E’ una Consultinvest spezzata in due tronconi. L’analisi a freddo della terza, deludente, sconfitta

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19 ottobre 2015

PESARO – Mouhammad Faye ha segnato 19 punti e preso 14 rimbalzi, Luca Campani ha segnato 16 punti e catturato 6 rimbalzi, siamo pronti a scommettere che non sarà semplice, nelle prossime 27 partite, per questa volenterosa coppia di lunghi varesina riuscire a superare queste cifre. Non perché siano dei cattivi giocatori. Ma perché difficilmente troveranno una squadra avversaria così accomodante come la Consultinvest vista domenica sera. Vuelle che ha concesso la bellezza di 43 rimbalzi – 16 offensivi – e soprattutto non ha praticamente mai vinto un duello dentro l’area colorata. Con Walker che sembrava capitato lì per caso e con Shelton che avrebbe bisogno di una seduta personale di mezza giornata davanti al video, per capire come si può difendere nel campionato italiano senza commettere fallo ad ogni sospiro e che anche gli italiani sono in grado di fare canestro da fuori (vedi l’enorme libertà concessa ad Antonutti e Campani).

image-3Saranno anche peccati di gioventù che si potrebbero risolvere col passare delle giornate, ma è innegabile che la Consultinvest 2015-16 è una squadra spezzata in due tronconi. Con un reparto esterni che corre, ogni tanto segna e si passa il pallone con discreta efficacia. Ed un reparto lunghi che appare ancora un corpo estraneo, utile solo quando riesce a catturare un rimbalzo difensivo per far partire il contropiede, con il pick and roll tra play e pivot che sembra uno schema impossibile da eseguire in attacco e difficilissimo da fermare in fase difensiva, con uno scarico pulito dentro l’area che sembra una “mission impossible” da portare a termine. Forse i meno colpevoli sono i due lunghi italiani che partono dalla panchina, con Gazzotti che è il miglior biancorosso in queste prime tre giornate sia a rimbalzo (5.3 di media) che nel tiro da tre con un buon 5 su 10 complessivo; mentre Candussi, senza essere assolutamente un fenomeno, riesce a non combinare troppi danni nei minuti passati sul parquet e da un 21enne al suo debutto in serie A non era lecito attendersi molto di più.

image-2Ma come si risolve il problema? Le soluzioni sono due: la prima è quella attuata dalla dirigenza biancorossa nelle ultime stagioni, ovvero “bisogna aver pazienza”, “siamo una squadra nuova”, “ci vuole tempo coi giovani” etc. etc. E poi passano le giornate e la classifica continua a piangere, finché verso Natale, di fronte all’evidenza dei fatti e al perdurare dell’ultimo posto in classifica, si decide di cambiare e di rinforzare i punti deboli evidenti fin dalla prima giornata, sperando che non sia tropo tardi. Per la seconda soluzione, ci vorrebbe un atto di coraggio da parte dello staff biancorosso che, di fronte ad un altro paio di prove insufficienti dei suoi lunghi, dovrebbe ammettere l’errore, quasi inevitabile quando si prendono quattro rookie e mezzo, correndo ai ripari con l’ingaggio di un lungo comunitario con qualche anno d’esperienza, in grado di fare quelle cose semplici, come un tagliafuori, un canestro dopo un pick and roll o una stoppata (Pesaro ne ha piazzata solamente una in tre partite) che una coppia atipica come quella composta da Shelton e Walker non riesce a fare, vuoi per demeriti tecnici personali, vuoi per una generale mancanza di esperienza da parte della Vuelle.

Nel frattempo la classifica dice che a quota zero è rimasta solo Cantù insieme a Pesaro, ma i brianzoli hanno avuto un calendario molto più complicato rispetto a quello della Vuelle e a Reggio Emilia hanno buttato via 22 punti di vantaggio. Pistoia è addirittura prima a punteggio pieno e Capo D’Orlando ne ha vinte due su tre, potrebbero essere Varese – apparsa una squadra non irresistibile – Torino e Bologna le squadre sulle quali fare la corsa per il penultimo posto e, anche per questo, il match casalingo di domenica prossima contro la Virtus rischia già di essere decisivo, ma urge al più presto trovare quella continuità nel corso dei 40 minuti che finora è mancata alla Consultinvest, troppo molle in diversi frangenti, durante i quali subisce quei break difficili da recuperare, nonostante la buona volontà che fa capolino. Riteniamo ancora che questa Vuelle non sia una squadra così inferiore al resto della compagnia, ma o arriveranno i primi punti nell’immediato futuro o si dovrà mettere mano al portafoglio e porre rimedio a una situazione che da preoccupante, rischia di diventare veramente complicata.

 

I PIU’ …..

Giulio Gazzotti: Il miglior lungo pesarese di questo inizio di campionato, si conferma anche a Varese, rendendosi sempre utile con le triple, i rimbalzi e le piccole cose che non riescono ai suoi compagni di reparto.

