Pistoia conferma subito quel che la Vuelle già sapeva: ci sarà da soffrire. L’analisi di Perugini

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12 ottobre 2015

Maurice Walker

Maurice Walker

PESARO – Chi pensava che questa stagione non fosse come quella precedente, ovvero sofferta fin dalla prima giornata e con la salvezza come unico obiettivo, sarà rimasto deluso uscendo dall’Adriatic Arena domenica sera verso le otto, dopo aver assistito al match tra Consultinvest e Giorgio Tesi Pistoia, con gli ospiti che – dopo un inizio pessimo – sono riusciti a conquistare due punti preziosi, che consentono ai giocatori di coach Esposito di rimanere addirittura a punteggio pieno dopo due giornate, con quattro punti di vantaggio e confronto diretto vinto in trasferta nei confronti della Vuelle, brutto viatico per una Consultinvest che, secondo gli addetti ai lavori, dovrebbe fare la corsa per salvarsi proprio su Pistoia e su Capo D’Orlando, con i siciliani che hanno rischiato addirittura di espugnare il parquet di una big come Venezia, brutti segnali per Pesaro e i suoi tifosi che dovranno prendere coscienza al più presto che non basta il talento puro per portare a casa i due punti in un campionato complicato come quello italiano, dove l’esperienza è ancora un male necessario e d’esperienza purtroppo questa Vuelle ne ha proprio pochina e non è casuale che i due migliori in campo per Pistoia siano stati il 30enne Antonutti e il polacco Czyz, già visto a Roma un paio di anni fa, preso a gettone a posto dell’infortunato Thornton.

Dj Shelton

Dj Shelton

Si dovrà prendere atto al più presto che questa Consultinvest difficilmente riuscirà a conquistare due punti facili nell’arco della stagione, quei successi ampi che non ti fanno tribolare sulla sedia fino all’ultimo respiro e che l’unico modo per ottenere una vittoria in futuro sarà quello di arrivare a giocarsi il tutto per tutto in un finale punto a punto, dove si spera che emergeranno le qualità individuali di una Vuelle che continuiamo a ritenere più talentuosa della versione precedente, ma che rischia di pagare a caro prezzo la mancanza di almeno un giocatore esperto nel proprio roster.

E’ chiaro ormai che questa sia una squadra imperniata su Semaj Christon, leader riconosciuto dal gruppo e al futuro giocatore degli Oklahoma Thunders questo ruolo non dispiace assolutamente. Basta vedere con quale piglio rimprovera i compagni dopo un loro errore, ma i campioni – come gli amici – si vedono nel momento del bisogno. E questa Vuelle avrà bisogno di un Christon maggiormente produttivo in futuro rispetto agli ultimi tre minuti del match contro Pistoia. 180 secondi che Pesaro ha gestito malamente, tra palle perse e forzature al limite dei 24 secondi, dopo che il tecnico fischiato ad Esposito sembrasse aver girato l’inerzia del match dalla parte della Consultinvest, invece Pesaro si è fermata in vista del traguardo, infilata a cinque secondi dalla sirena da una Giorgio Tesi non trascendentale.

Semaj Christon

Semaj Christon

Pistoia brava ad approfittare della confusione regnante in casa biancorossa, gli ultimi trenta secondi sono stati gestiti malamente da coach Paolini e dai suoi ragazzi che con 27 secondi da giocare e un fallo ancora da spendere prima del bonus, hanno scelto di commettere fallo con 14 secondi ancora su tabellone e di non fare fallo immediato sulla rimessa successiva per mandare in lunetta Pistoia ed avere una decina di secondi per provare a vincere il match, anche in considerazione che Pesaro non aveva più timeout da chiamare e non poteva fermare il gioco per portare il pallone nella propria zona offensiva. Errori di gioventù e di inesperienza da risolvere al più presto per una Vuelle che ha perso una grossa occasione per muovere una classifica che rischia già di essere preoccupante.

I PIU’ ….

Primo quarto:

Pistoia parte male e Pesaro è brava ad approfittarne con dieci minuti di grande basket, tra palle recuperate, contropiedi fulminanti e assist ai lunghi, a conferma che quando la Vuelle riesce a correre ha un potenziale da playoff, ma purtroppo non sempre si può andare a cento all’ora e nonostante il 19 a 2 iniziale, la Consultinvest non è riuscita a conquistare i due punti.

Rimbalzi:

32 a 27 il conto finale dei rimbalzi in favore della Vuelle, con Gazzotti e Shelton a quota 8, bene anche i soli 4 rimbalzi offensivi lasciati a Pistoia per una Consultinvest consapevole che un buon contropiede parte sempre da un buon rimbalzo difensivo catturato.

Trevor Lacey:

Dopo il zero su sei di Avellino, Trevor ritrova la mano calda e mostra un campionario di tutto rispetto, che lo potrebbe far diventare una delle migliori guardie del campionato, a patto che riesca ad aumentare la sua produzione offensiva e che non si lasci “intimidire” dalla forte personalità di Christon.

