La Consultinvest cancella lo zero nello strano campionato “comandato” da Pistoia. L’analisi di Perugini

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26 ottobre 2015

PESARO – E’ senza dubbio un campionato strano quello che stiamo vivendo in questo inizio di stagione. Un campionato dove chi avesse scommesso un mese fa, una moneta con l’effigie del sommo Dante Alighieri sul primo posto solitario di Pistoia, si ritroverebbe oggi nel portafoglio due banconote di colore viola. Dove le “big” non sempre riescono a fare le grandi e d’altro canto basta vedere i trentelli rimediati da Milano e Sassari in Eurolega, per capire come la pallacanestro italiana sia ormai poca cosa nel panorama europeo e dove le gerarchie non sono ancora ben delineate. Basta dare un’occhiata alla classifica per comprendere come le previsioni della vigilia non sono state finora rispettate, con otto formazioni a due punti, compresa Pesaro, che finalmente riesce a muovere la sua classifica vincendo la sfida contro una Bologna povera di contenuti e di uomini, senza Pittman e con Ray a mezzo servizio.

 

Certamente col passare del tempo la classifica troverà il suo equilibrio, ma è innegabile che in queste prime quattro giornate si sta faticando a trovare una squadra che esprima una bella pallacanestro, con tante partite dal punteggio basso (tre sole formazioni stanno viaggiando ad una media superiore agli 80 punti) e un abuso del tiro da tre, dove non sono gli attacchi a decidere le partite, ma la solidità difensiva, dove chi ha dei lunghi appena superiori alla media, cerca di sfruttarli al meglio, mentre chi ha problemi sotto canestro, si rifugia nella difesa a zona, cercando così di presidiare la propria area.

Vuelle Consultinvest

Tifo Vuelle contro la Virtus

E in questo casino cestistico, la Vuelle ci sguazza beatamente, giocando un basket che sembra la quintessenza della confusione che regna sui parquet italici. Con partite caratterizzate da break clamorosi, dove Pesaro sembra pronta per i playoff, a contro-break altrettanto clamorosi, dove la Consultinvest sembra già essere pronta per la retrocessione in serie A2 inevitabile per una squadra che si conferma divisa in due tronconi. Con un reparto esterni che vive di luce propria, dove Christon, Mc Kissic e Lacey si alternano nelle realizzazioni, con Ceron pronto a subentrargli in caso di necessità e un reparto lunghi che sembra ancora un corpo estraneo, dove Gazzotti è encomiabile, ma non è in grado di cambiare le sorti del match da solo, dove Candussi dimostra tutti i suoi 20 anni e dove soprattutto, i due lunghi titolari stanno accusando un calo evidente di rendimento match dopo match, trascinando nella loro crisi tecnica e personale tutta la Vuelle. Perché la pallacanestro rimane uno sport che si gioca cinque contro cinque ed è impensabile continuare in queste condizioni. Dove Walker e Shelton vengono scientificamente ignorati dai propri compagni, che ormai hanno preso coscienza dei loro limiti ed evitano di coinvolgerli negli schemi offensivi. Ma giocando tre contro cinque, i tre esterni sono costretti a fare degli uno contro uno continui, con inevitabili forzature sia al tiro, sia in penetrazione. E basterebbe dare un’occhiata al numero degli assist (cinque)ì per comprendere come non si possa continuare in queste condizioni. Anche perché la parte facile del calendario è finita e le due trasferte – Reggio Emilia e Trento – che attendono la Vuelle nei prossimi quindici giorni, non sono proprio l’ideale per risalire la classifica.

Vuelle ConsultinvestMa, nonostante tutto, ancora ci crediamo in questa Consultinvest. Che in queste prime quattro giornate ha dato segnali di essere una squadra con margini di crescita enormi. Una volta rimediato all’errore di costruzione sotto canestro, in fin dei conti il differenziale tra punti segnati e subiti è di soli sette punti (nel 2014 di questi tempi era -74) e, anche nelle tre sconfitte rimediate da Pesaro finora, né Avellino, né Varese, né la capolista Pistoia sono sembrate squadre inarrivabili – tutt’altro – confermando l’assoluto equilibrio che ha regnato finora nel campionato italiano. Basterebbe poco alla Vuelle per rimanere nel gruppone, basterebbero un paio di mestieranti sotto canestro (tanto per non fare nomi, Trasolini anche domenica ha segnato 31 punti) in grado di fare il loro dovere in attacco e di dare una bella mano in difesa. Quando si conoscono le cause della malattia è più facile per un dottore eseguire una diagnosi e non ci vuole un luminare per guarire la Vuelle da un malessere diffuso, ma che ancora si può estirpare con un paio di antibiotici di buona marca, provenienti magari dall’est europeo.

I PIU’ ……

Primo e terzo quarto:

Pesaro vola fino a 20 punti di vantaggio nei quarti dispari, grazie ad una difesa attenta che le consente di recuperare palloni e rimbalzi per far partire un contropiede orchestrato da Christon e finalizzato da Lacey e McKissic, quando riesce a correre, Pesaro sembra in grado di giocarsela alla pari con tutti, peccato che poi arrivano anche i quarti pari …..

