Casa Tabanelli, un’abitazione per gli ultimi

di 

7 novembre 2015

Casa Tabanelli, l'entrata

Casa Tabanelli, l’entrata

PESARO – Questa mattina numerosissimo pubblico ha assistito all’inaugurazione di Casa Tabanelli. Per il taglio del nastro erano presenti tutte le autorità civili e militari. Monsignor Piero Coccia ha impartito la benedizione alla presenza anche del governatore della Regione Marche Luca Ceriscioli e del sindaco di Pesaro Matteo Ricci.

Cos’è Casa Tabanelli? E’ un’abitazione destinata ai senzatetto che è stata fortemente voluta dai Lions della nostra provincia e per la quale Eros Tabanelli ha contribuito con un importo di 200.000 euro. I rappresentanti dei Lions hanno invitato i pesaresi a non lasciare soli i senzatetto che verranno ospitati nella struttura. La sua gestione verrà affidata alla Caritas Diocesana. Dialogando con gli ospiti della “Casa”, magari cenando insieme a loro, si potrà capire perché sono diventati homeless. Per la loro condizione, probabilmente, una parte di colpa l’abbiamo tutti noi, la nostra comunità. Quando le persone hanno dei bisogni, occorre intervenire; la nostra comunità si deve stringere intorno agli “ultimi”.

Una camera di Casa Tabanelli

Una camera di Casa Tabanelli

Il dottor Eros Tabanelli, pesarese verace e personaggio particolarmente schivo, non ha potuto sottrarsi a ricordare la storia di quest’opera che, come detto, verrà gestita dalla Caritas. Nel suo saluto ha detto fra l’altro: “Questo progetto è il frutto di un parto trigemino. Un parto cesareo “B” per il quale è stato necessario tagliare 2 volte. Gli amici dei Lions, mi raccontavano che questa – baracca – non andava avanti. Allora ho chiesto loro, quanto ci vuole per andare avanti? Mi hanno risposto: duecento (duecentomila euro). Allora, facciamo così, 100 ve li do lunedì e gli altri 100 quando sarete a termine dei lavori. Cento glieli ho dati e, dopo un po’ di tempo mi dicono, oh, gli altri non li dai? Ma come mi sono detto, sono venuto qui una sera e non cera niente… Mi ero detto, vuoi vedere che hanno fatto la casa senza che io lo sapessi! Non c’era niente… e loro: – il Lion di Roma vuole i soldi, vuole i soldi… – ed io: Non è che scappano con la cassa? Ciò nondimeno ho dato gli altri cento. Una sera passo, al chiarore della luna piena, e sento dei rumori in quella casina (indica ai presenti un bel fabbricato visibilmente abbandonato) e sento: aiutaci, aiutaci, aiutaci. Adesso io cerco qualcuno che venga con me, non a vederla, ma a partecipare per realizzare un’altra struttura sociale con l’aiuto di qualche organizzazione. Spero che arrivino perché, tutto da solo, non ce la faccio”.

Il dottor Tabanelli ha quindi rilanciato dimostrando di essere un mecenate, non di studiosi o di artisti, ma degli “ultimi” della nostra comunità. Ciò gli fa veramente onore.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>