Shunga, Kamasutra: immagini raffinate di uomini e donne. Il focus culturale di de.Sidera

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21 ottobre 2015

d.ssa Arianna Finocchi*

Paesi dalle molte contraddizioni, quelli orientali e medio-orientali. Ci propongono una divisione dei ruoli uomo/donna molto netti e, a volte, esageratamente impari e, al contempo, sono luoghi dove le persone leggono fumetti manga pornografici in metropolitana, o comprano mutandine usate nei distributori automatici.

shunga2Parliamo in particolare del Giappone che nella prima età moderna (1600-1868) aveva fortemente interiorizzato le idee occidentali di “morale” e di “pornografia” e per il quale immagini e letture erotiche rappresentavano sinonimo di imbarazzo e scandalo. Le Shunga letteralmente “immagini della primavera” (eufemismo della sessualità) sono delle stampe erotiche che hanno visto la loro massima diffusione durante lo shogunato Tokugawa (1603 – 1868) e fanno parte dell’immaginario dell’Ukiyo-e “immagini del mondo fluttuante”, che venivano utilizzate in particolare nei separè e paraventi. Le Stampe Shunga erano molto apprezzate dai contemporanei, venivano anche utilizzate per illustrare romanzi erotici e vademecum per giovani spose e cortigiane, ma hanno visto un periodo buio in cui erano considerate delle mere immagini pornografiche, nonostante il loro altissimo valore artistico oggi giustamente riconosciuto. L’arte Shunga si pensa sia nata in Cina, ispirandosi alle illustrazioni di manuali di medicina durante l’epoca Muromachi (1336-1573), in cui si tendeva ad esagerare le dimensioni dei genitali. I personaggi più frequenti ritratti nell’arte Shunga sono geishe e prostitute ed i temi riguardano tutte le varie espressioni sessuali, per tutti i gusti, ivi compresa la zooerastia (animali).

Per noi occidentali, le stampe che più hanno invaso la scena erotica sono quelle riportate nel famosissimo Kama-sutra, il testo di educazione erotica per eccellenza del mondo orientale. Lo scopo di questo testo è quello di attirare l’attenzione, cercando di porvi rimedio, su un problema attuale di proporzioni preoccupanti: il tramonto dell’erotismo. Sembrerà strano, visto che mai come oggi nella storia dell’umanità è stata riconosciuta tanta importanza ed attenzione alla pratica del sesso: il sesso è ovunque (libri, televisione, cinema, cartelloni pubblicitari) in gran parte nel cyberspazio. Il problema forse è proprio in questa sovraesposizione! Il Kama-sutra è il manuale dell’amore intelligente, pronto ad investire in ciò che conduce alla soddisfazione sia dell’uomo ma e soprattutto della donna. Vi si intima agli uomini di rispettare la sessualità femminile, il suo monito costante è che l’uomo deve fare ciò che fa piacere alla donna, interpretarne le esigenze e capirne le aspettative. Purtroppo nel nostro sistema culturale un testo “sacro” come questo viene spesso ridicolizzato e menzionato senza cognizione di causa, nei discorsi che sorgono fra uomini cosiddetti virili o nelle coppie che si stuzzicano senza sapere in realtà a cosa si riferiscono. Il Kama-sutra è un testo della cultura orientale, indiana in particolare, scritto da illustri saggi che fondevano preghiera e promiscuità in una armonia così naturale da rimanere in erezione mentre pregavano e dediti alla preghiera mentre erano in erezione. Un connubio che noi occidentali non solo non conosciamo ma che volutamente e con imbarazzo separiamo.

shunga1Shunga, illustrazioni erotiche dei testi, miniature erotiche persiane e tante altre immagini che raffigurano il coito sono normali rappresentazioni che indicano come si deve comportare una coppia durante l’intimità per avere una soddisfacente vita sessuale; sono immagini che dall’altra parte del pianeta fanno oramai parte della cultura, dell’immaginario e del quotidiano di uomini e donne normalissimi e che noi invece spesso abbiamo giudicato come volgari e scandalose. Una particolarità è che queste figure, impegnate in atti erotici, non sono sempre nude, ma vestite (in particolare le Shunga non lo sono mai): questo è spiegabile con il fatto che c’era una certa abitudine a frequentare terme e bagni pubblici, dove la nudità era la norma. Le figure vestite apparivano dunque più erotiche. Nelle raffigurazioni vediamo uomini insieme a donne, uomini con uomini, donne con donne, uomini con molte donne che fanno l’amore ovunque e in tutte le posizioni, ma non necessariamente senza veli. Oltre che ai vestiti, l’elemento trasgressivo è a volte dato dalla presenza dei bambini che, negli Shunga, simboleggiano l’innocenza contrapposta all’esperienza sessuale degli adulti. Ci tuffiamo quindi a capofitto in un mondo sessuale che si rivela divertente e, nonostante tutto, mai volgare. Queste immagini servivano per insegnare l’educazione sessuale ai giovani inesperti, veniva regalato alle future spose per istruirsi sul sesso, ma anche alle prostitute, per eccitare i clienti. Inoltre, erano ritenute dei portafortuna. Gli Shunga, tramite le immagini, promuovevano una visione positiva del piacere sessuale, insomma il mondo della sex art nel primo Giappone moderno. Avrebbero lo stesso effetto su di noi immagini di questo tipo, quando nei cartelloni pubblicitari sparsi per le nostre città i corpi sono quasi completamente nudi? Riuscirebbe un’opera pittorica così raffinata a svegliare e risvegliare i sensi di noi occidentali? Sembra che la prerogativa di un mondo come il nostro sia quella del “verismo”, ci colpisce se è vero, quasi tangibile, quasi vivo. Contribuisce infatti ad uccidere l’arte Shunga l’introduzione della fotografia, che ci fornisce un’immagine più reale, più vicina a quella che veramente vorremmo davanti ai nostri occhi nei momenti di intimità, anche solamente con noi stessi. L’eros dipinto in Oriente è sensuale, a volte grottesco, a volte dolce e delicato e affronta tutte le sfumature della sessualità, sia eterosessuale che omosessuale; si rivolge a uomini e donne, giovani e anziani, esperti e digiuni….come dicevo in precedenza, dalle molte contraddizioni!

 

* de.Sidera

Chi siamo:
L’associazione di psicologia e sessuologia “de.Sidera” vuole essere uno spazio culturale di discussione di tematiche psico-sessuologiche, un momento per riflettere sulla propria sessualità, per rendersi consapevoli che il piacere, in ogni ambito, è accessibile, basta volerlo.

L’ associazione “de.Sidera” è formata da psicologhe e sessuologhe e si occupa inoltre di servizi alla persona attraverso consulenze all’individuo, alla famiglia e alla coppia e fornisce servizi di consulenze ai professionisti.

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