Verso la fusione Tavoleto-Urbino, parlano i sindaci. Gambini: “Mai farò distinzioni”. Gresta: “Era a rischio il bilancio”

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2 ottobre 2015

Maurizio Gambini e Nello Gresta, sindaci di Urbino e Tavoleto

Maurizio Gambini e Nello Gresta, sindaci di Urbino e Tavoleto

URBINO – Si torna a parlare di fusione per l’incorporazione di Tavoleto nel Comune di Urbino, dopo i due Consigli per la richiesta alla Regione di procedere con la legge. Il 29 settembre a Tavoleto con 5 voti favorevoli: Stefano Tommasoli astenuto (maggioranza) e Danilo Di Benedetti contrario (maggioranza), mentre la minoranza è uscita dall’aula al momento del voto. Ieri sera si è replicato ad Urbino, tutti favorevoli, tranne Emilia Forti (Movimento 5 Stelle), astenuta.

Ieri mattina una conferenza stampa congiunta nel Municipio ducale, alla quale era presente anche il sindaco di Tavoleto Nello Gresta.

Maurizio Gambini e Nello Gresta, sindaci di Urbino e Tavoleto

Maurizio Gambini e Nello Gresta, sindaci di Urbino e Tavoleto

“Posso dire di essere commosso, non capita che un politico lasci una carica in favore dei cittadini e Nello Gresta lo ha fatto”. Le parole di Maurizio Gambini per definire il primo cittadino di Tavoleto dopo la scelta di chiedere in Consiglio comunale la fusione per incorporazione del suo Comune con quello ducale.

“Arriveranno importanti risorse con lo sblocco del patto di stabilità e dai contributi che Governo e Regione verseranno, da ridistribuire su tutto il territorio, ma anche se questo non avverrà sarà un’occasione importantissima per ottimizzare i servizi – spiega il sindaco di Urbino -Per me tutti i cittadini del mio Comune sono uguali, quindi Tavoleto non sarà la periferia di Urbino. Nella frazione di Cerquetobono abbiamo completato un lavoro sulla viabilità e li vivono solo 10 abitanti, quindi non farò mai distinzioni tra piazza e frazioni”.

Nello Gresta ripete come tutto sia avvenuto velocemente, e come né lui né il suo gruppo avrebbero pensato che si sarebbe giunti a questa scelta: “Si ragionava da tempo anche con i Comuni vicini per una futura fusione, comunque non si sarebbero superati gli 8mila abitanti, ma all’improvviso noi ci siamo trovati in emergenza. Siamo in pre-dissesto e per il 2016 era a rischio il bilancio preventivo. Si sarebbe configurato il dissesto, quindi il commissariamento”.

L’esito positivo delle votazioni in Consiglio porteranno alla redazione di un accordo per la tutela della popolazione e la città ducale si accollerà anche gli oneri di Tavoleto.

Una serie di incontri, il primo il 5 ottobre alle 21 a Urbino nella sala Raffaello di Collegio Raffaello per spiegare alla popolazione, nel dettaglio, in cosa consisterà questa fusione per incorporazione. Una serie di incontri verranno fatti, nei 60 giorni prima del referendum, anche a Tavoleto e “si terrà contro del parere della popolazione fino alla fine”, ripetono i due sindaci, “anche la Regione ha detto che terrà conto delle espressioni delle due località”.

A Tavoleto il Consiglio comunale deciderà per traghettare questa operazione, e verranno nominati due esponenti della maggioranza e uno della minoranza. Poi ci saranno le elezioni per nominare dei referenti di Tavoleto che rimarrà Municipio ma che, se dovesse andare in porto la fusione, sarà parte del Comune di Urbino.

Non si può parlare di corsi e ricorsi storici, secondo i due sindaci, e non ci sarà una nuova conquista da parte di Urbino, come quella del 1458 da parte di duca Federico, del paese che nel 1935 ha dato i natali al cestista Sandro Riminucci.

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