Mega-raggiro ad un’anziana incapace di distinguere la differenza fra euro e lire. La Finanza ferma tre urbinati (tra cui un commercialista) che stavano per intascarsi un assegno da 1,3 milioni a firma della signora

di 

16 ottobre 2015

URBINO – La Guardia di Finanza di Urbino ha fermato un clamoroso raggiro nei confronti di un’ottantacinquenne inconsapevole possidente di un patrimonio di circa 1,8 milioni di euro. Patrimonio che stava per finire quasi interamente fra le grinfie di tre urbinati, ora fermati per circonvenzione d’incapace in concorso.

Arcangelo Mottola, capitano della Guardia di Finanza di Urbino

Arcangelo Mottola, capitano della Guardia di Finanza di Urbino

Operazione-lampo condotta dal comando urbinate e dal capitano Arcangelo Mottola in coordinamento con la Procura della Repubblica e il Pubblico Ministero Irene Lilliu. I tre urbinati indagati – dopo aver sottratto oltre 250mila euro per improbabile consulenze e regalie – hanno tentato di sottrarre 1 milione e 300 mila ad un 85enne  inconsapevole ereditiera di una fortuna piombatagli sul conto corrente alla morte del fratello nel 2012. Circa 1.830.000 euro. Senza familiari e rimasta sola alla scomparsa del fratello, la donna dopo una vita di solo lavoro in campagna vive in precarie condizioni nella sua abitazione alla periferia di Urbino.

I finanzieri, anche grazie alla collaborazione del direttore di un istituto bancario insospettitosi dei numerosi e ingenti prelievi che stavano drenando il conto corrente in poco meno di un mese, hanno ricostruito la vicenda attraverso l’esame dei flussi finanziari.

Dalle indagini è emerso che i tre soggetti, un noto commercialista di Urbino, il fratello del suddetto professionista e un pensionato, vicino di casa della signora ben informato del patrimonio della signora, approfittando del deficit psichico e della confusione della donna, nell’arco di due anni hanno indotto quest’ultima a firmare a loro beneficio assegni o bonifici bancari per un importo complessivo di 250mila euro con causali inverosimili come regalie o consulenze. Firmate dalla donna e compilati da altra mano.

La signora, che vive da alcuni anni uno stato di solitudine esistenziale, ed incapace di comprendere il valore economico anche dei prodotti alimentari comuni, era convinta ad esempio, che un filoncino di pane potesse costare indifferentemente 1000 lire o 1.000 euro.

I tre soggetti hanno cercato il colpaccio incassando in contanti la somma di 1.300.000 euro e sottoponendo alla firma della vittima un assegno con dicitura “me medesimo”. I finanzieri della Compagnia di Urbino, su delega della locale Procura, hanno eseguito nell’immediato quattro perquisizioni domiciliari a carico delle persone coinvolte, sequestrando documentazione che è al vaglio degli inquirenti. Allo scopo di porre fine alla frode si è poi proceduto all’esecuzione di un provvedimento di sequestro preventivo nei confronti dei 3 indagati di somme per un totale di oltre 177 mila euro e, nei confronti dell’anziana signora, dell’intero patrimonio finanziario, pari a circa 1,5 milioni di euro, che è stato affidato in gestione ad un amministratore giudiziario. Grazie alla tempestività delle indagini della Procura di Urbino e della Guardia di Finanza, durate circa 20 giorni, il disegno criminoso è stato individuato e interrotto, consentendo così di tutelare l’anziana ed ignara signora.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>