Addio a Giuseppe Ducci detto “Matuschek”, lo storico custode delle mummie di Urbania

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10 ottobre 2015

Giuseppe Ducci detto Matuschek davanti alle "sue" mummie di Urbania (fotogramma tratto da un filmato Rai)

Giuseppe Ducci detto Matuschek davanti alle “sue” mummie di Urbania (fotogramma tratto da un filmato Rai)

URBANIA – Si è spento Giuseppe Ducci, il celebre custode delle mummie di Urbania. Aveva 79 anni e da tempo si era ritirato a vita privata.

Una vita, la sua, spesa a salvaguardare, custodire e promuovere le famose mummie racchiuse nella cripta della Chiesa dei Morti. E’ stato il loro angelo custode, conoscitore di tutti i loro segreti. Il cicerone dei 18 corpi mummificati per 50 anni, ma nel contempo anche il narratore magico. Con le sue parole, le tante storie e aneddoti ha incantato negli anni le migliaia di turisti che si sono recati in pellegrinaggio al cimitero delle mummie di Urbania.

Giuseppe Ducci detto Matuschek davanti alle "sue" mummie di Urbania (fotogramma tratto da un filmato Rai)

Giuseppe Ducci detto Matuschek davanti alle “sue” mummie di Urbania (fotogramma tratto da un filmato Rai)

Se ad Urbania si chiedeva di Giuseppe Ducci, in pochi sapevano indicare o dare una risposta di chi fosse. Qui tutti, da sempre, lo chiamavano “Matuschek”: come un antico egizio. Un soprannome datogli, forse, per ricordare un saggio sacerdote egiziano che aveva il compito di trattare e dunque mummificare i corpi.

Per la popolazione locale era il “capo”, il segretario, il “Re” delle mummie. Colui che le ha salvate da un possibile ritorno alla “polvere”. Infatti Ducci si è sempre speso con grande passione per  tutelare le “sue” mummie. Negli anni ha raccolto fondi insieme a tanti urbaniesi e seguito i lavori di ristrutturazione della cripta e messa in sicurezza dei corpi mummificati. Operazione avvenuta negli anni ’80, grazie anche alla sensibilità dei tanti cittadini, amministratori e clero che lo hanno sostenuto.

Con la sua dipartita se ne va un pezzo di storia locale, ma anche delle Marche (visto il grande richiamo delle mummie). Un volto, una figura emblematica di un tempo e di uno spaccato sociale e “folclorico”. Come non riconoscere a “Matuschek” il ruolo di personaggio massmediatico. Il suo viso era associato alle mummie e a Urbania, grazie ai numerosi articoli, servizi, reportage e documentari realizzati da giornali, radio e tv di tutto il mondo. Dalla Rai a Mediaset, dalla Repubblica al Resto del Carlino, per fare il giro del globo con il National Geographic, dalle emittenti giapponesi fino a quelle americane.

Lo stesso Ducci ha seguito e parlato con i grandi del cinema che sono stati a girare scene tra le mummie di Urbania: da Totò a Philippe Leroy, da Lattuada a Castellani, fino a Ugo Gregoretti, solo per citarne alcuni.

La città di Urbania lo ricorderà per sempre.

Samuele Sabatini

UN SERVIZIO CHE LA RAI HA DEDICATO A MATUSCHEK E ALLE “SUE” MUMMIE

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