…. E I MENO DELLA SFIDA PESARO – PISTOIA

Nicolò Basile

Nicolò Basile

Panchina: La produzione offensiva della panchina biancorossa è di soli sei punti, arrivati con una tripla a testa di Ceron e Gazzotti, troppo poco, anche se Gazzotti il suo mattoncino l’ha portato e Candussi non ha fatto grossi danni, con la perla dell’infrazione di cinque secondi fatta commettere a Pistoia nell’ultima azione grazie ai suoi 210 cm, ma ci aspettiamo molto di più da Ceron, mentre Basile rischia di rimanere molti minuti seduto in fondo alla panchina, se non riuscirà a velocizzare il suo gioco offensivo.

Palle perse ed assist:

Solo 7 assist distribuiti su 28 tiri segnati, troppo pochi anche se è chiaro che la Vuelle sia una squadra che non ha nell’applicazione degli schemi il suo punto di forza, troppe anche le 14 palle perse a fronte di soli 7 recuperi, frutto di qualche forzatura di troppo e di 4 violazioni di passi commesse.

D.J. Shelton:

Dei cinque stranieri biancorossi sembra quello dotato della minor personalità, difetto che rischia di diventare un problema sia per lui che per la Vuelle che dovrà essere brava a fargli ritrovare al più presto la fiducia nei propri mezzi che non sono proprio da buttare via.

 

IL MOMENTO DELLA SQUADRA:

Il basket è uno sport fatto di particolari e, come sottolinea giustamente coach Paolini, è dalle piccole cose che si deve ripartire, da un blocco ben eseguito o da uno scivolamento difensivo fatto come si deve, in fin dei conti Pesaro non è mai stata travolta nei due match ufficiali disputati finora e sia ad Avellino che ieri contro Pistoia si è vista a tratti anche una buona pallacanestro, con il direttore d’orchestra Christon a dirigere il gruppo con maestria, senza dimenticarsi di esibirsi in assoli da applausi a scena aperta dall’alto di una classe destinata a ben altri scenari, ma anche Semaj non può vincere le partite da solo e senza il necessario contributo dei compagni, rischia di non riuscire mai ad eseguire lo spartito fino alla nota finale, quel crescendo rossiniano che fa scattare in piedi il pubblico dalle loro sedie.

Questa Consultinvest sembra divisa in due tronconi, con un reparto esterni nettamente superiore a quello dei lunghi, problema da risolvere al più presto per coach Paolini alle prese con la scarsa attitudine di Shelton e Walker a rimanere sempre concentrati e fa bene l’allenatore biancorosso a sottolineare gli errori commessi dai suoi centri, effettuando cambi punitivi e richiamandoli in panchina per spiegargli che in Italia nelle lotte sotto canestro succede di tutto e lamentarsi per un mancato fischio arbitrale è controproducente. Se non si alzerà il rendimento, sia offensivo che difensivo, dei pivot biancorossi, non sarà semplice portare a casa i due punti, anche perché Gazzotti e Candussi fanno quello che possono, ma non sono in grado di spaccare in due le partite al loro ingresso sul parquet, discorso applicabile a tutti i “panchinari” biancorossi, con l’eccezione forse del solo Ceron che dovrà sfruttare al meglio i minuti concessigli dal suo coach. Domenica prossima la Vuelle sarà di scena a Varese, ferma a quota zero anche lei, ma apparsa in crescita con l’inserimento di Ukic e Derwin Kitchen – che debutterà proprio contro Pesaro – trasferta delicata ma non impossibile per una Consultinvest che dovrà rimanere concentrata per 40 minuti, per muovere lo zero in classifica.

DAGLI ALTRI PARQUET:

Se Pesaro si rammarica per aver sciupato 17 punti di vantaggio, pensate lo stato d’animo dei tifosi cremonesi che sul 58 a 25 per la loro squadra, avevano giustamente pensato di aver chiuso la pratica, non facendo i conti con la grinta di Peppe Poeta che ha trascinato la sua Trento ad una clamorosa rimonta, finendo addirittura per vincere il match con sette punti di scarto, nell’anticipo di mezzogiorno, Brindisi annienta Bologna con un secondo tempo da big, anche se la Virtus per venti minuti non era dispiaciuta, Reggio Emilia rifila il ventello d’ordinanza ad Avellino e si conferma la squadra più in forma del campionato, mentre Torino conquista i suoi primi due punti espugnando Caserta grazie al solito Ivanov, Venezia soffre più del previsto, riuscendo ad avere la meglio su Capo D’Orlando solo al supplementare, mentre nel classico derby lombardo, Varese resiste solo un tempo prima di venire travolta dalla superiorità fisica dell’Armani Milano, in una seconda giornata che si concluderà stasera con il posticipo tra Cantù e Sassari.

 

 

 

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