Fusione Pesaro-Mombaroccio, Cecconi (M5S): “Come chiedere a un idraulico di cambiar lampadina. Non è il sottosegretario che deve dare il parere”

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5 ottobre 2015

cecconiPESARO – “A quanto pare, il prestigiatore Ricci sta provando un altro dei suoi numeri. Purtroppo per i cittadini non gliene va mai bene uno”. Il deputato Andrea Cecconi commenta così la turbolenta questione della fusione per incorporazione dei Comuni di Pesaro e Mombaroccio.

“Il sindaco di Pesaro si è presentato a Mombaroccio per promettere fiumi di soldi destinati ai territori che verranno annessi, tralasciando che vi siano zone periferiche come Novilara e Villa Betti totalmente abbandonate a se stesse. Non occorre che vada a cercare nuovi territori da aiutare, basterebbe dedicarsi alle attuali periferie della città”.

“Per quanto riguarda la deroga al Patto di Stabilità – prosegue Cecconi – io mi domando se davvero crede di amministrare un branco di scemi. Si presenta in consiglio comunale con la letterina del suo amico, il Sottosegretario, e pretende di farla passare come una sentenza della Corte di Giustizia Internazionale. Avrebbe un minimo di senso se fosse almeno colui che deve rendere il parere, ma così non è. È un po’ come chiedere ad un idraulico di cambiare una lampadina”.

Cecconi spiega poi di aver fatto egli stesso le sue ricerche e di aver ricevuto tutt’altra risposta dai funzionari ministeriali: “Non ci è voluto molto, in un paio di telefonate ho potuto parlare con il funzionario del Dipartimento Affari Interni Territoriali del Viminale che mi ha confermato quanto sostenuto dal Tesoro: la fusione per incorporazione non genera un nuovo ente, bensì ne estingue uno a favore di un altro già esistente. Queste condizioni non permettono la deroga del patto di stabilità prevista per le fusioni ordinarie. Non mi meraviglia – prosegue il pesarese – perché è la stessa posizione assunta dalla Corte Costituzionale e questo parere è stato reso già nei confronti di altri Comuni intenzionati a fondersi. Davvero non capisco con quanta arroganza si pretenda di dire che per Pesaro tutto il sistema verrà ribaltato”.

“La cosa triste – conclude il grillino – è che al Ministero mi hanno anche garantito che se venisse loro richiesto un parere sull’argomento risponderebbero in pochi giorni. Ma allora perché nessuno rivolge loro questo quesito per i Comuni di Pesaro e Mombaroccio? Questa Amministrazione porta avanti testardamente un errore che in pochi giorni verrebbe chiarito. Evidentemente fa molto comodo a tutti che la verità venga a galla a fusione avvenuta, quando ormai l’operazione non potrà essere più revocata. E le promesse mai mantenute graveranno ancora una volta sulle spalle dei cittadini. Quelli che ancora possono dirsi mobaroccesi”.

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