Secondo quarto: Paolini prova la “zonetta” e Varese si inceppa, segnando solamente 14 punti contro i 23 dei biancorossi che raggiungono anche i sei punti di vantaggio sul 39 a 33, con Christon e Gazzotti sugli scudi.

Trevor Lacey: 17 punti, frutto di un ottimo 6 su 9 dal campo, 5 assist e 4 rimbalzi per Lacey che dovrebbe osare di più e prendersi maggiori responsabilità nell’arco dei 40 minuti.

… E I MENO DELLA SFIDA VARESE – PESARO

Reattività: I giocatori pesaresi arrivano sempre in ritardo sui palloni vaganti, sui rimbalzi contesi e sui recuperi difensivi, con le ciliegine di un paio di rimesse laterali consegnate direttamente nelle mani degli avversari.

Maurice Walker: Sapevamo che non fosse un mostro d’atletismo, ma confidavamo sulla sua tecnica e sulla sua stazza per farsi valere dentro l’area, invece non riesce mai a prendersi un tiro pulito e in difesa è spesso battuto negli uno contro uno, vale la pena aspettare una sua presunta crescita o è arrivato il momento di guardarsi intorno?

Perse – recuperate: 16 palle perse contro le sole tre recuperate, numeri che indicano l’enorme difficoltà dell’attacco biancorosso nel far girare coi giusti ritmi il pallone in fase offensiva, mentre la difesa non è quasi mai riuscita a complicare la vita ad Ukic e soci.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

image-1Di solito per uscire da uno stato di crisi, si deve ripartire dai propri punti di forza, ma quali sono i punti di forza della Consultinvest 2015-16? Si pensava potesse esserlo Semaj Christon, atleta capace di straordinari uno contro uno, con una capacità di arrivare al ferro da Nba, ma alla Vuelle servirebbe anche un vero regista, capace di far eseguire gli schemi e di coinvolgere i compagni con maggior assiduità e Christon non sembra proprio il playmaker dei tuoi sogni, anche se andrebbe rivisto con dei lunghi diversi rispetto a quelli attuali, in grado di trasformare in due punti i passaggi che gli capitano dentro l’area. Si pensava potesse esserlo Trevor Lacey, ma la guardia originaria dell’Alabama continua ad andare a sprazzi, alternando giocate da piano superiore a pause troppo lunghe ed evidenti, si pensava potesse esserlo Shaq McKissic, contropiedista eccellente e tiratore da fuori migliore delle previsioni, ma il buon Shaq non è un maestro della tattica e non sempre le sue giocate fuori dagli schemi si rivelano utili alla causa, un po’ come succede a Marco Ceron, sesto uomo dal rendimento ondivago ed imprevedibile.

Per un momento ci eravamo illusi potesse esserlo anche la nuova coppia di lunghi, arrivata dopo la decisione estiva di Lorant di rinunciare a 70.000 euro garantiti dalla Vuelle, per cercare fortuna altrove, finendo per ritornare nella natia Ungheria e la scelta di Wally Judge di continuare la sua carriera nel campionato israeliano, perché in fin dei conti Walker è un colosso di 210 cm per 145 kg – e stazza e peso dovrebbero avere la loro importanza nelle lotte dentro l’area – e la decisone di affiancare al centro canadese un quattro/cinque versatile come DJ Shelton sembrava condivisibile, ma non sempre le ciambelle riescono col buco e di buchi dentro l’area pesarese ce ne sono fin troppi.

Così, anche i non addetti ai lavori, si sono resi conto dopo appena tre giornate che è ancora Pesaro la squadra materasso del campionato, quella che tutti si augurano di affrontare per uscire dal loro stato di crisi, ma prima che la crisi della Consultinvest diventi cronica, c’è ancora tempo per porre rimedio alla situazione, in un campionato italiano dove il livello medio si abbassa ad ogni giornata e dove basta davvero poco per effettuare quel salto di qualità necessario per non dover guardare tutti dal basso, riuscirà la Vuelle a spiccare il salto da sola o avrà bisogno di una spinta proveniente dai nuovi arrivati? Alla dirigenza biancorossa l’ardua risposta.

DAGLI ALTRI PARQUET

Ancora un turno dagli esiti imprevedibili questa terza giornata, con tanti risultati inattesi a partire dal 74 a 54 rifilato a casa propria dalla sempre più sorprendente Pistoia, alla Dolomiti Energia Trento, con i toscani che sono ancora a punteggio pieno insieme a Reggio Emilia, che recupera venti punti a Cantù e vince solo dopo un supplementare, cadono in casa anche i campioni D’Italia di Sassari, superati con merito dalla mina vagante Brindisi e la Virtus Bologna – prossima avversaria della Vuelle – battuta senza discussione da Capo D’Orlando, successo esterno anche per Venezia ai danni di una Manital Torino priva di Mancinelli, mentre la Vanoli Cremona conquista i suoi primi due punti superando agevolmente la Pasta Reggia Caserta, in una terza giornata che si concluderà stasera con il posticipo tra Avellino e Milano.

 

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