La commozione di Ivano Dionigi per la cittadinanza onoraria di Pesaro: “Tornato a casa”. Tutte le decisioni del Consiglio comunale

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5 ottobre 2015

PESARO – Dice Ivano Dionigi, rettore dell’università di Bologna e nuovo cittadino onorario di Pesaro: “Quando il 23 settembre Luca Bartolucci mi ha telefonato per darmi la notizia ho sentito un’emozione intensa. Mi sono commosso. Ho conosciuto emozioni da palcoscenico, come nella nomina a rettore dell’Alma Mater nel 2009, ma questa volta è diverso. La scossa, o lo stato di grazia, provine dall’interno, dalle radici. In ballo non c’è la cultura o l’accademia ma le origini”. Così, continua il professore, in un discorso di alto profilo – sospeso tra filosofia e scienza politica, tra i rimandi inevitabili al “logos e alla virtus“, fondamenti della “comunità da ancorare alla res publica”, “ho riavvolto il nastro della vita. Grazie per avermi riportato a casa. Sono stato fortunato”. Il perché lo spiega in termini cestistici: “I fondamentali per giocare? Non li ho appresi nei college stranieri, ma a Ginestreto e a Villa San Martino. L’origine pesarese? La rivendico ovunque: mi ha dato l’unità di misura della vita, tenendomi a distanza di sicurezza dalle illusioni”. Pausa da raucedine per l’emozione. Prima dei passaggi sugli anni delle elementari, “suor Edoardina in via Cesare Battisti”, gli anni del seminario di via Rossini, “le persone che non ci sono più e che mi porto dentro”. Uno su tutti, don Gianfranco Gaudiano: “Era un profeta, gli devo quasi tutto”. A lui, e agli altri pesaresi che ho incontrato nel mio percorso “dedico l’onorificenza”. Mentre Luca Bartolucci cita, tra l’altro, la lettera di apprezzamento del sindaco di Bologna Virginio Merola, Matteo Ricci commenta: “Non c’è onorificenza più giusta. E’ un riconoscimento a un grande pesarese: la sua presenza in città è profonda. Non c’è iniziativa culturale e sociale di rilievo che non lo veda presente. Solitamente descrivo i pesaresi come gente ‘tignosa’, con la cultura della voglia di fare e della solidarietà. Dionigi ne è l’incarnazione dell’essenza. Spero che prima o poi tornerà a risiedere a Pesaro. Ma gli chiederemo di impegnarsi ancora e sempre più per la città, come ha già fatto in altri ambiti, dall’ente Olivieri alla fondazione Don Gaudiano: abbiamo bisogno di lui. Ora, quando andrò a Bologna sarò ancora più orgoglioso”.

Opere pubbliche

Passa la variazione al programma triennale dei lavori 2015-2017 (voto contrario dell’opposizione). Tra gli interventi inseriti, spiega l’assessore Enzo Belloni, “la riqualificazione del piazzale della Libertà (secondo stralcio, 350mila euro); i lavori per l’auditorium della scuola media Alighieri (400mila euro); la ristrutturazione del vecchio palas (con adeguamento statico delle strutture portanti, 3 milioni e 600mila euro); la riqualificazione e valorizzazione del centro storico (un milione e mezzo di euro)”. Dentro anche “lavori di straordinaria manutenzione per gli impianti di illuminazione” (430mila euro) e “interventi per gli impianti sportivi” (228mila euro). Non solo: “Realizzeremo a breve anche le due rotatorie di Colombarone” (200mila euro). Alessandro Bettini (Fi): “Delibera a scatola chiusa. Dove sono le linee guida delle riqualificazione del centro storico? Nel libro dei sogni del Comune c’era la riqualificazione di piazzale della Libertà con gli oneri di urbanizzazione, ora si guarda ad altri capitoli di bilancio”. Giovanni Dallasta (Siamo Pesaro): “Sbagliato togliere 200mila euro dalle asfaltature delle strade secondarie per le rotonde a Colombarone. Era meglio spostare quei fondi dal centro storico alla asfaltature delle strade. E per le rotatorie non basteranno 200mila euro». Fabrizio Pazzaglia: «Noi contrari, non sappiamo come saranno investiti questi soldi”.

Bilancio

Approvate le variazioni al bilancio di previsione 2015 (voto contrario dell’opposizione). Da segnalare nella delibera i 73mila euro destinati ai lavori del museo Oliveriano “provenienti dall’avanzo”. Variazioni di spesa, tra l’altro, per l'”acquisto di nuove sedute” dell’Adriatic Arena e per la quota annuale relativa alla copertura dell’Astronave, compensate dalle “economie per le minori necessità di gestione degli uffici giudiziari”, dal primo settembre a carico del ministero. Bettini (Fi): “Il progetto ‘SpingiPesaro’ fa parte delle variazioni: si riferisce ad auto-imprenditorialità, laboratori, creatività d’impresa, piattaforme smart. Parole vuote: i soldi saranno distribuiti dall’Anci a una serie di enti e associazioni. Si continua a buttare risorse in progetti incomprensibili. Però non si finanzia più il Festival della parola”. Nota Delle Noci: “‘SpingiPesaro’ è un progetto promosso dall’Anci. Le entrate permettono l’inserimento lavorativo di 15 persone svantaggiate”.

