei principali artefici della promozione della Manital in serie A. Classico tiratore tecnico, con ottimi fondamentali ed una discreta visione di gioco che gli consente di giocare qualche minuto anche come playmaker, dovrà sapersi adattare alla maggiore velocità del piano di sopra, per diventare un fattore anche nella massima serie.

IL COACH:

LUCA BECHI: Torna con merito in serie A dopo la bella promozione conquistata l’anno scorso e Bechi non si lascerà sfuggire l’occasione di far giocare alla sua squadra una pallacanestro moderna, con particolare attenzione alla fase difensiva, alternando zone e difese miste per mettere in difficoltà le avversarie di una Manital che arriva tranquilla all’appuntamento con la serie A, 22 anni dopo l’ultima volta.

L’OBIETTIVO DELLA SQUADRA: Salvezza tranquilla.

 

 

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