Crocus: successo per i mobilieri marchigiani a Mosca

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15 ottobre 2015

MOSCA – Resistere e presidiare il mercato russo: sono le parole d’ordine che arrivano dai produttori marchigiani presenti al Crocus di Mosca, la più importante fiera dell’arredamento per il mercato russo e dei Paesi dell’area baltica e siberiana. “Anche perché – ha spiegato il presidente della Camera di Commercio di Pesaro Urbino, Alberto Drudi – questo mercato tornerà a crescere, per cui bisogna non abbandonare il campo: restare qui è un investimento, ma se un’azienda lascia, questa viene immediatamente rimpiazzata da un concorrente”.

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Alberto Drudi con Gisella Bianchi e gli operatori Fiam al Crocus

C’è una ‘zona grigia’ nell’ampio capitolo delle sanzioni dell’Ue a Mosca e che consentirebbe agli imprenditori italiani di non continuare a perdere quote di mercato: aprire una società in Russia, omologa alle srl. “Un’operazione che richiede al massimo un mese di tempo e un investimento totale non superiore ai due mila euro – ha spiegato il presidente dell’ente camerale -, unica strada perché i nostri imprenditori oggi possano, in modo regolare e trasparente, gestire le proprie relazioni commerciali con questo Paese”. La missione a Mosca, inoltre, si porta a casa una conferma: c’è un grande interesse per l’arredo italiano e marchigiano in particolare, “confermato dall’attenzione che i visitatori del Crocus, soprattutto quelli più qualificati come importatori e designer, hanno dedicato alle 23 aziende che rappresentano il distretto regionale (280 gli espositori italiani). I mobilieri marchigiani si sono distinti rispetto ai maggiori competitor, per la notevole flessibilità nell’adattare e modificare i propri progetti, alcuni dei quali presentati in esclusiva al Salone di Milano, senza per questo fare del prezzo l’unica variabile competitiva ma, piuttosto, puntando a mantenere uno standard qualitativo sempre alto.

“In particolare – ha spiegato Gisella Bianchi, responsabile dei Rapporti internazionali -, i cucinieri hanno presentato prodotti innovativi, sia nel design che nei materiali. Molti consumatori russi strizzano l’occhio alle nostre cucine ultramoderne e di grande qualità e i brand marchigiani si sono presentati con soluzioni molto apprezzate”. E anche i produttori di mobili classici, “pur cercando il gusto dei consumatori russi, hanno mantenuto alta la qualità”.

“Al Crocus – ha concluso la Bianchi – si è vista la concorrenza agguerrita dei produttori dell’estremo oriente, e cinese in particolare, che sono i primi esportatori di mobili in Russia, ma tutti i mobilieri marchigiani si sono presentati con le risposte adeguate a intercettare un target medio-alto per il quale acquistare un mobile marchigiano significa avere in casa una piccola parte dell’Italia, un modo di vivere italiano”.

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