Quale futuro per il S. Marta? Le domande di Zucchi (Sel): “La nuova scuola al Campus è solo una promessa, ma nel frattempo?”

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3 novembre 2015

Andrea Zucchi*
Leggiamo delle preoccupazioni di studenti, genitori e di tutti coloro che lavorano all’istituto Santa Marta di Pesaro, che vedono fermarsi i lavori di ristrutturazione all’interno della loro scuola per mancanza di fondi, e non possiamo che condividere i loro timori, e testimoniargli la nostra vicinanza.
Andrea Zucchi

Andrea Zucchi

Come accade sempre più spesso, chi gestisce la cosa pubblica non è infatti in grado di fornire adeguate rassicurazioni, denunciando mancanza di progettualità e forse anche di trasparenza. Ne risulta un “vogliamo, ma non possiamo, ma faremo”. Esistono un piano A o un piano B? Non è accettabile l’attuale incertezza. O infatti chi dovrebbe proporre soluzioni ha una sua idea, ma si guarda bene dal renderla nota, perchè forse non piacerebbe, o questi amministratori vivono alla giornata sperando in un qualche provvidenziale intervento, magari un aiuto da un governo che si rivela invece ogni giorno sempre più preso dal reperire fondi – ancora tagliando drasticamente la spesa pubblica – e quindi da destinare non certo all’istruzione, come promesso fin dal principio, ma piuttosto in una più redditizia, in meri termini di consenso, campagna di riduzione delle tasse.

Fatto sta che, dopo un colpevole passato in cui sono stati sottovalutati i rischi strutturali di questa ed altre scuole, fino ad arrivare a situazioni di rischio per chi le frequenta e ci vive, con crolli e pericoli vari, ci si è ritrovati con un presente in cui si deve gestire l’emergenza, con i forti disagi che comporta per chi vive la scuola, visto lo spezzatino di classi sparpagliate su diverse strutture ospitanti attrezzate alla meglio.
Il futuro prossimo dovrebbe vedere il rientro graduale nella sede originaria, ma la provincia è alla disperata ricerca di fondi che non paiono esserci, per cui i lavori sono fermi, e chi attualmente ospita classi e laboratori prima o poi li reclamerà.
Alberghiero Santa Marta

Alberghiero Santa Marta

Ecco allora che una progettualità sana dovrebbe legare il futuro prossimo a quello remoto. Si riparla di una nuova scuola al campus, con fondi INAIL, eliminando per fortuna, a quanto sembra, gli scandalosi progetti precedenti, già bloccati dall’ottimo lavoro del Comitato Salviamo il Campus, che prevedevano con la scusa dell’edificio scolastico una cementificazione dell’intera area devastante e speculativa. Ma ammettendo che si riescano ad intercettare questi fondi INAIL, cosa per niente scontata, ci vorrà comunque del tempo prima di vedere il nuovo plesso, e nel frattempo i ragazzi del Santa Marta dove dovrebbero andare? E cosa si farebbe poi della struttura attuale? Per risanarla si dovrebbero comunque investirci parecchi soldi, a meno che non si pensi di tirare avanti nell’emergenza lasciandoli sparsi per la città e su diverse sedi. Non è forse il caso allora di abbandonare l’idea di sempre nuovo cemento, e di far confluire ogni risorsa sulla sede attuale, e celermente? La logica del buon padre di famiglia imporrebbe di seguire il principio di realtà e di responsabilità, e di non spendere i soldi, che già mancano, su due sedi, la vecchia e la nuova, ma di concentrarsi su una sola, che non potrebbe che essere quella già esistente, per i motivi di cui sopra. Forse i nostri amministratori non sanno che esistono ad esempio moderne imprese – le ESCO, energy service company – in grado di finanziare e realizzare interventi di efficientamento energetico su edifici scolastici, completamente a costo zero, garantendo un risparmio futuro e ripagandosi da sole con quanto risparmiato. Si potrebbe partire da qui, oltre alla ricerca di denari a tutti i livelli. O si potrebbe chiedere, in virtù dei buoni rapporti della classe politica locale col presidente Renzi, di ricordarsi anche delle scuole, oltre che di Rossini e delle ciclabili, sbloccando davvero fondi per renderle agibili e sicure…

I ragazzi sono il nostro futuro, ma non sembrano avere diritto ad averne uno proprio. Siamo consapevoli delle difficoltà economiche degli enti locali, ed infatti nessuno reclama miracoli, ma semplici chiarezza e trasparenza: basterebbe solo qualche risposta alle domande che tutti ci stiamo ponendo.

 

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