Candelara, sabato si taglia il nastro al Pac: Museo Arte tessile, ricamo, taglio e cucito

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8 ottobre 2015

PESARO – La Pro Loco di Candelara, in occasione dell’ XI Giornata del Contemporaneo, promossa dall’associazione AMACI,  chiama a raccoglia gli appassionati di storia e arte e tutta la cittadinanza all’inaugurazione del “PAC: Museo Arte Tessile, ricamo, taglio e cucito”. L’inaugurazione del museo – in programma sabato 10 ottobre, alle 17 – ha ottenuto il patrocinio della Provincia di Pesaro e Urbino, del Comune di Pesaro e del Consiglio di Quartiere n.3 delle Colline e dei castelli. Il museo PAC è stato realizzato al piano terra della sede di Candelara del “Pio Sodalizio delle Artigiane Cristiane”, formulando per due anni un comodato gratuito dei locali con l’istituto religioso. Inoltre c’è stato naturalmente il sostegno della Diocesi di Pesaro e della parrocchia di Santo Stefano di Candelara.

 

Presentazione dell'inaugurazione del Museo Pac di Candelara

Presentazione dell’inaugurazione del Museo Pac di Candelara

La storia del “Pio Sodalizio delle Artigiane Cristiane” è conosciuta da pochissime persone, poiché questo gruppo di donne consacrate ha sempre operato in sordina. “La storia di questo pio sodalizio è tutta al femminile – evidenzia l’assessore comunale alle Pari opportunità Giuliana Ceccarelli – , pertanto si è inteso promuovere questo interessante progetto della Pro Loco di Candelara che ha come obiettivo quello di mettere in luce un’impresa iniziata da due giovani che hanno seguito la propria vocazione religiosa. All’inizio aiutando il prossimo e successivamente creando una vera e propria azienda di prodotti artistici, che ha conseguito molti premi e riconoscimenti in Italia e commesse fino in Giappone”.

 

Il Pio Sodalizio venne istituito nel 1928 a Novilara da Elvira Bartolucci e Annetta Talevi. Nel 1942 fu la sede di Candelara. Sette sono state le consacrate che vi hanno lavorato. L’istituto sopravvive ancora oggi nella sede madre di Novilara. Benefattrice dell’opera è stata la prof.ssa Egizia Bazzicalupi Bargossi che nel 1932 conobbe e iniziò a sostenere con idee, ma anche economicamente, questa impresa. Il suo apporto fu fondamentale poiché in questo laboratorio, creato inizialmente per insegnare un lavoro alle ragazze del paese, introdusse la tessitura artistica facendolo così conoscere in tutto il territorio. La Bargossi creava personalmente i disegni per i manufatti; oggi si conserva una parte consistente del catalogo del laboratorio, che si contraddistingue per la varietà di generi che vanno dal classico motivo floreale ad altri che propongono interessanti studi sulle ricerche della storia dell’arte contemporanea di metà del XX secolo e altri ispirati a motivi decorativi etnici. Da ciò se ne evince la grande cultura e sensibilità della Bargossi che firmava i disegni artistici del laboratorio.

Lucilla Leonardi e Antonia Proietti che hanno seguito questo progetto del recupero prima della memoria e degli spazi dell’ex laboratorio poi, ricordano che il laboratorio artigiano nacque con l’intento di insegnare un mestiere alle giovani delle parrocchie di Candelara e Novilara, scongiurando loro di doversi spostare in città per trovare un lavoro. La città a quei tempi era ritenuta un luogo pericoloso.

Lorenzo Fattori, direttore artistico della Pro Loco di Candelara, ricorda che questo progetto è iniziato nel 2012. Nel novembre e dicembre 2014 è stato possibile riaprire al pubblico in maniera temporanea i locali dell’ex-laboratorio di tessitura di Candelara. Nel 2015, tra la Pro Loco e il Pio Sodalizio è stato siglato un accordo biennale di gestione dell’ex-laboratorio di Candelara a seguito del quale è stato possibile giungere all’inaugurazione di questo spazio, musealizzando il contenuto conservato e recuperando altro materiale dai compaesani ed ex-alunne per raccontare la storia del laboratorio artigianale.

Le sezioni del Museo PAC sono le seguenti: la prima è quella dell’arte tessile dove tutto è rimasto intatto: nella sala sono esposti sei telai per la lavorazione delle coperte e tappeti in lana (l’ordito è già steso sui telai, pronto per ricevere la trama. I disegni sono conservati e si sta completando la catalogazione). Oggi, in questa sala è inoltre conservato anche un telaio di fine Ottocento per la lavorazione della canapa che era tipica del laboratorio di Novilara e altre tovaglie provenienti dallo stesso.

Alle spalle di questa stanza è posizionato il magazzino dove è conservata la lana con le sue tante tonalità che è custodita in balle pronte per essere cardate. Fa meraviglia come questa lana che ha più di venti anni non presenti problemi di conservazione.

Quando è iniziato il lavoro di recupero degli spazi del laboratorio la sezione di ricamo, taglio e cucito era stata smantellata e trasformata in magazzino. È stata però ricostruita utilizzando due macchine da cucire industriali presenti; a queste se ne aggiunge una storica a pedale. In mostra alcuni manufatti, progetti e disegni decorativi. Per il taglio e cucito si utilizzava il metodo “Fides”. All’interno una interessante campionatura di bottoni, rocchetti di fili, matasse di filo di lana, forbici dalle dimensioni e forme più svariate che raccontano il sapiente lavoro svolto in questo laboratorio. Sulle pareti si conservano ancor oggi immagini sacre e foto dei pontefici che ricordano la gestione religiosa del luogo. Ma anche tanti diplomi e medaglie conseguiti durante l’attività lavorativa per la bellezza dei manufatti ottenuti. Le suore fondatrici si erano formate professionalmente in un istituto religioso a Bellinzona, in Svizzera. Per quanto riguarda il ricamo trovano posto anche macchine da cucire industriali poiché con l’arrivo del benessere economico il lavoro a ricamo a mano classico non era più richiesto e quindi redditizio e il laboratorio si riconvertì a compiere lavori seriali industriali.

Naturalmente non poteva mancare uno spazio dedicato al lavoro di realizzazione di paramenti sacri o al loro rammendo. Interessantissima è la bandiera triangolare processionale per l’ex-confraternita di Gesù e Maria al Trebbio della Sconfitta di Candelara di cui si espone sia il manufatto che il disegno preparatorio. Infine un piccolo angolo è dedicato all’eclettica professoressa di calligrafia e benefattrice Egizia Bazzicaluppi: in mostra i suoi disegni, quadri, ceramiche e pizzi.

Il Museo si completa con una selezione di foto storiche della vita lavorativa e sociale delle ragazze. Presto verrà realizzata anche una postazione multimediale dove sarà possibile vedere il dvd che racconta la storia del laboratorio ricostruita dal giovane regista Adriano Razzi ed il materiale cartaceo digitalizzato

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