Quando il figlio non arriva. Viaggio nel mondo dell’infertilità. La rubrica della sessuologa de.Sidera

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4 novembre 2015

L’indicibile. Quanto di più innaturale l’ essere umano può considerarsi. Agli occhi della società quelle persone che non riescono a concepire vengono visti o magari si sentono visti così. È duro da accettare che il tuo corpo non risponda al richiamo di quello che di più naturale c’ è al mondo: fare figli.

Fare figli non è obbligatorio, ma avere dei figli è un desiderio più che legittimo, che diventa ossessione in quei casi in cui la coppia non riesce ad averne in modo naturale.Ma per affrontare questo argomento in modo serio e soprattutto sereno, è indispensabile fare chiarezza su alcuni aspetti.

Il primo fra tutti che esula da definizioni, medicine e cure. L’ infertilità non è un problema del singolo, è un momento di difficoltà che deve affrontare la coppia, insieme, superando il dolore per le aspettative negate, e i sensi di colpa. Non ci sono colpevoli ne accusatori. È indispensabile smettere di concentrarsi sul mancato concepimento sviluppando così la cosiddetta “ansia da infertilità” e concentrarsi invece su nuove prospettive, aprirsi a nuovi orizzonti attraverso una comunicazione di coppia più profonda e orientata alla risoluzione del problema.infertilità

Spesso i termini “infertilità” e “sterilità” vengono usati in modo indistinto. Per infertilità si intende: “ il mancato concepimento di un figlio dopo un anno o più di rapporti non protetti”, mentre per sterilità descriviamo “una situazione in cui uno o entrambi i partner sono affetti da una condizione fisica permanente tale che non rende possibile il concepimento”. La condizione in cui versano le coppie che desiderano una seconda gravidanza, dopo una di successo, che non arriva, vengono denominate coppie con infertilità secondaria.

Le cause dell’ infertilità sono da ricercarsi nell’ ambito anatomico, anche se è ormai accettato dalla comunità scientifica l’ esistenza di concause psicologiche di importanza rilevante.

L e cause sono divisibili in macro categorie:

Tubariche/pelviche: ostruzione o chiusura delle tube di Falloppio, aderenze pelviche.

Endometriosi: la presenza o la recidiva di una malattia spesso invalidante per la donna, ma talora asintomatica, che riduce in modo severo le probabilità di concepimento.

Ovulatorie/ormonali: mancanza o irregolarità dell’ovulazione, cicli irregolari, iperprolattinemia, sindrome dell’ovaio micropolicistico, ridotta o assente riserva ovarica.

Cervicali: il muco presente nella cervice uterina è ostile al passaggio degli spermatozoi.

Uterine: presenza di malformazioni congenite dell’utero, miomi o di aderenze all’interno della cavità uterina oppure di fattori infiammatori a carico dell’endometrio.

Maschili: l’uomo non produce un numero sufficiente di spermatozoi, oppure essi non possiedono le caratteristiche di forma o di movimento adatti alla fecondazione, presentano anomalie strutturali oppure produce anticorpi che agiscono contro gli spermatozoi.

Sconosciute: Gli accertamenti non sono stati di grado di evidenziare una o più cause specifiche.

 

Alla diagnosi spesso ci si arriva proprio quando si desidera avere un figlio e questo tarda ad arrivare; questo vale soprattutto per il sesso maschile che difficilmente si sottopone ad uno spermiogramma , se non esplicitamente su richiesta dal medico per un controllo più approfondito. Trattare l’ infertilità solo da un punto di vista organico significa aggirare l’ ostacolo.

La notizia dell’ infertilità genera nella coppia reazioni abbastanza comuni. Dallo shock iniziale della notizia e la negazione della stessa come estrema ratio, quasi una strategia per non rendere “reale” quello che in quel momento è l’ innominabile, la coppia deve trovare una sua via di uscita da questa spirale di dolore, perdita e ri- costruzione dell’ identità del singolo e della coppia.La ferita narcisistica provocata dall’ infertilità diminuisce il proprio senso di sé e la sofferenza che ne deriva potrebbe minare anche il rapporto di coppia.

È un evento che scompagina l’ esistenza, il rimedio c’è e si chiama fecondazione assistita. Sarebbe semplicistico ridurre questa delusione ad una mera pratica medica, ma confidarsi e confrontarsi col proprio partner su quale scelta e quale percorso intraprendere è un buon modo per avvicinarsi e trovare una soluzione condivisa ad una problematica che è condivisa.

DeSidera

Chi siamo:
L’associazione di psicologia e sessuologia “de.Sidera” vuole essere uno spazio culturale di discussione di tematiche psico-sessuologiche, un momento per riflettere sulla propria sessualità, per rendersi consapevoli che il piacere, in ogni ambito, è accessibile, basta volerlo.

L’ associazione “de.Sidera” è formata da psicologhe e sessuologhe e si occupa inoltre di servizi alla persona attraverso consulenze all’individuo, alla famiglia e alla coppia e fornisce servizi di consulenze ai professionisti.

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