Spese pazze in Regione, Rossi e il FAP aspettano i rinvii a giudizio

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2 novembre 2015

Giacomo Rossi (Fap)

Giacomo Rossi (Fap)

ANCONA – Continua la protesta per la vicenda delle spese pazze nella Regione Marche. Giacomo Rossi, presidente del movimento civico Fronte di Azione Popolare Pesaro e Urbino, mesi fa aveva persino organizzato una manifestazione in Ancona insieme ad un gruppo di liberi cittadini, rinominatisi poi “Quelli del San Crispino”, in riferimento al famoso vino che uno dei consiglieri si fece rimborsare. Dice Rossi: “Proprio nei giorni scorsi è stata chiusa l’inchiesta di questa nota, grave e tanto triste vicenda. Ci auguriamo tutti che si vada verso il rinvio a giudizio dei 66 indagati che tengo a precisare, dilapidarono ben 1 milione e 200 mila euro nel giro di pochissimi anni. Sottolineiamo che nel caso di questa inchiesta, si potrebbe dire che non sussiste nemmeno la presunzione di innocenza in quanto la colpevolezza degli indagati è già insita nei numeri delle loro spese pazze sostenute, forniti direttamente alla magistratura dagli stessi consiglieri. Tra l’altro le stesse spese non rientrano nemmeno in un giustificativo del attività consiliari visto che qui si parla di rimborsi relativi ad assurdità come cene, oggetti personali, convegni mai fatti e per l’appunto il “buon vino S. Crispino”. Massima fiducia nel lavoro della magistratura che speriamo possa far pagare queste ruberie ai consiglieri indagati che in alcuni casi, siedono ancora in Consiglio regionale”.

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