Affondo di Cecconi a Ceriscioli: “Nominare Pompei alla direzione dell’Arpam? Come chiedere alla volpe di controllare il pollaio”

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6 novembre 2015

ROMA – “Con la nomina di Mario Pompei a direttore generale di ARPAM, il Governatore Ceriscioli ha definitivamente gettato la maschera.” Lo sostiene il deputato pesarese Andrea Cecconi, commentando la conferma dell’ingegner Pompei a capo dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale. “Direi che ora non vi siano più dubbi sulla natura delle promesse di cambiamento elargite in campagna elettorale.

Andrea Cecconi

Andrea Cecconi

Ceriscioli ha scelto un dirigente regionale che spicca per il numero di incarichi ricoperti contemporaneamente: da responsabile unico della costruzione di nuovi ospedali alla direzione del recupero del teatro Vaccaj di Tolentino. Mille incarichi per una sola persona – incalza Cecconi – mi chiedo quanto tempo potrà dedicare a ciascun compito.

Ma la nomina a capo di ARPAM smuove ulteriori questioni in ordine di opportunità, per il parlamentare marchigiano. “Qui il punto non è tanto se l’ingegner Pompei sia o meno competente a dirigere l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale ,  quanto se sia in grado di garantire una qualunque forma di terzietà. Pompei è il dirigente regionale a capo del Servizio Infrastrutture, Trasporti e Energia e incaricarlo di guidare un’Agenzia che si occupi di controllo ambientale è un po’ come assegnare alla volpe il controllo del pollaio.

Mario Pompei

Mario Pompei

Come si può pensare che un dirigente incaricato di disporre la costruzione di ospedali, strade e centrali elettriche possa anche dirigere l’Agenzia regionale volta al controllo ambientale? Da un lato darà il via a grandi opere, bandirà gare d’appalto, esercitando anche scelte importanti relative ai siti e ai materiali scelti, mentre dall’altra controllerà che il suo stesso operato sia conforme alla tutela ambientale del territorio. Praticamente controllore e controllato faranno capo alla stessa persona.

Ceriscioli – conclude Cecconi – finge di dimenticare l’entità degli interessi che ruotano intorno alla creazione di nuove infrastrutture e all’efficientamento energetico della Regione prestando così il fianco ad un conflitto di interessi capace di tradursi in una bomba di corruzione e mettendo in serio rischio la salute dei cittadini e del territorio che amministra. Possibile che tra gli amici degli amici non abbia trovato nessun’altro?”

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