“Chi controlla i controllori?” L’analisi di Candelora dopo i disordini di Fano-Samb

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12 ottobre 2015

Sandro Candelora*

La curva del Fano contro la Samb (foto tratta da Facebook)

La curva del Fano contro la Samb (foto tratta da Facebook)

FANO – Di fronte al riproporsi periodico di un evento, si usa dire che la prima volta può essere un caso, la seconda una coincidenza, mentre la terza costituisce un chiaro segno premonitore. Già, e la quarta? Non sappiamo francamente se etichettarla come pura idiozia o manifesta incapacità. Forse, entrambe le cose messe insieme. I fatti parlano da soli e noi stendiamo le legittime domande che ci sorgono sul tavolo, affinché tutti possano riflettere e qualcuno magari farsi un bell’esame di coscienza. Perché sarebbe ora. Dunque, Alma-Venezia di tre anni fa. Chi ha sistemato i tifosi ospiti in tribuna con un intero settore ad essi dedicato rimasto incredibilmente vuoto? Chi ha loro permesso di comportarsi come se fossero a casa propria, indirizzando lazzi e pernacchie ai supporters locali? Chi non li ha isolati all’uscita, lasciandoli bellamente liberi di mescolarsi alla folla granata fino a rimediare qualche sonoro (e meritato, diamine) ceffone? Alma-Vis di due anni addietro. Chi ha inventato il comico tragitto di arrivo e deflusso degli ultras ospiti? Chi, visto il grottesco ritardo, non ha sbrigato le operazioni di ingresso, facendo così montare la rabbia della gente? Alma-Ancona, allucinante derby dello scorso Agosto. Chi, sapendo del probabile arrivo di cani sciolti dall’autostrada, non ha organizzato un’opportuna, necessaria opera di filtro e individuazione al casello? Chi non si è nemmeno accorto di un corteo a dir poco sospetto di auto cariche di loschi figuri vestiti di nero che sfrecciavano verso lo stadio? Chi non ha saputo evitare la guerriglia che si è di lì a poco scatenata? Alma-Samb, storiaccia freschissima. Chi, ben consapevole della massiccia presenza dei rossoblù, non ha loro riservato il prato di San Lazzaro, isolato e ben controllabile, per il parcheggio di auto e pulmini? Chi li ha invece autorizzati a lasciare i mezzi al Foro Boario e addirittura nella via prospiciente il pronto soccorso, ossia a due passi dall’entrata principale dello stadio? Chi non ha studiato zone cuscinetto per impedire possibili contatti? Questi i quesiti, pesanti come macigni, che evocano precise responsabilità. La gente comune sa darsi risposte precise. Altri credono al contrario di sistemare tutto (in primis la propria coscienza) calando manganellate e Daspo come se piovesse. Peccato che la verità stia da tutta un’altra parte.

*Opinionista Alma J. Fano per Pu24

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