“Jobs Act”, riforma nazionale e ripercussioni locali, a Pesaro 4 seminari di aggiornamento

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5 novembre 2015

PESARO – Se oggi chi svolge un’attività lavorativa con reddito inferiore agli 8mila euro conserva lo “stato di disoccupazione”, quando il “Jobs Act” entrerà a pieno regime sarà considerato disoccupato, e dunque inserito come tale negli elenchi dei Centri per l’impiego (con i relativi benefici), solo chi è completamente privo di lavoro. E’ una delle misure introdotte dal recente decreto legislativo 150 del 2015 in materia di servizi per il lavoro e politiche attive, insieme ad altre novità, come la maggiore attenzione alla “congruità” dell’offerta di lavoro (che deve essere equivalente alle esperienze maturate da chi cerca occupazione), la previsione di un “assegno di ricollocazione” per ottenere un servizio di assistenza intensiva nella ricerca di lavoro (rivolto a tutti i disoccupati percettori di NASPI da oltre 4 mesi) ed un restyling del “patto di servizio” tra servizio per il lavoro e utente, che sarà personalizzato e calibrato in base al “profilo di occupabilità” di ciascun individuo.

Per consentire agli operatori del settore di essere aggiornati e sempre più efficaci nei confronti degli utenti, la Provincia di Pesaro e Urbino ha promosso 4 seminari rivolti non solo ai propri addetti dei Centri per l’impiego ma anche ad agenzie private del lavoro, consulenti del lavoro, personale Inps e Inail, chiamando ad illustrare le novità rappresentanti di Italia Lavoro (agenzia tecnica del Ministero del lavoro), della Regione Marche, degli enti di previdenza e assistenza, giuristi ed altri esperti.

Seminario sul Jobs Act in ProvinciaAl primo incontro, svoltosi nella sala del consiglio provinciale “W.Pierangeli” di Pesaro ed incentrato sui servizi per l’impiego alla luce del decreto legislativo 150/15, hanno partecipato, oltre al presidente della Provincia Daniele Tagliolini, il presidente di Italia Lavoro Paolo Reboani ed il responsabile nazionale “Azione di sistema welfare to work per le politiche di re-impiego” di Italia Lavoro Angelo Irano, che hanno fatto il punto sulla riforma. Come evidenziato dal dirigente del servizio formazione e lavoro della Provincia Massimo Grandicelli, moderatore del seminario, “uno dei provvedimenti attuativi del Jobs Act è proprio la riforma dei servizi per l’impiego, con l’obiettivo di avere servizi che da un lato interagiscono meglio con le imprese in cerca di personale, collaborando anche con le agenzie del lavoro privato, dall’altro sono più efficaci nel dare risposte a chi cerca lavoro, a chi vuole cambiarlo o qualificarsi maggiormente”.

Tutti i soggetti che si occupano di lavoro, come Province, Regioni, Inps, Inail, Direzione provinciale del lavoro, Università, scuole, lavoreranno dunque in ‘rete’ per uno scambio di informazioni e per intercettare meglio tutte le opportunità, utilizzando le nuove tecnologie ed evitando agli utenti code agli sportelli e perdite di tempo. Al convegno hanno portato il loro contributo il professore ordinario di Diritto del lavoro dell’Università di Urbino Paolo Pascucci (che si è soffermato sul nuovo quadro normativo), il direttore provinciale Inps di Pesaro Massimo Testa (sulla “condizionalità” ed i rapporti fra Inps e Centri per l’impiego) ed il vice direttore provinciale Inal di Pesaro Primiano Bubici (sulle attività dell’Inail per il reinserimento del lavoratore infortunato). Sono stati affrontati anche aspetti pratici e ripercussioni operative con il responsabile del Centro per l’impiego di Urbino Stefano Raia (che si è soffermato sulle figure del “responsabile delle attività del patto” e del “tutor per la ricollocazione”) e con il responsabile dell’Ufficio mercato del lavoro della Provincia Paolo Carloni, che ha ricordato la centralità del “patto di servizio” come strumento di reciproco impegno tra aspirante lavoratore e servizi per il lavoro, evidenziando anche le penalizzazioni previste dalla legge per eventuali inadempienze, che possono arrivare fino alla decadenza dell’indennità di disoccupazione. Da tutti è stata riconosciuta l’esigenza di “ancorare” i servizi del lavoro e della formazione al territorio, in un quadro di confronto con le associazioni datoriali e sindacali.

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