Pesaro città Rock, ma dove? L’elezione di “Classic Rock” di tre album pesaresi tra i più rock mai partoriti in Italia stride con la realtà cittadina

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1 ottobre 2015

PESARO – Marco Diamantini, storico fondatore della rockband pesarese Cheap Wine ha postato su Facebook questa interessante analisi della scena musicale pesaresi coinvolgendo PU24 piacevolmente nella discussione. Intervento che riportiamo di seguito:

“Riflettendo… Sull’appena pubblicato numero di ottobre 2015 della rivista “Classic Rock”, uno dei più autorevoli giornalisti musicali nazionali, Federico Guglielmi, ha “eletto” i 20 ALBUM ITALIANI VERAMENTE ROCK di tutti i tempi. Fra questi, ben tre appartengono a band composte da artisti pesaresi: BOOHOOS, DEATH SS e CHEAP WINE. 3 su 20. Una percentuale assolutamente straordinaria per una piccola città come Pesaro.

Marco Diamantini

Marco Diamantini

Questo dovrebbe dunque indurmi a credere che vivo in una delle città più rock d’Italia… invece non me ne ero mai accorto.
Certo, negli ultimi anni, il pubblico ai concerti è aumentato visibilmente. E di band ce ne sono parecchie: dedite a vari generi, ma molto attive.
I locali hanno timidamente cominciato a proporre musica live, ma le strutture e l’organizzazione lasciano a desiderare: meritano comunque un incoraggiamento, visto che si tratta di iniziative private.

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La rivista Classic Rock

Ma quello che manca è una struttura istituzionale seria, esclusivamente dedicata alla musica, che sia in grado di ospitare e organizzare concerti, proponendo uno spazio invitante, un’acustica di eccellenza, un’accoglienza gradevole per gli spettatori, una capienza adeguata ad eventi di media portata (da 200 a 400 posti).
Perchè le istituzioni cittadine non ci hanno mai pensato?
Uno spazio simile, dedicato alla musica rock, oltre ad offrire un luogo di esibizione agli artisti, contribuirebbe alla vivacità culturale della città, produrrebbe movimento, creerebbe un punto di riferimento sano e anche qualche posto di lavoro. Giustissima l’attenzione e gli ingenti investimenti tesi a valorizzare le opere del musicista pesarese più famoso e talentuoso di tutti tempi, Gioachino Rossini.
Ma se nei cartelli all’ingresso di Pesaro si scrive vanitosamente a caratteri cubitali “Città della musica”, quell’appellativo bisogna meritarselo.
Uno spazio serio per la musica rock, farebbe di Pesaro una città più “colta” (perchè il rock è cultura). Più “europea” (visto che va tanto di moda questo termine). E più “moderna” (anche questo va molto di moda). Invece non c’è”.

 

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