Fusione Mombaroccio-Pesaro, il legista Paolini parla di “gioco delle tre carte”

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15 ottobre 2015

Luca Rodolfo Paolini (Lega nord)

Luca Rodolfo Paolini (Lega nord)

Luca Rodolfo Paolini*

PESARO – Che dietro la fusione per incorporazione di Mombaroccio con Pesaro vi sia un disegno egemonico del capoluogo su  tutta la provincia è cosa evidente. Il PD e le sue simpatiche clientele vogliono accentrare ogni potere decisionale, di spesa e di appalto. Ma non vogliono farlo capire al popolo, né, tantomeno, vogliono consentire al popolo di esprimersi con un vero voto, e  quindi procedono, come Hitler, per “piccole annessioni”. Obiettivo finale: superare la soglia dei 100.000 abitanti. Dopo Mombaroccio toccherà a Tavullia o a Petriano, o a Montelabbate….

Nella nobile tradizione del Granducato di Urbino vogliono fare il Granducato di Pesaro, con a capo Messere Ricci, con Messere Ucchielli a fare da fido Vassallo della “Contea  di Vallefoglia”.

Anche la strategia di conquista è quella tipica degli assedi medievali: il “loro”governo taglia i viveri ai piccoli centri, li riduce alla fame e poi  li ingloba, con molte promesse e poche certezze. Ti sblocco il patto di stabilità se ti fai inglobare… (che fa rima con una parolaccia che non nomino…). Se non è un ricatto come lo vogliamo chiamare? Proposta a cui non si può dire di no? Patto leonino? Se non ricordo male,  Ricci, promette 1,5 milioni a Mombaroccio. Per dare un ordine di grandezza,  la “Coop Labirinto”, con il penultimo appalto per l’accoglienza di 400 sedicenti profughi, di milioni ne incasserà 4,2. I soldi, dunque, ci sono per gli stranieri, ma non per i piccoli paesi portati alla morte!

E veniamo a quello che stanno facendo in Regione. Il PD si fa forte del voto del Consiglio comunale, eletto prima che questa epocale decisione fosse ipotizzabile. Sicché il cittadino mombaroccese è costretto a subire la decisione di 8 consiglieri che decidono per 2.100 persone, facendo declassare un paese di millenaria storia a “Municipio”, che è la foglia di fico per dire “quartierino periferico di Pesaro che data la sproporzione di forze non conterà più nulla”.

La cosa piu divertente è che, per indorare la pillola, nella deliberazione di Consiglio comunale numero 54 del 5-10-2015, si è cercato di sostituire la parola “incorporazione” con la parola “istituzione”… è  meno “invasivo”(vedi art. 1! All’art. 3 hanno votato la sostituzione del titolo “trasferimento di funzioni e successione nei rapporti” con la più  tranqullizzante frase “Successione nella titolarità dei beni e rapporti giuridici”….nella sostanza è la stessa roba ma suona meglio . Ma la cosa più bella è all’art. 4  che recita “ riconoscimento di priorità per il Comune incorporante” : “il nuovo comune di Pesaro, per 10 anni (….) ha priorità nei programmi e nei provvedimenti regionali di settore “; e all’. 5 “…il territorio di Mombaroccio è amministrato dagli organi in carica presso il nuovo Comune di Pesaro..”.

Infine, la Legge che verrà discussa la prossima settimana in Regione, prevede, il “referendum” consultivo, cioè non vincolante, cioè una presa in giro di per sé… Ma, pare, inoltre, che… non avrà effetto retroattivo, e che quindi, per Mombaroccio, i giochi sono già fatti. La Lega Nord cercherà di concordare, con il comitato del no, ogni possibile iniziativa, anche legale, per contrastare questo disegno antidemocratico!

*Lega Nord

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