Apertura dei marchigiani alle unioni gay: favorevoli 2 su 3. La ricerca di Sigma Consulting

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4 novembre 2015

ANCONA – Apertura dei marchigiani alle unioni gay: favorevoli due cittadini su tre, ma per il 57% degli intervistati la famiglia è solo etero. Per il 32% il riconoscimento delle coppie omosessuali deve avvenire sia con il matrimonio che con le unioni civili. Per il 30% solo con queste ultime. 7 marchigiani su 10 sono a favore della Comunione ai divorziati. La fiducia nella Chiesa Cattolica, definita “tradizionalista e conservatrice”, è al 52%.

L’istituto di ricerca Sigma Consulting analizza l’orientamento dei marchigiani su alcuni temi del Sinodo della Chiesa Cattolica. Al termine del Sinodo generale dei Vescovi della Chiesa Cattolica l’istituto di ricerca Sigma Consulting, nell’ambito del suo Osservatorio Sociale sugli Orientamenti dei Marchigiani (OSOM), ha presentato i dati relativi all’opinione dei cittadini su alcuni temi all’ordine del giorno del raduno sinodale.

Il 63% è favorevole alle unioni gay. La spinosa questione del riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali è risolta alquanto nettamente dai marchigiani: il 63% è a favore, pur dividendosi sugli istituti giuridici ritenuti più appropriati. Il 32% (dunque la maggioranza assoluta dei favorevoli) pensa che matrimonio e unioni civili siano egualmente idonei, mentre il 30% ritiene che il riconoscimento debba avvenire solo con le unioni civili. Appena l’1%, infine, vede il matrimonio come unico strumento di riconoscimento delle coppie omosessuali. 3

Ma per il 57% la famiglia è etero. Sul tema più ampio della famiglia prevale però un orientamento maggiormente tradizionalista. La definizione nella quale ci si riconosce maggiormente(57%) è quella di “legame affettivo tra due persone di sesso diverso” mentre il 43% considera famiglia qualsiasi “legame affettivo esistente tra due persone, indipendentemente dal sesso”. La prima posizione, come lecito attendersi, è più accentuata tra individui d’età superiore a 60 anni e con titolo di studio medio-basso. “Nell’indagine che abbiamo condotto emerge un orientamento di apertura dei cittadini marchigiani ai mutamenti della società – dichiara Alberto Paterniani direttore ricerche di Sigma Consulting – La richiesta di una legge sul riconoscimento civile delle unioni gay è forte anche se il sondaggio evidenzia un divario di opinione su cosa sia da ritenersi famiglia e cosa no“.

L’influenza della Chiesa Cattolica. Sigma Consulting ha inoltre indagato sui motivi per i quali in Italia non si sia ancora giunti ad una legge, simile a quelle di Olanda, Belgio ed altri paesi europei, che riconosca i diritti delle coppie omosessuali. Per la maggioranza dei rispondenti (il 66%) fino ad ora ciò non è stato possibilie per la forte presenza della Chiesa Cattolica, mentre il 40% vede nell’arretratezza culturale italiana la causa di questo ritardo. I marchigiani, infatti, sembrano imputare alla Chiesa Cattolica un orientamento troppo tradizionalista e conservatore, atteggiamento che il 56% dei rispondenti ritiene prevalente nell’ambito del consesso sinodale.

Il 71% è a favore della Comunione ai divorziati. Sull’altro tema d’attualità del sinodo, ovvero l’opportunità o meno di concedere la Comunione ai divorziati, il 71% dei marchigiani si schiera a favore rispetto ad un 8% che si è dichiarato contrario. C’è poi un 13% che è possibilista ma afferma che occorre decidere in base ai casi.

52% la fiducia nella Chiesa Cattolica. In questo scenario emergono tutte le difficoltà di cambiamento della Chiesa Cattolica. Nonostante l’apprezzata opera di Papa Francesco, la fiducia dei marchigiani in questa istituzione millenaria si attesta al 52%, percentuale che cala vistosamente al 27% tra gli under 40. “Nonostante l’impegno che Papa Francesco sta mettendo nell’innovare la Chiesa Cattolica e il forte eco mediatico, – conclude Paterniani – solo un giovane su 4 nutre fiducia nella Chiesa come istituzione. Un dato che fa riflettere sull’evoluzione che la società civile (le giovani generazioni in particolare) ha intrapreso negli ultimi decenni”.

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