Caso ambulanze, il Pcl pensa ai lavoratori: “Turni disumani”

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18 ottobre 2015

Dal Partito comunista dei lavoratori riceviamo, e pubblichiamo, la seguente nota:

PESARO – Il recente scandalo, che tanto recente non è, legato alla gestione del trasporto sanitario nella nostra provincia, ha permesso, nel servizio televisivo trasmesso dal programma “Le Iene”, di trovare la diffusione mediatica necessaria per attivare il meccanismo di indagine che dovrebbe fare luce su quella che, ad oggi, sembra presentarsi agli occhi dell’opinione pubblica, come una truffa di notevoli dimensioni. L’elemento principale, sul quale il reportage dell’emittente di Mediaset si è fondato, fa riferimento a degli esposti presentati alla Procura della Repubblica di Pesaro già cinque anni fa, oltre ad una serie di documenti e lettere precedentemente protocollate, utili per svelare la gravità di quanto denunciato. Ciò che ci preme sottolineare è la totale indifferenza prestata finora alle denunce dei lavoratori, prime vittime di questo sistema che li costringe a turni disumani. Segnalazioni abbondano anche da parte dei cittadini vittime del disservizio, ma le istituzioni le hanno sempre sfacciatamente ignorate. Il fatto che solamente la luce delle telecamere abbia dato un forte impulso nel rendere nota la vicenda, la dice lunga sull’intenzione degli apparati locali di voler far chiarezza sulla questione.

Aver atteso per tutto questo periodo ha dato l’opportunità a questo sistema di poter continuare a delinquere indisturbato.

Nella vicenda in questione le aziende private, titolari dell’appalto, avrebbero compiuto nel corso degli anni molteplici “irregolarità” contestualizzabili in una sistematica violazione del capitolato sottoscritto con l’azienda pubblica (ASUR). E’ lampante la totale assenza di controllo spettante all’ente pubblico, tale mancanza la si può considerare come uno dei più comuni vizi degli appalti pubblici, i quali andrebbero rivisti e, anzi, aboliti in un servizio essenziale come la sanità. Politici, dirigenti pubblici, fino ad arrivare agli uffici del Tribunale, hanno dato prova di totale inaffidabilità, con il loro connivente silenzio dimostrano la loro complicità con il diffondersi, sempre più frequente, del malaffare in ogni settore della vita pubblica.

In sostanza, l’emersione di questo malaffare diffuso, che i lavoratori con il loro esposto già avevano cercato di portare alla luce cinque anni fa, dipinge in maniera molto chiara la corruzione di un sistema che, cercando di trarre guadagno sulla pelle di chi sta male, non solo non riesce a migliorare la natura del servizio offerto, ma ruba vergognosamente risorse della collettività. Le favole sui vantaggi delle privatizzazioni si rivelano in tutta la loro menzognera natura: la verità è che solo una sanità pubblica e gratuita in tutti i suoi aspetti, sottratta dai giochi clientelari e del profitto, può essere in grado di soddisfare le esigenze della popolazione. Persino una rivendicazione così basilare, nell’epoca del massacro che il capitalismo in crisi sta perpetrando ai danni di lavoratori e popolazione povera, può essere attuata solo scardinando le logiche capitalistiche e ponendo le basi per il rinnovamento vero di una società capace di partire dai bisogni reali della sua popolazione e non più dalle logiche del profitto.

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