L’Osservatorio: la priorità è il diritto alla salute dei cittadini

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20 ottobre 2015

PESARO – “Nelle ultime settimane – rileva l’Osservatorio sulla sanità – si sono rincorse le puntualizzazioni sullo stato del sistema sanitario e sulle prospettive dell’Ospedale unico. Non ci sembra giusto la contrapposizione fra le scelte scellerate della Regione che hanno determinato la disparità di posti letto sul territorio regionale a danno della nostra provincia e il depotenziamento della rete ospedaliera locale e la realizzazione dell’Ospedale unico Pesaro-Fano che a nostro giudizio corrisponde alla esigenza di dotare le Marche del nord di una struttura ospedaliera moderna ed efficiente in grado di sanare il deficit qualitativo e quantitativo degli attuali livelli di assistenza ed intercettare i flussi della mobilità passiva”.

“Semmai – insiste l’Osservatorio – c’è da chiedersi e chiedere spiegazioni sull’inutile e pretestuoso balletto sulla sua localizzazione e sui ritardi regionali relativi al reperimento delle risorse finanziarie utili alla sua costruzione e alla definizione delle conseguenti procedure. L’Ospedale unico e nuovo rappresenta una sfida decisiva per la qualificazione del sistema sanitario pesarese nella prospettiva di soddisfare compiutamente il diritto alla salute dei nostri concittadini”.

“Altra cosa, largamente condivisibile – sottolinea l’Osservatorio – è l’esigenza di un percorso partecipato in grado di consentire il pieno coinvolgimento del sistema delle autonomie locali e soprattutto dei cittadini sulla progettazione, realizzazione e gestione dell’opera. Ora sta al presidente Ceriscioli accantonare la strategia delle chiacchiere inutili e giocare le carte giuste, che vuol dire, codificare la scelta, deliberare il sito, trovare le risorse finanziarie occorrenti, far partire elaborare il progetto, definire le modalità di partecipazione dei privati e disporre l’apertura del cantiere. Per quanto concerne invece la cura per debellare la piaga delle lise d’attesa che continua a condizionare negativamente il livello dei servizi e delle prestazioni sanitarie sul territorio, ci spiace dover prendere atto che il dibattito in corso appare sempre più prigioniero di superati e inutili schemi ideologici”.

“La questione di fondo a nostro giudizio – sottolinea il portavoce dell’Osservatorio Roberto Giannotti – era ed è il diritto alla salute dei cittadini e quindi ben vengano tutte le iniziative che possono contribuire a migliorare il livello delle prestazioni sanitarie sul territorio. Un dato è certo, attualmente, tale diritto è precluso dalla inadeguatezza del servizio pubblico che produce tempi d’attesa lunghissimi per le prestazioni e favorisce l’emigrazione sanitaria extra regionale con le conseguenze accertate sul piano dell’aumento dei costi e del disagio per i pazienti. La ricetta per affrontare tale grave situazione non può essere quindi che quella di rafforzare l’offerta sanitaria ed ospedaliera del nostro territorio. E ciò può avvenire solo rimuovendo le cause che ancora ostacolano la piena operatività del servizio pubblico e attraverso la utilizzazione delle opportunità offerte dal servizio sanitario privato. Quello che conta e interessa i cittadini è poter fare finalmente riferimento su servizi sanitari adeguati ed efficienti e non un inutile sterile dibattito ideologico sul monopolio pubblico e sul ruolo del privato nel settore della sanità”.

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