Fusione

Parere favorevole del consiglio alla proposta di legge regionale sulla fusione Pesaro-Mombaroccio (voto contrario dell’opposizione; a favore Remo Giacchi di Forza Italia). A maggioranza, passano anche due emendamenti (Fraternali-Perugini): “Le elezioni (del municipio, ndr) si convocano entro tre mesi dall’approvazione del nuovo statuto”. Inoltre: “Le modifiche dello statuto che riguardano il municipio di Mombaroccio sono soggette al parere preventivo vincolante del consiglio municipale”. Bettini (Fi): “Certi ideali non si comprano e non si vendono. Sono contrario alla fusione. Non si può cancellare la storia e l’autonomia di un Comune con mille anime. Non voglio rendermi complice di una compravendita”. Francesca Fraternali (Pd): “La sfida va raccolta, non c’è nessun mercimonio di identità né di persone. L’unico lato negativo è volerla buttare solo in polemica. Dare una possibilità in più a Mombaroccio è un dovere”. Giovanni Dallasta (Siamo Pesaro): “Si parla di un nuovo Comune e di un nuovo Statuto: in realtà non sarà così. La verità è che il Comune di Mombaroccio cederà a Pesaro tutti i suoi beni”. Fabrizio Pazzaglia. (M5S): “La scelta è dei cittadini, che vanno informati preventivamente. La società e l’appartenenza a un territorio sono la base”. Sul patto: “Il parere è solo del sottosegretario Bocci: il ministero dell’Interno e la corte costituzionale dicono altro”. Delle Noci: “La fusione non è un ‘dare contro avere’. Si tratta di un percorso, che mantiene identità e storia, tutelate dal parere vincolante del municipio. Le leggi in vigore danno incentivi, compreso lo sblocco del patto”.

Sulla fusione, è approvato un ordine del giorno presentato dal Pd (M5S astenuto, contrari Dallasta, Bettini e Renzoni). Si ribadiscono nel testo del documento, illustrato da Perugini, quattro principi condivisi dai due Comuni: “Il patrimonio di Mombaroccio resta ai mombaroccesi. Le risorse in ogni caso a disposizione per Mombaroccio in investimenti o utilizzo di spesa corrente, nel prossimo triennio, ammonteranno a quattro milioni e mezzo di euro (provenienti dai contributi statali, ndr)”. Ancora: “A Mombaroccio si dovrà (e non potrà, ndr) istituire il Municipio. Che dovrà esprimere parere vincolante su ogni scelta e provvedimento che riguarderà il suo territorio”. Sottolinea Matteo Ricci: “Una parte dell’opposizione la sta buttando in politica, lavora perché l’operazione non riesca. Sono terrorizzati dagli investimenti che si possono fare, guardano a prendere un voto in più e vogliono le buche nelle strade. Poi parlano di scuole e palazzi comunali da sistemare”. Incalza: “Si può essere non faziosi su un obiettivo istituzionale? Basta strumentalità. Per Urbino-Tavoleto si sta facendo la stessa cosa. In quel caso le parti politiche sono invertite, ma all’opposizione di Urbino (Pd, ndr) ho detto di votare a favore. Perché parliamo delle nostre città, ma qui pur di fare un dispetto alla moglie ci si castra. La legge è scritta chiaramente. Tutti i pareri sul patto ci hanno dato garanzie: semmai bisognerebbe favorire la cosa, non lavorare contro. Lo sblocco del patto per 5 anni fa schifo? Un milione e mezzo all’anno per 10 anni dallo Stato fanno schifo? Parte dell’opposizione continuerà con gli esposti, i rinvii e le richieste di pareri. Ma questa, per me, è pessima politica”. Bettini (Fi): “Interpretazione falsa e tendenziosa sull’opposizione. In realtà, se anche il Comune di Pesaro ha 30 milioni bloccati, non è questa la strada per risolvere il problema. Il problema è a monte: Ricci si muova con il governo per sbloccare il patto di stabilità in altra maniera. Non si ricorra ad espedienti che cancellano l’identità e la storia di altre persone”. Pazzaglia (M5S): “Al sindaco dà fastidio la nostra presenza. Non vogliamo fare dispetti ma essere coscienti di quello che si vota, studiare e informarci. I soldi non fanno schifo a nessuno. Fa schifo, invece, vedere come vengono spesi”. Carlo Rossi (Pd): “La politica ha una sua funzione. Il sindaco ha la volontà decisa di portare avanti un obiettivo. Rispetto l’opposizione ma in questo percorso il principio è istituzionale. L’ordine del giorno mette la parola fine: per Mombaroccio ci sono tutte le garanzie necessarie e richieste”.

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