Stalker: l’amore in “gabbia”. L’analisi del fenomeno nella rubrica di de.Sidera

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7 ottobre 2015

Sabrina Dini*

Ogni tanto “succede” che un molestatore viene punito. E sì: perché ancora la nostra società non riesce a capire che assillare qualcuno non significa lusingarlo e tanto meno amarlo.

La linea di confine tra il corteggiamento, nel significato di esternare i propri sentimenti e l’importunare è sottilissima perché è determinata dalla visione soggettiva di emotività; basti pensare al conosciutissimo programma “ C’è posta per te “ : vedere il “postino” di fronte la propria porta, con telecamere al seguito, può far piacere o far imbarazzare. Per una persona timida anche Romeo sotto il balcone che osanna il suo nome è un incubo… Per questo cerchiamo di capire che essere l’oggetto di una attenzione troppo insistente non è non solo gratificante ma anzi spaventoso: lo stalker, spaventa…

1423239750-man-stalking-womanLo stalking o “sindrome del molestatore assillante” si caratterizza per la messa in atto di comportamenti ostili ed insistenti finalizzati a perseguitare la propria vittima; questi comportamenti possono essere rappresentati da comunicazioni intrusive (telefonate, invio di sms, e-mail, lettere, regali) o più esplicitamente da comportamenti di controllo (pedinamenti, appostamenti, visite a casa o nel luogo di lavoro, minacce o aggressioni) che violano la libertà e la privacy della persona oggetto delle “attenzioni” generando uno stato di forte pressione psicologica.

Si possono individuare due tipi di comportamenti che contraddistinguono lo Stalking (Mullen P. E. & al., 2000): le comunicazioni intrusive i comportamenti di controllo:

  • Con i comportamenti intrusivi (telefonate, lettere, messaggi, sms, e-mail, regali ) lo stalker cerca di trasmettere il proprio stato emotivo, ovviamente queste manifestazioni emotive possono risultare ambivalenti, spesso contraddittorie, oscillando tra sentimenti antitetici come amore, odio, vendetta e rabbia.
  • Con i comportamenti di controllo (pedinamenti, appostamenti, la sorveglianza sotto casa, le “visite” nel luogo di lavoro, le minacce, le aggressioni fino ai casi più gravi di  tentato omicidio o omicidio) lo stalker “monitora” costantemente la vittima.

L’operazione di creare un profilo unico dello Stalker è complicata da diversi aspetti; innanzitutto non è affatto scontato che tutti gli Stalkers siano  affetti da una qualche forma di disturbo psichico, a fronte di casi palesi come nel “delirio erotomane”(vedi Disturbo Delirante) esistono molestatori in cui non si constata una vero e proprio quadro psicopatologico o l’uso (abuso) di sostanze come la cocaina o l’alcol.

La chiave motivazionale, ovvero l’attenta analisi dei bisogni e dei desideri che innescano il comportamento molesto, ha consentito di individuare cinque tipologie di Stalkers (Mullen et al., 1999): “il risentito” ritiene di aver subito un danno e vuol contraccambiare l’offesa; “il bisognoso di affetto” ha un forte desiderio di instaurare una relazione d’amore o di amicizia di cui son convinti di aver un gran bisogno ; “il corteggiatore incompetente” manifesta il desiderio di relazione con comportamenti rozzi, ripetitivi, fastidiosi e espliciti ; “il respinto” il comportamento è conseguenza di un rifiuto, perché sono  stati lasciati; abitualmente questo tipo di molestatore oscilla tra il desiderio di ricongiungimento e quello di vendetta per la ferita narcisistica subita; ed “il predatore” il cui comportamento è motivato dal desiderio di avere rapporti sessuali con la vittima. La logica perversa che motiva questo tipo di molestatore e spiegata dal fatto che i propri comportamenti, inducendo uno stato di paura e impotenza nella vittima, non fanno altro che esaltarne il potere e l’eccitazione.

A volte si tratta di persone normali,che conducono una vita normale e che in virtù di certe esperienze si ritrovano comportarsi in modi che probabilmente non avrebbero neppure immaginato. Altre volte sono persone che hanno sempre avuto qualche disagio e che per varie circostanze la loro attenzione si è focalizzata su una o più persone. La mancanza di un sostegno psicologico alle vittime di stalking può determinare stati ansioso-depressivi e problematiche di ansia somatizzata. Molte persone cominciano con i problemi ad addormentarsi che diventano insonnia. È necessario rendersi conto che chi è vittima di stalking va incontro a quei problemi tipici di chi è costretto a vivere in uno stato di paura e incertezza. A lungo termine si ha la sensazione che non finisca mai, che sia impossibile uscirne.

Tengo a precisare che lo stalking non è circoscritto alla relazione sentimentale ma si estende a contesti che possono essere, sinteticamente, così suddivisi: nel 55% circa è la relazione di coppia; nel 25% circa è il condominio; nello 0,5% circa è la famiglia (figli/fratelli/genitori); nel 15% circa è il posto di lavoro/scuola/università.

Dare attenzioni dovrebbe significare far star bene l’altro…

*DeSidera

Chi siamo:
L’associazione di psicologia e sessuologia “de.Sidera” vuole essere uno spazio culturale di discussione di tematiche psico-sessuologiche, un momento per riflettere sulla propria sessualità, per rendersi consapevoli che il piacere, in ogni ambito, è accessibile, basta volerlo.

L’ associazione “de.Sidera” è formata da psicologhe e sessuologhe e si occupa inoltre di servizi alla persona attraverso consulenze all’individuo, alla famiglia e alla coppia e fornisce servizi di consulenze ai professionisti.

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