Cecconi e Fabbri (M5S): “Non si può ridurre la ferrovia Fano-Urbino a una ciclabile”

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29 ottobre 2015

URBINO –  “Rimaniamo di stucco nell’apprendere che il presidente della commissione Lavori Pubblici della Regione, il consigliere Biancani, pensi davvero di ridurre la ferrovia Fano – Urbino ad una pista ciclabile.” Lo affermano in una nota congiunta  il deputato Andrea Cecconi e il consigliere regionale Piergiorgio Fabbri, commentando l’approvazione della mozione Biancani per l’acquisizione della ferrovia da parte della Regione. “Viviamo in un momento storico in cui la creazione di nuove infrastrutture è vissuta come ipotesi fantascientifica e qua si pensa di estirparne una già esistente: è un atteggiamento tremendamente superficiale.”
Andrea Cecconi, deputato del Movimento 5 Stelle

Andrea Cecconi, deputato del Movimento 5 Stelle

“Innanzi tutto va detto – proseguono – che i due progetti, quello della pista ciclabile e del ripristino della linea ferroviaria, non sono alternativi, ma possono coesistere e giungere a realizzazione. Allo stesso modo, porre mano alla riattivazione della ferrovia comporterebbe un importante stimolo economico per il territorio, potendosi anche approfittare dei cantieri per la stesura della fibra ottica per le aree interne, riducendo enormemente il divario anche tecnologico tra la costa e l’entroterra.” I pentastellati, poi, si soffermano sull’utilità che potrebbe trarsi dalla riapertura della ferrovia. “Avere un nuovo collegamento viario, oggi giorno, è di una importanza cruciale, specie se consideriamo i tempi in cui viviamo, caratterizzati da una mobilità congestionata e troppo spesso vittima di infrastrutture inadatte. Dal presidente della commissione Infrastrutture e Trasporti ci si aspetterebbe un atteggiamento più lungimirante anziché proporne la cancellazione, in favore dell’ennesima colata di cemento.”

 

Piergiorgio Fabbri

Piergiorgio Fabbri

“Basterebbe che Biancani si facesse un giro tra i comuni toccati dalla linea ferroviaria per rendersi conto che questi sono i principali sostenitori del ripristino della via ferrata.” Spiegano Cecconi e Fabbri. “La richiesta di servizi e di efficientamento, nell’entroterra è sempre più pressante eppure l’attenzione delle amministrazioni regionali rimane focalizzata sulle aree costiere, dimenticandosi le straordinarie potenzialità turistiche dei nostri paesaggi e la capacità di produrre ricchezza e qualità delle zone interne.”

“La Fano – Urbino, così come la Fabriano – Pergola, sono strutture già esistenti che richiedono semplicemente una riqualificazione. In molte zone del nord Italia – puntualizzano – le amministrazioni locali hanno saputo cogliere l’occasione, creando mobilità, servizi ed opportunità nuove.” Ma secondo il deputato e il consigliere la questione è politica “Il Pd, con il governatore Ceriscioli, già in campagna elettorale millantava la creazione di una pista ciclabile: è una questione di priorità.

Riattivare una infrastruttura con 80-100 milioni è da considerarsi un investimento minimo, se può generare ricchezza ed essere recuperato sul lungo periodo, come in questo caso. Ma ci vorrebbe una lungimiranza e un’attenzione alle zone interne che questa giunta non ha.” Ma per i grillini c’è della coerenza: “Ciò che succederà, invece, è che vedranno la luce i progetti di Ricci, che da presidente della Provincia aveva pensato di sfruttare quel tragitto per il trasporto dell’acqua delle zone interne verso la costa. E questo è in linea con la ‘direzione cambiamento’ di Ceriscioli: favorire gli interessi dei grandi gruppi come Hera, a scapito della qualità della vita dei marchigiani.
Nel frattempo i cittadini assistono al continuo sgretolarsi dei propri diritti, prima per mano di Spacca e ora grazie a Ceriscioli. Quando si dice ‘trova le differenze’…”

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