Mc Kissic e Gazzotti

Mc Kissic e Gazzotti

Giulio Gazzotti: Anche se le triple non gli sono entrate come nei match precedenti, Gazzotti non si perde d’animo e si rende utile con 11 rimbalzi, una buona difesa e tanta voglia di lottare sotto le plance, dove usa fisico e gomiti per farsi largo, coach Paolini gli concede fiducia e lo lascia sul parquet per 33 minuti, stesso minutaggio della coppia Walker-Shelton, che dovrebbe essere quella che inizia e finisce le partite.

Shaquielle McKissic: Ancora una doppia- doppia per Shaq che sta viaggiando a 18 punti e 7 rimbalzi di media, dimostrando di poter essere una delle più belle sorprese di questo campionato.

 

…. E I MENO DELLA SFIDA BOLOGNA – PESARO

D.J. SHELTON: Non gli fa bene neanche partire dalla panchina, perché appena mette piede sul parquet trova il modo di commettere due falli da pollo, dimenticandosi poi di difendere su Mazzola, che contro di lui va a nozze, almeno Walker si è reso utile in fase difensiva, mentre Shelton sembra in piena confusione tecnica ed emotiva, la Vuelle sembra volergli ancora concedere fiducia, sicuri che sia la scelta giusta?

Tiri liberi: Nove errori su venticinque liberi tentati, ne sbagliano un paio di troppo anche Lacey e Christon, ovvero coloro che andranno in lunetta più dei compagni in questo campionato, per una Vuelle che sta tirando complessivamente sotto il 70%, mettersi sotto in allenamento, please.

Rimbalzi: I 17 rimbalzi offensivi concessi a Bologna, hanno rischiato di far perdere il match alla Vuelle che non ha potuto contare sul contributo dei suoi lunghi titolari e si è dovuta arrangiare con Gazzotti, McKissic e Lacey, non chiediamo la luna, ma un centro che viaggi ad una media superiore ai 3 rimbalzi di media sarebbe gradito.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Coach Paolini a colloquio col gruppo

Coach Paolini a colloquio col gruppo

Non è stata sicuramente una bella partita quella tra Vuelle e Virtus e basta dare un’occhiata alle statistiche per capire come Bologna ci abbia messo del suo per far lasciare a Pesaro lo zero in classifica. Con una percentuale dal campo del 27% (19 su 70) e non è che la difesa pesarese sia sempre stata all’altezza della situazione, anche se bisogna prendere atto che nel primo e nel terzo quarto, la Consultinvest è stata brava a sporcare i passaggi dentro l’area ai lunghi bolognesi, recuperando così quei palloni che le hanno consentito di volare in contropiede e piazzare un paio di break importanti, finendo avanti nel punteggio anche di venti lunghezze, vantaggi effimeri, puntualmente svaniti appena l’intensità difensiva è calata. Pesaro ha comunque meritato di vincere, restando sempre avanti nel punteggio, cavalcando la buona serata complessiva di Christon e un tempo a testa di McKissic (il primo) e di Lacey (il secondo), con Gazzotti e Ceron che hanno doto il loro contributo in una Consultinvest che non è riuscita a superare quota 70, con soli sei uomini a segno. E se da Basile non ci aspettiamo molto di più (cinque punti segnati in quattro partite) è impensabile che Shelton (5.8) e Walker (5.0) continuino ad essere così poco pericolosi offensivamente, dando la possibilità alle difese avversarie di concentrarsi sugli esterni con raddoppi sistematici che non gli rendono la vita facile.

Solitamente le vittorie servono per infondere fiducia al gruppo e di fiducia questa Vuelle sembra proprio averne bisogno. Così come i suoi tifosi. Che ormai stanno imparando la lezione e non si sentono tranquilli neanche sul più cinque a quattro secondi dalla sirena, non fidandosi dei vantaggi acquisiti che si sciolgono come la brina alla prima luce del mattino. Ma per questa settimana possono essere soddisfatti di una classifica che li vede sì ultimi, ma in compagnia della stessa Bologna, di Cantù e Torino e di Avellino e Caserta. Ovvero cinque formazioni (a cui potremmo aggiungere Varese, anche se i lombardi ancora devono giocare contro Sassari), sulle quali poter fare la corsa per evitare l’ultimo posto, perché se è vero che Pesaro ha tanti problemi da risolvere, non è che in giro ci sia molto di meglio.

DAGLI ALTRI PARQUET

Pistoia rimane da sola al comando, anche se Avellino ha provato a mettere il bastone tra le ruote ai ragazzi di Esposito che hanno dovuto rimontare 15 punti di svantaggio, perde l’imbattibilità Reggio Emilia che non riesce a superare una coriacea Capo D’Orlando, con gli emiliani che vengono affiancati al secondo posto dagli stessi siciliani, da Trento, che sabato sera aveva regolato a domicilio Brindisi, da Venezia, che travolge Cremona concedendo ai lombardi solo 51 punti e dall’Armani Milano, che nel posticipo sbanca abbastanza agevolmente il parquet della Pasta Reggia Caserta, Cantù trova la prima vittoria stagionale superando Torino nello scontro diretto, in una quarta giornata che si concluderà stasera con il posticipo tra Varese e Sassari.

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