Carni lavorate, la Confcommercio: “Riportare i dati nel giusto contesto e alla loro finalità”

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2 novembre 2015

Carni lavoratePESARO – “Non vogliamo sottovalutare l’allarme lanciato dall’Organizzazione mondiale della sanità ma i dati vanno riportati al loro giusto contesto e alla loro finalità”. Così la Confcommercio di Pesaro e Urbino invita a fare chiarezza sulle carni rosse e le carni lavorate.

“Le informazioni di questi giorni – spiega – sono un’occasione per fare educazione e, invece, si sta diffondendo un allarmismo non giustificato. I dati dello studio, innanzitutto, partono da un consumo pro capite molto superiore a quello italiano e non ci sono indagini che dicano puntualmente quale sia la soglia oltre la quale il consumo di carne rossa e carne lavorata può essere considerato potenzialmente cancerogeno. Se poi ci si prende il tempo per fare ricerche più approfondite si scopre che altri studi, di qualificati esperti, dicono che un modesto consumo di carne è salutare”.

“Pertanto – conclude la nota della Confcommercio – riteniamo che le informazioni di questi giorni debbano riacquisire lo spirito originario che non è quello di fare terrorismo, ma di stimolare una corretta educazione alimentare, dove gli eccessi, di qualsiasi natura, sono potenzialmente nocivi. Gli italiani sono tra le persone più longeve al mondo e la carne e i salumi hanno sempre fatto parte della nostra cultura. Ora sappiamo che è opportuno non eccedere nei consumi, ma questo non significa che ci si debba mettere in allarme come purtroppo sta accadendo in questi giorni”.

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