Urbino e Tavoleto tra fusioni, incorporazioni, referendum, ma, soprattutto, tante perplessità

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23 ottobre 2015

URBINO – Fusione si, fusione no. C’è chi ha una posizione netta e chi invece ancora vuole capirne di più. Proprio come nel dicembre 2013 nella nostra provincia si tornerà a votare per scegliere. Ma con una differenza. Nel dicembre di due anni fa erano chiamati al voto i cittadini di Sant’Angelo in Lizzola e Colbordolo per la nascita di un nuovo comune che si sarebbe poi chiamato Vallefoglia. Idem per Lunano, Piandimeleto e Belforte all’Isauro. Ma lì il voto popolare optò per il no.
Quest’anno si torna al referendum che però tasterà il polso non per una fusione ma per due annessioni per accorpamento. Pesaro e Mombaroccio, Urbino e Tavoleto.

Urbino centro storico

Urbino

Da entrambe la parti, i cittadini che sono contrari, lamentano la mancata informazione da parte degli amministratori per quanto riguarda la scelta. Malcontento che è sfociato, nel caso di Mombaroccio, con vere e proprie manifestazioni pubbliche. Come scioperi dei musei e “funerale” del Comune. Mentre a Tavoleto, sotto questo punto di vista, il clima è più “dormiente”.
Il primo cittadino di Tavoleto, Nello Gresta, è convinto che gli abitanti stiano capendo l’importanza di tale operazione che, altrimenti, avrebbe portato alla richiesta di commissariamento il prossimo anno.
Ad aggiungere benzina sul fuoco, dopo le sedute dei Consigli comunali, la legge regionale che non sarebbe conforme a quella nazionale, ma ci sarà una deroga, visto che quelli che sono considerati dai promotori come benefici rischierebbero il prossimo anno di non esserci più: annullamento del patto di stabilità per il Comune e sblocco di fondi per 10 anni per il Municipio che confluirà. Ad Urbino inoltre si risanerà la situazione abitanti, che nell’ultimo anno avrebbe avuto un drastico calo.
Parlando del Comune di Tavoleto, governato da una giunta Dem, andrà ad inserirsi in una amministrazione Civica, dove il Pd siede nei banchi della minoranza.  Una deroga perché, secondo la legge Delrio, bisogna passare attraverso un referendum per sapere cosa ne pensano i cittadini e poi portare in Consiglio comunale la richiesta e tutto l’iter, ma ormai in Regione le procedure erano state avviate e si sarebbe rischiato di non riuscire nell’operazione entro dicembre.

Panorama su Tavoleto

Panorama su Tavoleto

Ancora non ci sono date certe sul referendum consuntivo. Si parla della seconda domenica di dicembre, ma nulla di ufficiale. E tra 10 giorni partiranno, a Tavoleto e Urbino, una serie di incontri per spiegare alla popolazione questo passaggio. Dalla sede ducale del partito criticano i modi avuti dal sindaco Maurizio Gambini che non avrebbe agito dal basso, ma avrebbe reso nota l’operazione, anche ai consiglieri, a cose fatte, “evitando un coinvolgimento dal basso”. Si ritengono comunque favorevoli a unioni e fusioni. Lo stesso Gresta ha spiegato come una serie di incontri, verso questa direzione, erano già iniziati con la giunta Corbucci, poi interrotti con il cambio dell’Amministrazione:”Dobbiamo guardare ai Comuni più grandi che possono offrirci qualcosa di più. Per noi sarebbe più logico andare verso la Romagna che dista dalla piazza del paese meno di 3 chilometri. Ma non è possibile.”
Il Pd di Urbino sta girando i 10 circoli per illustrare le attività svolte, ma come spiega il segretario Scaramucci, “Ora il primo punto punto all’ordine del giorno nei nostri incontro è la fusione per incorporazione con Tavoleto. Se questa fusione si farà abbiamo già pensato di ripristinare un circolo a Tavoleto e sarà l’11simo del Pd urbinate. Comunque siamo felici che d’ora in poi, quando si dovrà decidere per una fusione, si dovrà prima ascoltare il parere della popolazione.”

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